Donna morta dopo intervento chirurgico, arrestati un medico e un “santone”

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Alle prime luci dell’alba di oggi 20 aprile p.v., i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Genova hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Genova nei confronti del dott. Paolo Oneda, medico chirurgo, dirigente medico di chirurgia generale presso U.O. Chirurgia generale dell’Ospedale di Manerbio e di Vincenzo Paolo Bendinelli, Presidente e guida spirituale del centro di diffusione delle scienze olistiche “Anidra”, ubicato a Borzonasca (GE), indiziati di omicidio volontario con dolo eventuale, violenza sessuale e circonvenzione di persone incapaci. Un avviso di garanzia è stato notificato ad una psicologa, coindagata solo per i reati di circonvenzione e violenza sessuale.

L’indagine condotta dal citato Nucleo e coordinata dalla dott.ssa Gabriella Dotto, si pone in continuità con un’altra attività investigativa svolta nel 2019 a fronte di una denuncia sporta dai parenti di una giovane ospite del centro Anidra, tuttora in corso.

Nel mese di ottobre del 2020, altra giovane donna–pure frequentatrice del Centro – decedeva presso l’ospedale San Martino di Genova, ove era stata ricoverata per un melanoma plurimetastatico. La vittima si era avvicinata al Centro e alle scienze olistiche già da molti anni, in quel luogo aveva anche celebrato il proprio matrimonio e ivi insegnava Yoga e Thai chichuan. Come spiegato dai numerosi conoscenti sentiti a verbale, prima di avvicinarsi al Centro di Borzonasca, aveva avuto una regolare vita sociale, venendo poi gradualmente assorbita da quell’ambiente, allontanandosi dagli affetti ed abbracciando totalmente gli insegnamenti del “Maestro”.

I familiari appreso del decesso subito denunciarono che la donna nell’ottobre del 2018 aveva subìto presso quel centro, l’asportazione di un neo verrucoso sanguinante e che l’intervento era stato effettuato dal chirurgo ONEDA alla presenza del BENDINELLI, in locali non idonei a livello sanitario e senza sottoporre il tessuto ai previstiesami istologici. Dalle testimonianze emergeva che l’operazione sarebbe stata effettuata su un tavolo da cucina e senza alcuna anestesia, inserendo l’evento in un presunto patologico processo di “purificazione spirituale”.

Nel corso dei mesi successivi, la donna, in preda a dolori lancinanti veniva continuamente rassicurata dagli indagati circa la sua sicura guarigione, e privata di qualsiasi adeguato trattamento medico che invece sarebbe stato necessario. Gli approfondimenti investigativi medico-legali esperiti hanno accertato che l’intervento chirurgico effettuato e le successive conseguenti omissioni sono state in rapporto causale diretto con il decesso della giovane.

Le impegnative indagini condotte con attività tecniche e tradizionali hanno consentito ai Carabinieri del Nucleo Investigativo, di rilevare gravissimi indizi di colpevolezza a carico dei due arrestati che erano pienamente coscienti della superficialità con cui era stato effettuato il primo intervento e consapevoli del grave e progressivo aggravamento del quadro clinico della donna, che nei mesi successivi aveva subito le palesi e pesanti conseguenze della diffusione del tumore ma si era affidata totalmente alle indicazioni del medico e del “Santone”, che l’avevano rassicurata in merito alla sua guarigione ed al ritorno allo stato di salute, anche grazie a non meglio precisate pratiche olistiche e di “protezione energetica”, senza svolgere alcuna iniziativa volta ad arrestare il diffondersi della patologia.

Sono ancora in corso perquisizioni presso il Centro “Anidra” a Borzonasca, a Brescia e a Milano, presso le abitazioni/sedi lavorative dei due destinatari della misuracautelare e della Psicologa,la quale, nel tempo, in ragione della professione svolta, ha garantito un’attività di cooptazione verso il “Centro” di diverse ragazze fragili, al centro dell’indagine.
Seguiranno le dovute comunicazioni agli Ordini dei Medici di appartenenza, per l’adozione delle misure ritenute opportune.

Le perquisizioni sono state estese a tutti gli aspetti funzionali del centro, con il supporto anche del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e del NAS di Genova per le competenze di specifica competenza, e della Guardia di Finanza di Chiavari, per gli aspetti fiscali.

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