Giuseppe Conte fa ruzzolare la testa di Beppe Grillo, e con quella anche i 300mila euro che dal 2022 il Movimento 5 Stelle garantisce ogni anno al co-fondatore e garante della creatura pentastellata.
Dopo settimane di silenzi e minimizzazioni per i continui attacchi dell’”Elevato”, il presidente parla nel nuovo libro di Vespa, e spiega il suo pensiero sulla collaborazione contrattuale di Grillo, che verrĂ meno perchĂ© il comico genovese è “responsabile di una controcomunicazione”, certo, ma anche perchĂ© “di fronte a un processo costituente che ha coinvolto l’intero movimento, sta portando avanti atti di “sabotaggio” compromettendo l’obiettivo di liberare energie nuove”.
Collaborazione che si concluderĂ non appena “andrĂ alla sua naturale scadenza nei prossimi mesi”, precisano fonti di Campo Marzio dopo che all’Adnkronos lo staff di Grillo fa sapere che non c’è nessuna novitĂ sul rapporto: “A noi non risulta, il contratto è in essere. Ad oggi non c’è nessuna comunicazione a riguardo”, spiegano. Come si è arrivati, però, allo strappo?
Nelle memorie affidate al giornalista Rai, l’ex presidente del Consiglio chiarisce di non aver mai accettato che Grillo sia pagato per la funzione di garante, “che ha un intrinseco valore morale e non è compatibile con alcuna retribuzione”, ma che si era arrivati a un compromesso “retribuendo la sua nota abilitĂ comunicativa per rafforzare l’immagine del movimento”, presupposto che, appunto, è venuto a mancare, ma a cui il garante tiene tanto da chiederla “anche nelle ultime lettere che mi ha scritto”, rivela ancora Conte.
Quanto al loro rapporto, è evidente che le cose non vadano come quando l’avvocato fu scelto come premier: “Qualcosa si è incrinato in maniera irreversibile. Umanamente sono molto colpito da come si comporta – dice Conte -. GiĂ in passato ha avuto atteggiamenti velenosi nei miei confronti, ai quali non ho dato peso perchĂ© su tutto prevalevano gli interessi della comunitĂ . Vedere oggi che contrasta in maniera così plateale un processo di partecipazione democratica che ci riporta agli ideali originali di Casaleggio mi ha rattristato moltissimo. PerchĂ©, al contrario di quel che scrivono i giornali, lo scontro non è personalistico, ma vede Grillo battersi contro la sua stessa comunitĂ ”.
Ecco, la comunitĂ , la stessa di cui un tempo faceva parte Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, cofondatore con Grillo, e presidente dell’Associazione Rousseau, che un tempo mediava con la base. Ospite di Un giorno da pecora, su Rai Radio 1, l’imprenditore non le manda a dire al presidente pentastellato: “Non so perchĂ© sia uscita proprio oggi questa notizia del ‘licenziamento’ di Grillo da parte di Giuseppe Conte, è un po’ strano che Conte lo dica a Vespa e non a Beppe o agli iscritti”, inizia prima di sparare a zero (anche) sul processo costituente.
