Ci sono spiragli sui negoziati di pace tra Iran e Stati Uniti. Secondo il Pakistan, mediatore dai primi approcci, già domenica a Ginevra dovrebbe essere sottoscritto il memorandum che prevede il cessate il fuoco permanente tra Usa e Iran (e Israele), la fine delle offensive con il ritiro dell’esercito di Tel Aviv dal Libano, che è paese centralissimo nell’accordo.
Lo stesso ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha detto che il negoziato non è stato mai così vicino alla sua realizzazione.
“Il Memorandum d’Intesa di Islamabad non è mai stato così vicino alla conclusione. In attesa della sua finalizzazione, i media dovrebbero astenersi dal formulare speculazioni sul suo contenuto. In linea con il nostro approccio responsabile e trasparente, tutti i dettagli saranno condivisi con il pubblico al momento opportuno”, scrive su 𝕏 Abbas Araghchi.
The Islamabad Memorandum of Understanding has never been closer. Pending its finalization, the media should refrain from entering speculation about its content.
In line with our responsible and transparent approach, all details will be shared with the public in due course.
— Seyed Abbas Araghchi (@araghchi) June 12, 2026
Una fonte vicina al team negoziale iraniano, citata dall’agenzia Mehr, ha diffuso nuovi dettagli (ancora non definitivo) sulla bozza del memorandum d’intesa, tra cui lo sblocco di 24 miliardi di dollari di fondi congelati durante un periodo di negoziazione finale di 60 giorni.
I nuovi dettagli della bozza del memorandum d’intesa in 14 punti tra Iran e Stati Uniti sono stati resi pubblici da una fonte vicina al team negoziale iraniano, fornendo il resoconto pubblico più dettagliato finora del contenuto del documento.
Secondo la fonte, la bozza includerebbe le seguenti disposizioni:
1. Fine definitiva e immediata della guerra su tutti i fronti, Libano compreso.
2. L’impegno degli Stati Uniti a non interferire negli affari interni dell’Iran e a rispettare la sovranità della Repubblica islamica dell’Iran.
3. Revoca completa del blocco navale entro 30 giorni.
4. L’impegno degli Stati Uniti a ritirare le proprie forze dalle aree circostanti l’Iran.
5. Riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni, secondo gli accordi con l’Iran.
6. Sospensione delle sanzioni sulle vendite di petrolio e prodotti petrolchimici e dei loro derivati, e pieno accesso dell’Iran alle proprie risorse finanziarie.
7. Piani di ricostruzione che saranno presentati dagli Stati Uniti e dai loro alleati, per un totale di almeno 300 miliardi di dollari.
8. Un periodo di negoziazione di 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo sulla questione nucleare e la completa rimozione delle sanzioni primarie e secondarie statunitensi, delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e delle risoluzioni del Consiglio dei governatori dell’AIEA.
9. Riaffermazione dell’impegno dell’Iran, sancito dal Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), a non produrre armi nucleari.
10. Durante il periodo di negoziazione, gli Stati Uniti si impegnano a non inviare ulteriori forze nella regione e a non imporre nuove sanzioni.
11. Sblocco di 24 miliardi di dollari di fondi iraniani bloccati durante il periodo di negoziazione finale di 60 giorni, di cui metà dovrà essere messa a disposizione dell’Iran prima dell’inizio dei negoziati.
12. Istituzione di un meccanismo di monitoraggio per l’attuazione dell’accordo.
13. L’accordo finale dovrà essere ratificato da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
14. I negoziati finali non inizieranno finché non saranno sbloccati metà dei fondi iraniani bloccati, non saranno sospese le sanzioni petrolifere e non sarà revocato il blocco navale. L’accordo finale affronterà solo il destino dei materiali arricchiti e dell’arricchimento, l’allentamento delle sanzioni e il programma di ricostruzione economica dell’Iran. I colloqui sul programma missilistico iraniano e sul suo sostegno ai gruppi della Resistenza sono stati definitivamente rimossi dall’agenda.
Come ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri, il testo deve ancora essere rivisto e finalizzato dalle istituzioni competenti in Iran.
