“Le scorte di petrolio nei paesi occidentali si sono esaurite a causa della guerra in Iran”. Lo ha affermato Russell Hardy, amministratore delegato della società di trading di materie prime Vitol, citato da Bloomberg.
“Non ci sono più riserve utilizzabili nell’Ovest. Abbiamo già esaurito quelle che avevamo”, ha detto Hardy. Il manager ha detto che la carenza di carburante sul mercato continuerà nei prossimi mesi.
“Circa 12 milioni di barili al giorno di petrolio greggio e 2 milioni di barili al giorno di prodotti raffinati, volumi necessari per attenuare la pressione sui prezzi, hanno lasciato il Medio Oriente su petroliere negli ultimi 7-10 giorni”, ha affermato Hardy, citato da Reuters, che ribadisce che “con le scorte in gran parte esaurite in occidente, quel flusso di 10-14 milioni di barili al giorno sta contribuendo a mantenere in equilibrio i mercati energetici in vista dell’inverno”. Parlando all’Energy Intelligence Forum di Londra, Russell Hardy ha sottolineato tuttavia che se l’andamento del commercio di materie energetiche segue l’attuale stretta si farà molta fatica ad approvvigionarsi e a riempire i magazzini di scorte.
“Il rischio è che senza questi flussi il prezzo del barile potrebbe salire a 200 dollari. I costi di spedizione sono aumentati vertiginosamente, creando incertezza”, ha detto il presidente della Vitol.
