
Resta in carcere Valter Lavitola, reoconfesso di essere il mandate dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. Lo hanno deciso i giudici del Riesame di Roma respingendo l’istanza dei difensori.

Confermata per l’indagato l’aggravante del metodo mafioso. “Il tribunale del Riesame ha confermato l’ordinanza cautelare, chiaramente noi rispettiamo in pieno quelle che sono le decisioni della magistratura, anche se non le condividiamo assolutamente sia in fatto che in diritto. Ora attenderemo che siano depositate le motivazioni che arriveranno entro 45 giorni ma già oggi presenteremo ricorso in Cassazione, quindi per saltum (impugnazione immediata), contro l’ordinanza del gip che ha rigettato la nostra richiesta sulla perdita di efficacia della custodia cautelare che riteniamo sia ampiamente fondata”, afferma l’avvocato Sergio Cola, difensore di Valter Lavitola, accusato e reo confesso di essere il mandante dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci.

Emerge intanto dall’indagine della Procura di Roma che ci sarebbero presunti buchi temporali nelle comunicazioni tra Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci. Un dato confermato dall’analisi dei telefoni cellulari e dal pc sequestrato all’imprenditore accusato e reo confesso di essere il mandante dell’azione dinamitarda. Si tratterebbe in sostanza di cancellazioni sospette nelle chat, sia nella fase precedente all’attentato che dopo. Elementi che stanno portando gli inquirenti, che hanno affidato le indagini ai Nuclei Investigativi dei carabinieri di Roma e Frascati, ad ulteriori verifiche.Sul fronte delle indagini, dopo avere incassato dal Riesame conferme all’impianto accusatorio, i pm della Dda, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, avvieranno ulteriori filoni di indagine relativi agli “affari finanziari” di Lavitola che aveva anche interessi legati al carbon credit in Africa.
Ranucci si fifende, ‘falsità a reti unificate‘
“Non esiste alcuna chat segreta tra la mia collaboratrice e Natalia, la moglie di Lavitola. È stata mandata un’ordinanza già pubblica, su mia richiesta, e di sua spontanea iniziativa, un semplice messaggio di cortesia per sapere come stava. Punto, null’altro. Provo una gran pena a vedere grandi e nobili giornali farsi dettare l’agenda, per altro piena di falsità, dai giornali di Angelucci, con società in Lussemburgo, parlamentare assenteista di governo, che ha l’astuzia di non usare telefoni e quindi a differenza degli altri non può essere intercettato. Colleghi, anche della Rai, che stanno partecipando a una barbaria come ha detto persino il ministro Crosetto. La più grande campagna di fango della storia finalizzata a rimuoverli da Report, colpire me, la mia famiglia e le persone a me vicine. Persone che da mesi, dopo la bomba hanno vissuto nel terrore, e ora nel dolore per il degrado di una stampa prona al metodo “Boffo”, che con oltre 3 mila articoli, centinaia di ore di trasmissioni a reti unificate e decine di migliaia di video e post sulle piattaforme scrive falsità, senza fare un minimo di verifica. Io sono abituato a lottare e resistere, ma appare chiaro che questo metodo infame e mostruoso si plachera’ solo quando, tra coloro che mi sono vicini, in preda all’angoscia o alla depressione qualcuno si lascerà andare. Solo quando avverrà una tragedia quest’ignobile macchina del fango, che ha mandanti ben individuabili, avra’ la decenza di fermarsi”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il giornalista Sigfrido Ranucci.

