
La polizia di Maldonado continua le indagini per ritrovare María de los Ángeles González Colinet, 29 anni, scomparsa da diverse settimane. Il caso ha suscitato notevole interesse pubblico perché la Colinet è la madre biologica del bambino adottato dall’imprenditore italiano Giuseppe Cipriani e da sua moglie, Nicole Minetti.
Minetti, ex politica italiana, è balzata agli onori della cronaca dopo aver ricevuto la grazia che l’ha liberata da una condanna relativa al caso di prostituzione VIP (e una per peculato) legato all’ex premier Silvio Berlusconi. Il Quirinale ha concesso la grazia, in parte, perché era responsabile del minore in Uruguay, in particolare per i “problemi di salute” del bambino e perché è stato dimostrato che la donna avrebbe “cambiato vita”. Le autorità di polizia uruguaiane hanno chiarito che, ad oggi, non esiste alcun collegamento diretto tra Minetti e la scomparsa di Colinet.
Vista la complessità del caso, l’Interpol ha annunciato ufficialmente la propria collaborazione con le indagini e ha offerto supporto operativo all’Uruguay. Fonti vicine all’inchiesta hanno riferito a Montevideo Portal che, al momento, non ci sono piste concrete sulla sorte della donna, senza fissa dimora dal 2014, in seguito alla morte dei suoi familiari più stretti.
CHI E’ IL PADRE DEL BIMBO – Il padre del bambino è stato identificato come Antonio Javier Cozar Vicente, il cui attuale indirizzo è sconosciuto alla polizia, e che è nato in Spagna. Secondo quanto riportato, non si è presentato alle udienze, nonostante fosse rappresentato dall’avvocato Mercedes Nieto e non si opponesse all’adozione. In realtà, Cozar era in prigione quando il bambino è nato e ha lasciato l’Uruguay anni dopo. Come la madre González Colinet, anche Cozar abbandonò il bambino e non riuscì mai a instaurare un vero legame con lui, riferisce la testata uruguaiana.
Tuttavia, un ex compagno di González Colinet ha contraddetto quanto affermato dal giudice, assicurando che, sebbene sia vero che il minore sia nato in un contesto di vulnerabilità, la madre ha cercato di prendersi cura di lui durante i primi mesi di vita. Infatti, come riportato da Info Capital, l’uomo ha dichiarato a Montevideo Portal che González Colinet “andava a trovare il bimbo e la cacciavano via”, riferendosi a coloro che lavoravano presso il centro INAU dove si trovava il minore. «L’ho portata lì, e un paio di volte le hanno permesso di vederlo. Poi hanno iniziato a non farla più entrare», ha aggiunto. Ha anche affermato che «a causa della tossicodipendenza di González Colinet», l’INAU (Istituto Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza) ha chiesto che le venisse tolta la custodia del bambino.
«L’ho persino portata al Tribunale di Pace di via Sarandí, e se n’è andata piangendo perché il giudice non glielo ha restituito», ha aggiunto. Secondo i registri dell’ospedale Pereira Rossell, dove il bambino è nato, la madre è stata con il neonato per i primi otto giorni. Dopodiché, è intervenuto l’INAU (Istituto Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza) e González Colinet non ha più avuto contatti con il figlio.
Ipotesi e contesto
L’indagine approfondisce il passato della donna, che soffre di problemi di tossicodipendenza ed è stata vista frequentemente in vari luoghi di spaccio nella capitale di Maldonado. Una delle piste investigative suggerisce che Colinet potrebbe essere stata presa di mira da bande di narcotrafficanti locali a seguito di una presunta disputa per debiti o di un “Mejicaneo” (termine che si riferisce a un tipo di affare di droga andato male).
Nei giorni scorsi, è circolato un video che mostrava la donna in condizioni di salute visibilmente peggiorate. La sua scomparsa è stata denunciata da un amico intimo dopo che Colinet aveva smesso di contattarlo con la stessa frequenza di prima.
Il legame con l’adozione
La storia personale di Colinet è segnata dall’adozione di suo figlio, frutto di una relazione con un cittadino spagnolo che all’epoca della sua nascita si trovava in carcere. Mentre l’INAU sostiene che la madre non si sia mai assunta la responsabilità del bambino, persone a lei vicine hanno smentito questa versione in recenti dichiarazioni.
Un dettaglio eclatante relativo agli aspetti legali del caso è che l’avvocata d’ufficio del padre biologico, Mercedes Nieto, è stata trovata morta carbonizzata nel 2024 insieme al marito in una proprietà a Garzón, un fatto che aggiunge un ulteriore alone di mistero alla cerchia ristretta della donna scomparsa. Per la morte dei legali si parla di incendio accidentale, ma secondo quanto è trapelato sui media locali, sui corpi di Mercedes Nieto e Mario Cabrera sarebbero stati rinvenuti segni di violenza. Le autorità indagano per duplice omicidio.
Va detto che sia Cipriani che Minetti hanno pubblicamente negato qualsiasi illecito nella procedura di adozione.
