Si è tenuta questa mattina, nella sala conferenze del Comando provinciale dei carabinieri di Cosenza, la presentazione dei nuovi ufficiali dell’Arma recentemente destinati a incarichi di comando nella provincia.
All’incontro sono intervenuti il maggiore Roberto Cara, nuovo comandante del Nucleo investigativo di Cosenza; il capitano Massimiliano Cervo, comandante della Compagnia di Cosenza; il capitano Gianraffaele Di Risi, comandante della Compagnia di San Marco Argentano; il tenente Luca Pietrangeli, comandante della Compagnia di Rogliano; il capitano Rizzo, capo Ufficio comando del provinciale; il tenente colonnello Emanuele Meleleo, comandante reparto territoriale Corigliano-Rossano.
Nel corso della conferenza stampa il comandante provinciale, colonnello Andrea Mommo, ha tracciato le linee guida della nuova organizzazione territoriale: “Cambia in parte la squadra, ma i valori e i principi rimangono sempre gli stessi, quindi sicuramente presenza sul territorio, controlli areali capillari, il contrasto al crimine sia comune che organizzato, sfruttando quelle che sono le singole professionalità. Ognuno di loro porterà un arricchimento per le esperienze pregresse o per quello che ha maturato in questi anni di formazione”.
“La provincia – ha poi evidenziato il comandante Mommo, rispondendo ai cronisti – è una provincia complessa, variegata come dissi nel corso del mio insediamento.
Sono più aree: quella tirrenica, quella ionica, quella della zona del Savuto, quella della Valle dell’Esaro. Quindi tutte realtà che in qualche modo hanno dei legami tra di loro dal punto di vista criminale, ma ognuna di loro ha delle piccole differenze. Probabilmente le aree più calde in assoluto sono quelle del Tirreno e quelle dello Ionio”.
In chiusura, un appello rivolto direttamente alla cittadinanza: “Cambiano gli uomini – ha concluso il colonnello – non cambia il nostro entusiasmo, perché siamo legati da un credo fortissimo e da valori che tutti noi dovremmo possedere. Mi auguro che i cittadini possano avere quella voglia, quel desiderio di far cambiare ciò che fino adesso non è stato oggetto di trasformazione, quindi le devianze dovrebbero essere in qualche modo perseguite non solo da noi, ma anche dalla collaborazione del territorio”.



















