Caso Minetti, la Procura generale di Milano conferma il parere favorevole alla grazia

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La Procura generale di Milano ha confermato il parere favorevole alla grazia concessa a Nicole Minetti, l’ex consigliera regionale lombarda condannata in via definitiva per favoreggiamento della prostituzione e per i rimborsi in Regione Lombardia e graziata dal Quirinale lo scorso mese di febbraio. La decisione arriva al termine degli approfondimenti disposti dopo alcune notizie di stampa che avevano sollevato dubbi sui presupposti alla base dell’atto di clemenza firmato dal Presidente della Repubblica Mattarella il quale, dopo un’inchiesta del Fatto Quotidiano, aveva parlato di “supposte falsità” invitando il guardasigilli a verificare gli atti alla base della clemenza.
Adesso, preso atto della relazione della procura, il ministero della Giustizia ha trasmesso gli atti, come richiesto, alla presidenza della Repubblica, come riferisce in una nota lo stesso dicastero di via Arenula.

Dagli accertamenti svolti dalla Procura generale di Milano “risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito” sulla domanda di grazia di Nicole Minetti, scrive il procuratore generale di Milano Francesca Nanni in una nota in cui dà conto che oggi sono state trasmesse al Ministero della Giustizia le risultanze delle nuove analisi. In sostanza, la procura generale conferma parere positivo alla grazia concessa dal presidente della Repubblica a febbraio.

“Dagli accertamenti svolti – scrive la Pg – risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito ed in base al quale sono state assunte le determinazioni da parte delle Autorità competenti nell’iter procedimentale per la concessione della grazia”. La relazione con cui è stato, in pratica, confermato il parere positivo alla grazia che fu concessa il 18 febbraio, e i nuovi documenti acquisiti sono ora sul tavolo del Ministero. Per il 12 giugno, scrive l’Ansa, è fissata al Tribunale di Sorveglianza di Milano un’udienza per Minetti, coi legali Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra. Udienza che dovrebbe, in sostanza, certificare la cancellazione della pena da eseguire in affidamento dopo la grazia riconosciuta quasi quattro mesi fa.

Nella lunga nota la Procura generale di Milano ricostruisce tutto il percorso con cui si è arrivati ai nuovi accertamenti delegati ai Carabinieri e all’Interpol “per controllare la verità del contenuto delle notizie di stampa originariamente apparse su un quotidiano (‘II Fatto Quotidiano’), nonché per verificare le ulteriori notizie successivamente pubblicate”. La Pg fa presente che nel procedimento che aveva portato alla grazia – con domanda dei legali di Minetti presentata al Ministero – l’Ufficio diretto da Nanni si è attenuto “ai principi affermati dalla Corte Costituzionale”. Sulla base delle indicazioni del Ministero, la Procura Generale ha “disposto le verifiche richieste con riferimento a tutti i punti indicati nella trasmissione degli atti da parte del Ministero e, una volta esauriti gli accertamenti, ha formulato le proprie osservazioni e trasmesso al Ministero della Giustizia il fascicolo contenente tutta la documentazione acquisita”.

Successivamente “a tale adempimento, le Autorità competenti nel procedimento di grazia hanno esercitato le rispettive attribuzioni”. Il procedimento è stato così “definito con decreto del Presidente della Repubblica” di concessione della grazia. Poi, “a seguito del contenuto di notizie di stampa, il Presidente della Repubblica ha invitato il Ministro della Giustizia ad acquisire con urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza del contenuto di dette notizie ed il Ministro ha autorizzato la Procura Generale, a sua volta richiedente l’autorizzazione a svolgere accertamenti in tale direzione, a procedere alle verifiche in questione”.

Non ci sono “segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay ed in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani”. Risultano “smentite” da “numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive” e dalle “dichiarazioni rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti, le affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni”, come riferito “al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice”. E non “emergono irregolarità nel procedimento di adozione” del minore, scrive la Procura generale di Milano.

In particolare, scrive il pg Francesca Nanni, che ha seguito gli accertamenti col sostituto pg Gaetano Brusa, “contrariamente a quanto riportato sul Fatto Quotidiano risulta che il decesso in circostanze non chiare non riguarda il legale dei genitori del figlio adottivo, ma si tratta del legale di quest’ultimo, favorevole alla adozione, nel cui procedimento non vi è stata alcuna battaglia legale, non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentati dal difensore di ufficio ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore”. Il Procuratore della Repubblica in Uruguay “ha riferito, in relazione al decesso del legale del minore, che non vi sono ipotesi di reato”. Non emergono, poi, “irregolarità nel procedimento di adozione riconosciuto in Italia dal Tribunale per i Minorenni di Venezia”. E “non vi sono segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay ed in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani”.

Inoltre, è “confermato il grave quadro sanitario del minore in cura al Boston Children’s Hospital che richiede la presenza della madre in occasione dei controlli e terapie, nonché confermato il previo consulto presso strutture ospedaliere di Cleveland e New York, oltre che in Italia”. E ancora: “Confermato il volontariato in Italia e la presenza pressoché stabile in Italia di Nicole Minetti a far tempo dal gennaio 2024 e per tutto il 2025, salvo rientri per brevi periodi in Uruguay”. In più “risultano smentite – si legge – da numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive, nonché dalle dichiarazioni rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti, le affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni, affermazioni rese originariamente al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice, dapprima con modalità anonime ed in seguito con indicazione del proprio nominativo”.

Nanni chiarisce, inoltre, che “non si è proceduto ad accertamenti mediante rogatoria internazionale in quanto il trattato di cooperazione giudiziaria in materia penale tra Italia ed Uruguay, ratificato con legge n. 45 del 22 aprile 2022, è finalizzato all’acquisizione di prove o elementi di prova nel corso di un procedimento penale”. Terminata “la raccolta delle informazioni richieste, le risultanze sono state riassunte ed illustrate nella relazione redatta da questa Procura Generale trasmessa in data odierna al Ministro della Giustizia unitamente agli atti ed ai documenti acquisiti, al fine di consentire al Ministro della Giustizia ed al Presidente della Repubblica di assumere le determinazioni di rispettiva competenza”.

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