Ha denunciato un presunto ‘nepotismo’ al Teatro La Fenice di Venezia e per questa ragione, la direttrice Beatrice Venezi è stata sollevata per volontà del sovrintendente Nicola Colabianchi dopo una intervista rilasciata pochi giorni fa a “La Nacion”, un noto quotidiano argentino. Già lo scorso settembre, dopo l’idea di nominarla alla Fenice, la direttrice d’orchestra era stata al centro di violenti attacchi da parte dei musicisti e da parte dei sindacati vicini alla sinistra che in ottobre avevano proclamato uno sciopero contro la nomina. Motivo? “E’ una incompetente e non ha un curriculum adeguato a ricoprire il ruolo artistico” del prestigioso teatro. Successivamente i lavoratori della Fenice hanno chiesto anche le dimissioni del sovrintendente Nicola Colabianchi, che oggi l’ha licenziata.
Le frasi incriminate della direttrice, amica di Meloni e vicina a Fratelli d’Italia
“Io non ho padrini, questa è la differenza. Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un’orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio. Sono una donna, ho 36 anni, sono la prima direttrice d’orchestra del Teatro La Fenice, e voglio portare un cambiamento. Questo è il punto principale. Hanno paura del cambiamento, del rinnovamento. È più facile rimanere ancorati alle vecchie abitudini. Ma è così che muore un teatro. Succede a tutti i teatri del mondo. A Venezia il pubblico è diviso. Abbiamo turisti che vedono un atto dell’opera e poi vanno a mangiare. Abbiamo abbonati, molti dei quali anziani, con le loro preferenze. Ma abbiamo anche giovani che vivono sulla terraferma e non vengono mai sull’isola. E non facciamo nulla per loro? Dobbiamo raggiungere un pubblico più ampio.”, ha detto la direttrice d’orchestra che si considera da molti anni amica della premier Giorgia Meloni ed è vicina alla galassia di Fratelli d’Italia, una donna di destra, insomma.

A distanza di tre giorni, il sovrintendente ha deciso di silurarla ottenendo pure il plauso del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che lo scorso settembre ne aveva tessuto le lodi: “Venezi eccellente, non farà rimpiangere i predecessori”, disse.
Il comunicato della Fondazione Teatro La Fenice
“La Fondazione Teatro La Fenice, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, comunica di aver deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi”, si legge in una nota della Fondazione. “La decisione – viene spiegato – è maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra. Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d’Orchestra”.
Giuli: “Piena fiducia al sovrintendente della Fenice”
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, “prende atto della decisione di Nicola Colabianchi, assunta in autonomia e indipendenza, e conferma al sovrintendente de La Fenice la sua più completa fiducia”. Si legge in una nota, dopo l’annuncio del sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia di annullare tutte le collaborazioni con Beatrice Venezi. “Con l’auspicio che tale scelta possa sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni d’ogni ordine e grado; nell’interesse del Teatro e della città di Venezia”, aggiunge Giuli.
