24 Gennaio 2026

Onu: “A Gaza bombe in quantità superiori agli aiuti e scorte di cibo. Carestia mortale”

Il portavoce dell'Unicef denuncia che nella Striscia c'è oppressione, terrore e disperazione: "Le famiglie palestinesi fanno fatica a garantire un solo pasto al giorno per i loro figli. La gente cerca cibo e acqua e viene bombardata dalle forze israeliane. E se non muoiono sotto i razzi rischiano di morire di fame"

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James Elder, portavoce dell’Unicef, organismo dell’Onu, ha spiegato che la situazione a Gaza si sta deteriorando ogni giorno a causa del blocco israeliano degli aiuti e dei continui attacchi militari. Il diplomatico ha spiegato che “bombe e razzi stanno arrivando in quantità di gran lunga superiori alle scorte di cibo”, riferendosi ai razzi lanciati dalle forze di occupazione israeliane a Gaza. Lo riporta il network arabo “Qudsn” rilanciando un articolo su Telegram.

Elder ha aggiunto in alcune dichiarazioni rilasciate ai media domenica 15 giugno 25 che “le famiglie palestinesi nella Striscia di Gaza fanno fatica a garantire un solo pasto al giorno per i loro figli”.

Il portavoce dell’organizzazione delle Nazioni unite ha descritto la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza come “desolata, orribile e disperata”, osservando che le speranze generate dalle discussioni su un cessate il fuoco a Gaza erano leggermente migliorate, “con la regione che stava sperimentando un flusso parziale di aiuti e un limitato miglioramento nelle forniture di acqua e cibo”. Tuttavia, “questo ottimismo è presto svanito quando la Striscia si è trovata ad affrontare un catastrofico blocco degli aiuti”.

Il diplomatico ha sottolineato che “la popolazione di Gaza trascorre notti difficili sotto i bombardamenti e trascorre le giornate fuggendo dalla fame e dalle esplosioni”.

“Il mondo sembra preoccupato solo di vedere i feriti e parlare di aiuti, ignorando l’enorme peso psicologico che la popolazione sta vivendo e la dura realtà delle famiglie costrette a fuggire ripetutamente dopo aver perso tutto”.

Il funzionario ha sottolineato che molte famiglie vivono da sei mesi in tende, sotto il fuoco dei carri armati, “e ora sono costrette a traslocare di nuovo”. Gaza “vive questo tragico incubo da più di 600 giorni”, notando che le madri trascorrono due giorni senza cibo solo per riuscire a fornire un solo pasto ai propri figli.

Ha spiegato che stimare il numero di bambini che muoiono di fame ogni giorno o ogni settimana è “estremamente difficile in tali circostanze”, ma ha sottolineato che i bambini che soffrono di malnutrizione muoiono “per cause che avrebbero potuto essere facilmente curate” se solo Tel Aviv avesse “aperto agli aiuti umanitari”.

“La malnutrizione acuta aumenta di 10 volte la probabilità che un bambino muoia per cause naturali. Questo è il ciclo mortale che uccide i bambini: malnutrizione, contaminazione dell’acqua e mancanza di assistenza sanitaria di base”.

Ha inoltre avvertito che l’accesso agli ospedali non è più sicuro per i bambini malati o malnutriti, sottolineando che gli ospedali stessi sono carenti di forniture mediche di base. “Gli aiuti umanitari potrebbero ammontare solo al 10 percento di ciò di cui la gente ha realmente bisogno”, ha affermato Eldar.

Il funzionario ha sottolineato che durante il cessate il fuoco, le Nazioni Unite e i suoi partner palestinesi sono riusciti a istituire 400 punti di distribuzione per consegnare aiuti umanitari, affermando che attraverso questo sistema sono riusciti a raggiungere “in modo efficace” i bisognosi.

Ha criticato il nuovo sistema di distribuzione degli aiuti attualmente imposto nel sud di Gaza dal Fondo umanitario per la Striscia di Gaza, sostenuto da Stati Uniti e Israele, fondo che a suo avviso è “di natura militare” e con un’incidenza limitata sui siti di distribuzione. “Questo sistema causa vittime ogni giorno”, ha concluso.

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