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8 Maggio 2026
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Omicidio Bergamini, si apre il processo d’Appello per l’ex fidanzata

Carlomagno

La presentazione di una serie di eccezioni preliminari da parte della difesa ha caratterizzato la prima udienza davanti alla Corte d’assise d’appello di Catanzaro del processo per l’omicidio del calciatore del Cosenza Donato “Denis” Bergamini, di Argenta (Ferrara), morto, all’età di 27 anni lungo la statale 106 a Roseto Capo Spulico (Cosenza), il 18 novembre 1989.

Unica imputata nel processo la ex fidanzata di Bergamini, Isabella Internò, condannata in primo grado, il primo ottobre dello scorso anno, a 16 anni di reclusione dalla Corte d’assise di Cosenza.

La donna, difesa dagli avvocati Angelo Pugliese e Cataldo Intrieri, era presente all’udienza. In aula, accompagnata dai figli, anche Donata Bergamini, la sorella di Denis, che sin dal primo momento non ha creduto alla tesi del suicidio portato avanti negli anni immediatamente successivi alla morte del fratello, e che, con l’assistenza dell’avvocato Fabio Anselmo è riuscita a fare riaprire l’inchiesta prima e a giungere ad un processo poi.
Internò è accusata di omicidio volontario premeditato in concorso con ignoti. Gli altri legali di parte civile sono Alessandra Pisa e Silvia Galeone

I giudici di primo grado hanno condannata Internò ad una pena inferiore a quella chiesta dai pm della Procura di Castrovillari, 23 anni, per l’esclusione dell’aggravante del mezzo venefico e della crudeltà, con la concessione delle attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti. Secondo l’accusa, Bergamini fu soffocato e poi il corpo adagiato lungo la statale dove fu travolto da un camion e non si suicidò gettandosi sotto al mezzo come aveva detto all’epoca e ripetuto nel corso degli anni Isabella Internò che era con lui al momento della morte.

All’udienza era presente anche la giornalista Selvaggia Lucarelli che nelle scorse settimane ha annunciato l’uscita di un podcast con un’intervista ad Internò.

La difesa di Internò solleva eccezioni di nullità del primo grado: “In giuria padre e figlia”

Tra i componenti della giuria popolare della Corte d’assise di Cosenza che ha emesso la sentenza di primo grado per l’omicidio nel 1989 del calciatore del Cosenza Denis Bergamini c’erano un padre ed una figlia.

E’ il motivo per il quale gli avvocati Cataldo Intrieri ed Angelo Pugliese, difensori di Isabella Internò, imputata dell’omicidio di Bergamini e condannata a 16 anni, hanno chiesto l’annullamento del processo di primo grado.

Uno dei due giurati legati da rapporti di parentela, hanno fatto rilevare i difensori di Isabella Internò, fu sostituito soltanto l’ultimo giorno del processo.

I legali dell’imputata hanno anche chiesto la riapertura dell’istruttoria dibattimentale e la nomina di “un perito d’ufficio di fama internazionale che sia estraneo ai circuiti italiani” e di riascoltare alcuni testimoni già sentiti nel processo di primo grado.

“La richiesta di nomina di un nuovo perito – hanno sostenuto i difensori dell’imputata – é motivata dalla messa in discussione della validità della prova scientifica in base alla quale Denis Bergamini era già morto per asfissia prima di essere investito da un camion sulla statale 106”.

Alle richieste della difesa si sono opposti il sostituto procuratore di Cosenza Luca Primicerio, applicato in appello come sostituto procuratore generale, e gli avvocati di parte civile, Fabio Anselmo, Alessandra Pisa e Silvia Galeone.

I giudici della Corte d’assise d’appello si sono riservati di decidere sulle richieste dei difensori di Isabella Internò in occasione della prossima udienza del processo, fissata per il prossimo 27 gennaio.