Camorra, arrestati 7 imprenditori ritenuti vicini al clan dei Casalesi

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I Carabinieri del ROS e i militari di Caserta hanno arrestato 7 imprenditori accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, con particolare riferimento al clan dei Casalesi. La misura, in carcere, è stata emessa dal Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Dda presso la Procura della Repubblica.

Il provvedimento cautelare è stato emesso sulla scorta di ulteriori approfondimenti investigativi condotti dal ROS nell’ambito dell’indagine “Sistema Medea” – coordinata dalla Procura Distrettuale di Napoli – che ha disvelato l’esistenza, appunto, di un “sistema” gestito dal defunto Francesco e Michele Zagaria che consentiva a imprese di riferimento del clan di ottenere l’assegnazione, tramite affidamento diretto, dei lavori di somma urgenza riguardanti la rete idrica regionale.

Tra i destinatari delle misure cautelari risulta esserci anche anche Antonio Fontana, ex sindaco negli anni ’90 di Casapesenna (Caserta), comune di origine della famiglia Zagaria.

Secondo gli inquirenti, la gestione in forma di oligopolio del ciclo integrato delle acque sarebbe stata realizzata attraverso una sistematica attività di corruzione e di pervasivo condizionamento dell’attività politica e amministrativa che si sarebbe avvalsa del rilevante contributo del politico e dirigente regionale Tommaso Barbato (già arrestato e condannato in secondo grado di giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa), responsabile del ‘Settore Ciclo Integrato delle Acque della Regione Campania’ fino al 2005, il quale, nel corso del tempo, avrebbe procurato ai diversi imprenditori ritenuti legati agli Zagaria commesse in regime somma urgenza garantendo così al clan rilevanti introiti (una parte dell’utile di azienda era destinato agli Zagaria ed una parte alle attività corruttive).

Le recenti indagini hanno permesso di individuare ulteriori 10 aziende, facenti capo ai 7 destinatari del provvedimento restrittivo, le quali, nel periodo che va dal 2001 al 2015, hanno beneficiato del rodato sistema di assegnazione di appalti e lavori in somma urgenza ottenendo commesse per oltre 40 milioni di euro.

Da ultimo, il ROS ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di 10 imprese edili per un valore di circa 1.000.000 di euro, con sede in provincia di Caserta, riconducibili agli indagati e che sarebbero state utilizzate per le attività delittuose dell’associazione.

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