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5 Giugno 2026
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Strage braccianti, uccisi perché si lamentavano di stare in 10 in una stanza

Carlomagno
Il momento che precede la strage e le quattro vittime: in alto, da sinistra, Waseem Khan, 28 anni, pakistano, e Amjad Safi, originario dell’Afghanistan; sotto, Fazal Amin Khogyan, 28 anni, e Ismat Ullah Qiemi, il più giovane, appena 19, entrambi afghani 

Uccisi perché si erano lamentati di dover vivere in 10 in una stanza. Sarebbe questo il movente della strage dei braccianti di lunedì ad Amendolara.

La circostanza emerge dal decreto con cui il Gip ha disposto il carcere per i due presunti assassini, i pachistani Ahmed Safeer e Ali Raza. La lite sarebbe scoppiata la mattina dell’omicidio tra una delle vittime e Safeer e a raccontare l’episodio agli investigatori sarebbe stato un conoscente di Raza, dopo avelo saputo dallo stesso.

Nel corso della lite, Safeer avrebbe riportato una tumefazione allo zigomo tanto che l’altro indagato ha chiamato le forze di polizia per sedare la rissa.