
Lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando gli Stati Uniti non soddisferanno le condizioni del memorandum d’intesa che il presidente americano Donald Trump ha firmato lo scorso 17 giugno con l’Iran. Lo ha dichiarato il principale negoziatore di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, citato dai media statali iraniani. In particolare, ha precisato Ghalibaf, per la riapertura di Hormuz sarà necessaria la revoca del blocco marittimo e delle sanzioni imposti dagli Usa, nonché lo sblocco dei beni iraniani che sono stati congelati.
Intanto il presidente americano ha pubblicato sul suo social una foto con cui rivendica il controllo sullo Stretto. “I nuovi territori degli Stati Uniti”, scrive sopra l’immagine cerchiata dello stretto.
Iran, Araghchi: Israele è il principale ostacolo a un accordo con gli Stati Uniti
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha accusato Israele di sabotare l’accordo per un cessate il fuoco con gli Stati Uniti. “Il regime sionista è stato e rimane il principale oppositore e ostacolo all’attuazione del memorandum d’intesa. Hanno fatto di tutto per impedire il raggiungimento di tale accordo, di tutto per farlo fallire e di tutto per impedirne l’attuazione”, ha affermato, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Irna. Araghchi ha aggiunto che la richiesta di Trump di una “resa incondizionata” da parte dell’Iran non si è concretizzata, poiché Teheran ha infine accettato un cessate il fuoco e ha condotto i negoziati con gli Stati Uniti alle proprie condizioni. Secondo quanto riportato, Araghchi ha affermato che coloro che “chiedevano una resa incondizionata, poco dopo l’inizio della guerra, imploravano l’avvio di negoziati”. “Siamo stati noi a dire che non avremmo accettato un cessate il fuoco e abbiamo continuato la guerra fino a quando non abbiamo raggiunto un punto in cui hanno accettato un cessate il fuoco e i negoziati alle condizioni dell’Iran”, ha affermato.
