Scandalo corruzione in Ucraina per oltre 100 mln di dollari, dimessi due ministri

Figura centrale dell'inchiesta Timur Mindich, stretto amico di Zelensky. A casa gli hanno trovato un bagno in oro massiccio e bagagli di banconote. Insieme ad altri fedelissimi sarebbe fuggito in Israele avendo doppio passaporto

Correlati

Scandalo senza precedenti in Ucraina sulla corruzione nel settore energetico con un un giro di mazzette da oltre cento milioni di dollari. In seguito all’inchiesta i ministri della giustizia e dell’energia dell’Ucraina hanno rassegnato le proprie dimissioni e ora trema tutto il cerchio magico del presidente Zelensky, coinvolto nello scandalo che ha fatto il giro del mondo.

A dare le dimissioni il ministro della Giustizia German Galushchenko che – secondo l’autorità anticorruzione – avrebbe preso parte al piano che coinvolgeva l’azienda nucleare statale Energoatom. L’esponente del governo di Kiev ha negato ogni illecito.

I ministri della Giustizia e dell’Energia dell’Ucraina hanno presentato le loro dimissioni nel contesto di un’ampia indagine sulla corruzione, ha dichiarato il primo ministro Yulia Svyrydenko, “poco dopo che il presidente Volodymyr Zelensky ne aveva chiesto il licenziamento”.
Mercoledì Svyrydenko ha dichiarato in un post sui social media che il ministro della Giustizia German Galushchenko e il ministro dell’Energia Svitlana Hrynchuk hanno “presentato le loro dimissioni in conformità con la legge”.

L’annuncio arriva mentre le autorità anticorruzione hanno dichiarato questa settimana di aver arrestato cinque persone e di averne identificate altre due ancora in libertà, sospettate di essere coinvolte in un presunto complotto per controllare gli appalti presso l’agenzia nucleare Energoatom e altre imprese statali.

L’Ucraina aveva precedentemente sospeso Galushchenko, accusato di aver tratto profitto dal sistema di riciclaggio di denaro di Energoatom. Ha ricoperto la carica di ministro dell’energia per quattro anni prima di assumere la direzione del ministero della giustizia a luglio, venendo sostituito da Hrynchuk.

In un discorso video di mercoledì, Zelensky ha affermato che la corruzione nel settore energetico è “assolutamente inaccettabile”.

“Credo che il Ministro della Giustizia e il Ministro dell’Energia non possano rimanere in carica. Questa è, tra le altre cose, una questione di fiducia”, ha affermato il presidente ucraino citato dai media.

Schema da 100 milioni di dollari

Secondo la Procura specializzata anticorruzione dell’Ucraina (SAPO), il presunto piano da 100 milioni di dollari sarebbe stato orchestrato dall’uomo d’affari Timur Mindich, stretto alleato di Zelensky.

Gli investigatori della SAPO affermano che Galushchenko ha aiutato Mindich a gestire flussi finanziari illeciti nel settore energetico, mentre gli appaltatori che lavoravano con Energoatom erano costretti a pagare tangenti dal 10 al 15 percento per evitare di perdere contratti o di subire ritardi nei pagamenti.

Galushchenko non è stato identificato come uno dei sette sospettati annunciati questa settimana, ma lo è stato un suo ex consigliere.

Sia Galushchenko che Hrynchuk, che non è stato menzionato come colui che ha tratto profitto dal piano, hanno negato qualsiasi illecito.

In una dichiarazione sulla sua precedente sospensione, Galushchenko ha affermato di aver parlato con il primo ministro e di aver concordato che la mossa fosse appropriata mentre difendeva la sua causa.

“Bisogna prendere una decisione politica, e solo allora si potranno chiarire tutti i dettagli”, ha detto Galushchenko. “Credo che la sospensione per tutta la durata delle indagini sia uno scenario civile e corretto. Mi difenderò in tribunale e dimostrerò la mia posizione”.

Le accuse di tangenti nel settore energetico sono particolarmente delicate in Ucraina, dove gran parte del paese è vittima di lunghi blackout quotidiani mentre cerca di respingere massicci attacchi russi alle sue infrastrutture.

Lo scandalo mette inoltre in luce una potenziale sfida alla richiesta di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea, per la quale l’eliminazione della corruzione resta una condizione fondamentale.

Rivolgendosi al Paese lunedì, Zelensky ha sollecitato la piena collaborazione con l’inchiesta anticorruzione e ha affermato che chiunque sia coinvolto dovrà risponderne.

I commenti di Zelensky giungono solo pochi mesi dopo che è stato costretto a revocare i piani per limitare l’indipendenza dei principali organi di controllo anticorruzione del Paese, la SAPO e l’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina, in seguito alle diffuse proteste.

Secondo molti media Timur Mindich (imprenditore ucraino-israeliano, produttore cinematografico e comproprietario dello studio Kvartal 95)
e altri fedelissimi del presidente ucraino sarebbero fuggiti in Israele, avendo passaporto dello stato ebraico, cosi come Zelensky.

In particolare, in una perquisizione delle autorità in una delle mega ville di Timur Mindich sarebbero state trovati malloppi di banconote locali e da 200 euro nonché un bagno completamente in oro massiccio dal valore stimato di qualche milione di euro. Molti commentatori si chiedono ora se Zelensky fosse a conoscenza dei traffici illegali di Timur Mindich e soci. Cosi come suscitano sdegno nell’opinione pubblica gli enormi finanziamenti per miliardi di euro che l’occidente, tra cui l’Italia, versano da tre anni all’Ucraina. “Servivano davvero per l’autodifesa del paese oppure per arricchire pochi amici, mentre il popolo ucraino è ridotto alla fame”, nota qualche osservatore sui social.

Bagno d'oro di Timor Mindich

Potrebbero interessarti


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE

Questo sito, per scelta, non intende monetizzare mostrando fastidiosi e invasivi banner pubblicitari che irritano l'utenza. Si sostiene grazie alle donazioni dei lettori.

Altre news

Raid israeliani in Libano. Teheran risponde con missili su Israele. È escalation

L'Iran ha lanciato un massiccio attacco missilistico contro Israele. Colpiti diversi centri con un bilancio apparentemente limitato sul piano...

DALLA CALABRIA

Naufragio di migranti a sud di Malta, almeno dieci morti e 48 in salvo

E' di almeno dieci morti il bilancio dell'ennesimo "viaggio della speranza" al largo di Malta. Una cinquantina di persone...