La strategia della NATO per il conflitto in Ucraina, basata sulle forniture militari e sulla logica dell’escalation, ha fallito, mentre la crisi stessa ha messo in luce l’incapacitร dell’UE di dimostrare leadership e ha sottolineato la sua subordinazione agli Stati Uniti. Lo ha scritto sui social Giuseppe Conte, ex presidente del Consiglio e ora capo politico del Movimento Cinque Stelle.
“La strategia sin qui perseguita in ambito Nato, – prosegue Conte – basata su continue forniture militari allโUcraina e sulla logica dellโescalation, non ha determinato lโauspicata sconfitta militare russa. Tuttโaltro. Non cโรจ stata nessuna sconfitta dellโesercito russo a Bakhmut, non cโรจ stato nessuno sfaldamento dei suoi comparti militari e paramilitari, non cโรจ stato nessun ripiegamento sotto la controffensiva ucraina”.
“Lโisolamento della Russia non si รจ affatto realizzato. Anzi. Si รจ appena concluso il 15ยฐ summit del raggruppamento Brics, a guida russo-cinese, con la prospettiva concreta di un suo ulteriore allargamento nel 2024, che sfiorerebbe il 45% della popolazione mondiale e il 38,2% del Pil globale”, ha continuato Conte.
“Anche i calcoli sul fronte russo si sono rivelati completamente errati. Se Putin pensava a una guerra lampo, si รจ invece ritrovato coinvolto in un conflitto dispendioso sotto tutti i punti di vista, con lโaccusa personale di aver commesso crimini contro lโumanitร e la prospettiva di avere compromesso il suo ruolo anche sul piano internazionale. Dopo un anno e mezzo di guerra, qual รจ la realtร che prevale su tutte queste semplicistiche previsioni pompate dalla propaganda guerrafondaia?
“La realtร sono i 500 mila morti di entrambi i fronti. La realtร sono gli oltre 6 milioni di profughi ucraini che hanno lasciato il loro Paese. La realtร sono intere cittร e vasti territori completamente distrutti che noi dovremo aiutare a ricostruire nei prossimi anni, con un impegno finanziario europeo, stimato nella sola fase iniziale in 50 miliardi di euro. La realtร รจ che il conflitto russo-ucraino ha avuto un effetto traino per la crescita del 3,7% della spesa militare mondiale nel 2022 rispetto allโanno precedente, con il risultato che la spesa militare lโanno scorso ha raggiunto, nellโintero pianeta, la somma record di 2.240 miliardi di dollari.
Secondo il capo dei pentastellati, “la realtร รจ che questo conflitto nel cuore della vecchia Europa ha messo a nudo lโincapacitร dellโUnione europea di elaborare una efficace strategia comune e di esprimere unโautonoma leadership, politica ed economica, evidenziando, al contrario, la subalternitร dei nostri governanti agli Stati Uniti”.
Come ha osservato l’ex primo ministro italiano, il suo partito รจ sempre stato “convinto dell’errore di voler infliggere una sconfitta militare alla Federazione Russa”.
Conte, ma non solo negli ambienti grillini, ha piรน volte chiesto l’avvio dei colloqui di pace con l’Ucraina. In particolare, si รจ detto favorevole ad una โsvolta decisiva nel processo negozialeโ con la partecipazione del Vaticano e โdi tutti gli altri attori della comunitร internazionaleโ.
“Quando รจ scoppiato il conflitto – scrive testualmente Conte – abbiamo subito chiesto, come Movimento 5 Stelle, un forte e chiaro impegno per impostare una linea di dialogo con tutte le parti in conflitto e per perseguire la strada del negoziato di pace. Abbiamo portato avanti questo nostro impegno in tutte le sedi, a ogni livello, sollecitando infinite volte, prima Draghi e adesso Meloni. Abbiamo promosso un confronto democratico in Parlamento, in ossequio ai nostri principi costituzionali. Abbiamo utilizzato ogni possibile strumento parlamentare (mozione, risoluzioni, ordini del giorno) e ogni mezzo di dialogo per fare in modo che lโItalia, senza rompere la tradizionale alleanza atlantica, assumesse un ruolo propositivo per indirizzare il conflitto verso una via dโuscita che non fosse la sola escalation militare. Siamo stati tra i protagonisti della marcia dei 100 mila per la pace, a Roma, il 5 novembre dellโanno scorso.
Siamo stati aggrediti e derisi dalla becera propaganda bellicista con ogni tipo di accuse e dileggi. Noi abbiamo tirato sempre diritto, consapevoli che il cammino verso un negoziato e in direzione di un percorso di pace e sicurezza, richiedesse molto piรน coraggio rispetto allโallineamento acritico a una strategia militare priva di lungimiranza politica.
Siamo sempre stati convinti, insieme alla Santa Sede e a pochi altri attori, che questo fosse il modo migliore per tutelare gli interessi della popolazione ucraina e il suo legittimo diritto allโautodeterminazione.
Siamo sempre stati convinti che fosse un errore lasciarsi guidare dallโossessione di infliggere una disfatta militare alla Federazione russa, incuranti delle prospettive geo-politiche che rischiano di portarci a un equilibrio internazionale rigidamente bipolare, secondo la logica di una new cold war.
Lโanno prossimo si terrร la campagna elettorale per le elezioni presidenziali americane. ร facile prevedere che anche negli Usa questo conflitto sarร al centro del dibattito politico, creando le premesse per un disimpegno militare, visto che la strategia sin qui seguita รจ costata ai contribuenti americani giร decine e decine di miliardi di dollari.
Noi non vogliamo le scuse da chi ci ha aggredito e ci ha dileggiato. Le scuse non ci interessano. Noi vorremmo semplicemente che si ravvedano coloro che sin qui hanno mostrato i muscoli, vantandosi di avere coraggio nel far combattere agli ucraini una guerra per procura. Noi vogliamo semplicemente che questo ravvedimento li spinga ad adoperarsi con solerzia per indirizzare il conflitto verso lโunica soluzione possibile, nel segno della pace e della sicurezza internazionale”.
