Caso Minetti, la Polizia indaga sulla scomparsa della madre biologica del bimbo

Il ministero dell'Interno dell'Uruguay ha diramato un avviso di rintraccio di Maria Gonzales Colinet mamma naturale del bimbo adottato da Nicole. Indagini serrate anche per fare luce sulla misteriosa morte dei due avvocati della donna, trovati carbonizzati in casa a Garzon

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La Polizia di Maldonado (Uruguay) continua a indagare sulla scomparsa di María de los Ángeles González Colinet, 29enne la donna scomparsa da alcune settimane e madre biologica del figlio adottivo di Giuseppe Cipriani e Nicole Minetti.

Secondo fonti interne alle forze dell’ordine che hanno parlato con Montevideo Portal, che le cita, non c’è una pista investigativa precisa che stiano seguendo. La donna, che ha diversi precedenti penali, è tossicodipendente ed è nota alla polizia di Maldonado. Intorno a metà aprile il ministero degli Interni uruguaiano ha diramato un avviso di rintraccio in tutto il paese sudamericano (in alto).

María de los Ángeles González Colinet madre biologica del bimbo adottato da Minetti (fonte Ministero Interno Uruguay)

Secondo alcune fonti, Colinet frequentava luoghi di spaccio di droga, dove faceva uso di stupefacenti, e in diverse occasioni ne aveva fatto uso anche a casa. Nonostante avesse dei familiari, questi hanno riferito alla polizia di aver perso i contatti con lei diversi anni fa.

Uno dei suoi parenti ha dichiarato che il punto di rottura in famiglia è arrivato quando Colinet è stato arrestato dopo aver picchiato a morte un anziano per rubargli del denaro. La polizia non esclude alcuna ipotesi e sta seguendo da vicino gli sviluppi del caso Minetti.

La moglie di Cipriani è stata graziata in Italia dopo essere stata accusata di favoreggiamento della prostituzione – reato per cui nel 2019 ha rimediato una condanna a 2 anni e dieci mesi di reclusione, è stata al centro di feste VIP organizzate da Silvio Berlusconi, all’epoca presidente del Consiglio. Nell’ambito di tale indagine, l’Istituto uruguaiano per l’infanzia e l’adolescenza (Inau) le ha affidato la custodia del minore, con il quale la famiglia Cipriani aveva precedentemente instaurato un rapporto, durante le visite che effettuavano presso uno dei centri dell’agenzia. Precedentemente c’era un’altra coppia di Pan de Azucar ad essere la famiglia preadottiva. Il piccolo ha frequentato quella famiglia per un periodo ai fini dell’adozione, poi sfumata perché a parere dell’Inau “non era idonea” per via dei precedenti penali.

In realtà l’Inau non ha applicato il protocollo di adozione e, sostenendo che Minetti avesse un legame “affettuoso” con il bambino, ha deciso di affidarle la custodia. Anni prima, Colinet aveva rivendicato i diritti genitoriali sul figlio e, a tal fine, aveva ingaggiato l’avvocata Mercedes Nieto. La coppia italiana aveva fatto una causa per farle togliere la potestà genitoriale. Mistero nel mistero è che l’avvocata Nieto, insieme al marito Mario Cabrera, anche lui legale, è stata trovata morta carbonizzata nella loro casa vacanze a Garzón. La Procura sta ancora indagando per duplice omicidio, mentre precedentemente si era avanzata l’ipotesi di un incendio in casa del tutto accidentale. Sembrerebbe che dalle autopsie sui cadaveri sarebbero emersi segni di violenza.

Mercedes Nieto e Mario Cabrera, i legali di María de los Ángeles González Colinet, trovati morti carbonizzati

Cipriani, gli “Epstein files” e le feste organizzate da Nicole in Uruguay

Negli ultimi mesi Cipriani si è trovato coinvolto nel cosiddetto scandalo degli “Epstein Files”. La figura chiave del progetto alberghiero San Rafael a Punta del Este è citata – secondo la testata – in documenti collegati al pedofilo Jeffrey Epstein, con il quale il facoltoso imprenditore avrebbe mantenuto legami d’affari e sociali per anni.

Secondo questo nuovo rapporto, le attività si sarebbero svolte sia in un ranch nella zona di La Barra, sia a bordo di un grande yacht chiamato “Gin Tonic”, dove per parte dell’anno si tenevano eventi esclusivi con celebrità internazionali. Il Fatto descrive un contrasto tra questa immagine pubblica di lusso e celebrità e ciò che, secondo le testimonianze raccolte, accadeva in contesti più privati ​​in Uruguay.

Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani (La Nacion)

Secondo l’inchiesta, Minetti avrebbe avuto un ruolo attivo nel coordinare incontri privati ​​presso il ranch. Le testimonianze citate dal Fatto Quotidiano indicano che nella proprietà, descritta come un luogo isolato con rigide misure di sicurezza, venivano organizzate feste con la partecipazione di modelle e clienti selezionati.

L’articolo sostiene che esisteva una struttura logistica ben definita, che includeva alloggi separati per le donne, rigide regole operative e un coordinamento preventivo del numero di partecipanti a ciascun evento. In questo contesto, Minetti viene menzionata come una figura centrale nella gestione quotidiana .

Un altro punto affrontato dall’inchiesta riguarda possibili irregolarità nell’ingresso di persone in Uruguay. Secondo quanto riportato dai media, alcune donne sarebbero arrivate con voli privati ​​legati all’imprenditore e non sarebbero state sempre registrate ai controlli di immigrazione, il che ha portato a concentrare l’attenzione su potenziali falle o irregolarità in tali procedure.

Combo fb. sullo sfondo Jeffrey Epstein, Giuseppe Cruciani e Nicole Minetti

Secondo le testimonianze, gli incontri si sono svolti in condizioni di rigorosa riservatezza, con limitazioni all’uso del telefono e una gestione organizzativa centralizzata. È stata inoltre descritta la presenza di intermediari incaricati di coordinare le interazioni tra gli ospiti e le donne.

La pubblicazione ripercorre anche il passato di Minetti in Italia, dove fu condannata nel cosiddetto “caso Ruby”, per favoreggiamento della prostituzione. Sebbene il suo caso abbia attraversato diverse fasi successive, l’articolo suggerisce che la sua attività all’interno della cerchia di Cipriani sia continuata negli anni successivi in ​​diverse località, tra cui Ibiza e successivamente l’Uruguay. All’ex consigliere di Forza Italia nel 2022 furono cumulate le due condanne, la prima per favoreggiamento della prostituzione l’altra per la rimborsopoli in consiglio regionale della Lombardia per un totale di quasi 4 anni di reclusione. La donna non andò in prigione poiché le condanne da scontare nel frattempo sono state commutate in affidamento ai servizi sociali. Nel 2025 iniziò l’iter per ottenere la grazia perché, queste le motivazioni, “aveva cambiato vita” e soprattutto per via del minore adottato “con gravi problemi di salute” che andava seguito in modo continuativo per le cure e le prestazioni mediche specialistiche. La procura generale di Milano diede l’ok e il ministro della Giustizia Carlo Nordio presentò l’istanza al Quirinale. A metà febbraio la grazia a firma del presidente della Repubblica Mattarella. La notizia non venne resa subito nota ma venne fuori i primi giorni di aprile, dopo il referendum.

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