Caso Minetti, la complessa vicenda ricostruita da Marco Travaglio

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Ecco la ricostruzione testuale del caso Minetti curata da Marco Travaglio nella puntata andata in onda sul programma di Luca Sommi “Accordi e Disaccordi”, sul Nove.

“Partiamo dall’inizio 2019: la Cassazione condanna Nicole Minetti a 20 anni e dieci mesi per favoreggiamento della prostituzione nei bunga bunga di Berlusconi ad Arcore, fatti fino al 2011 quando lui era premier e lei era consigliera regionale nel 2021.
La Minetti patteggia altri 13 mesi per peculato perché si è fatta rimborsare dalla Regione Lombardia 19.000 euro di spese sue personali. Totale 3 anni e undici mesi definitivi di reclusione da scontare. Ma non finisce in galera perché siamo in Italia e le pene sotto i quattro anni si possono espiare comodamente a piede libero e servizi sociali. E lei chiede i servizi sociali nel 2022. L’esecuzione della pena si blocca in attesa della responso del tribunale di sorveglianza sui servizi sociali. E intanto nel 2020, con il suo compagno Giuseppe Cipriani, figlio di Arrigo, quello dell’Harris Bar, la Minetti chiede in adozione un bambino uruguaiano malato, tra un festino e l’altro, con ragazze allegre nel locale di Cipriani, a Ibiza, nel suo yacht, nel suo ranch a Punta del Est, in Uruguay. Però il bimbo che ha entrambi i genitori vivi e già affidati in adozione a un’altra coppia. Nessun problema.

I Minetti insistono e organizzano pranzi nel ranch di Cipriani per i trovatelli e gli orfanelli e nel 2021 portano il bimbo a Boston per farlo operare senza ancora averlo adottato, quindi senza poter decidere né di farlo espatriare né di farlo operare. Solo nel 2023 con una causa per togliere la potestà genitoriale al papà e alla mamma del piccolo, otterranno la stranissima adozione. Intanto a Milano, con calma, il Tribunale di sorveglianza fissa l’udienza sui servizi sociali per dicembre 2025, cioè sei anni dopo la prima condanna definitiva. Ma già è pronto un altro escamotage per bloccare tutto: la richiesta di grazia. Perché, dice la Minetti: “Ho cambiato vita. Sto con un imprenditore lontano da contesti di devianza, devo accudire questo figlio adottivo malato, mentre coi servizi sociali non potrei muovermi dall’Italia perché mi ritirerebbe il passaporto”. L’operazione Grazia è studiata con grande cura. La Minetti nel 2024 torna in Italia travestita da missionaria della Carità. Si iscrive alla Lega anti tumori di Milano come signora Cipriani e ci va una volta a settimana per un anno, fino a quando fa la domanda di grazia a giugno 2025, poi non la vedono più.

A luglio va anche alla Casa della Carità di don Colmegna con la sua avvocatessa. Le due dicono di voler avviare un percorso di conoscenza per diventare volontarie, ma poi nessuno le vede più, tanto ormai è ufficiale agli atti che la Minetti non è più quella dei “bunga bunga” di Amica Chips, di Love My Life è Santa Maria Goretti o Santa Maria Minetti?!? E chi le dà una mano a farlo sapere in giro? Il settimanale “Chi” Gruppo Mondadori, che nel settembre 2024 le confeziona un bel servizio fotografico di mamma premurosa col bimbo e il cane ai giardinetti di piazza Cavour a Milano.

Luglio 2025. L’anno scorso la domanda di grazia arriva al Quirinale. Il Quirinale la gira al ministero della Giustizia per avviare la procedura. Nordio trasmette gli atti al procuratore generale di Milano chiedendo di fare l’istruttoria sulle varie cose scritte nella richiesta di grazia, ma limitando le indagini all’Italia. Nessuna verifica all’estero, quindi, né a Ibiza dove Cipriani e Minetti hanno il locale pieno di ragazze, né in Uruguay dove lui lavora da trent’anni e dove è avvenuta l’adozione, né negli Stati Uniti dove il bimbo è stato operato, né negli Emirati Arabi, dove lui è residente.

Ma i magistrati non fanno granché nemmeno in Italia. Basterebbe chiamare il San Raffaele, l’ospedale di Padova dove la Minetti dice di avere provato a operare il bambino, di aver avuto un rifiuto e allora di essere stata costretta a far intervenire i chirurghi di Boston perché scoprirebbero che nessuno dei due ospedali italiani ha mai visto né lei né il bambino. A novembre dell’anno scorso il ministero sollecita la Procura generale che finalmente avvia l’istruttoria a meno di due mesi di lavoro. E poi, a gennaio di quest’anno, la procuratrice generale Francesca Nanni invia il parere favorevole a Nordio, che (a sua volta) dà il suo parere favorevole e manda tutto al Quirinale. Il 18 febbraio, a tempo di record, Mattarella firma la grazia… Neanche un piccolo dubbio sul fatto che la Minetti, condannata (a quasi 4 anni), non ha ancora scontato un minuto di pena. Nemmeno sull’adozione di un bambino, dato a una che faceva i “bunga bunga” con le escort minorenni, vestita da suora con le poppe e le chiappe di fuori.

Ma la grazia rimane clandestina, mentre di solito il Quirinale fa almeno un comunicato Ufficiale per elementari doveri di trasparenza. Insomma, al Colle devono essere un po imbarazzati e sperano che nessuno se ne accorga di quella grazia. Oppure temono che la notizia, uscendo in campagna referendum, dimostri sempre di più agli italiani che per qualcuno la legge è più uguale che per gli altri. La grazia rimane dunque segreta per una quarantina di giorni, anche dopo la vittoria del no al referendum. Poi la scopre “Mi manda Rai 3”. La notizia dall’anticipazione a Thomas Mackinson del Fatto; e insieme a Rai 3 e Il Fatto danno la notizia l’11 aprile. A quel punto il Quirinale è costretto a sputare il rospo. Mannaggia. E tira fuori le gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari in ospedali altamente specializzati. Toppa peggio del buco. La Minetti non rischiava il carcere, solo qualche ora settimanale di volontariato con tutto il tempo per accudire il pupo e su decine di migliaia di condannati che stanno espiando la pena in Italia.

Chissà quanti hanno un parente in condizioni gravissime di salute, eppure continuano a scontare la pena senza discussioni. Siccome la storia puzza distante un miglio, il direttore del Fatto Quotidiano, cioè io, dice a Thomas Mackinson di scavare. Lui lo fa e scopre che la richiesta di grazia è piena di balle e di buchi sulla nuova vita di Nicole Minetti. Maria Goretti sull’import escort con il compagno a Ibiza e in Uruguay. Pare che il compagno (che risulta nei files di Epstein) e persino amico e socio del noto pedofilo. Sull’adozione sull’operazione in America, mentre il Fatto pubblica l’inchiesta a puntate, tutti gli altri media tacciono o prendono per oro colato le veline del Quirinale e menano il Fatto perché osa passarle al setaccio […]”

Per seguire il resto della ricostruzione guarda il video integrale sul Nove

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