19 Luglio 2024

Duplice omicidio nel Foggiano, presunto assassino: “Mia moglie confessò tradimento”

Accecato dalla gelosia, l'uomo che ha ucciso la figlia sedicenne (che ha fatto scudo alla madre, vero obiettivo), nonché l'amante della moglie, ha fatto dichiarazioni spontanee al pm. "Perdonai più volte le sue scappatelle, volevo lasciarla, lei non volle ma continuava a chattare e a frequentare il vicino". Il titolare del panificio dove Taulant Malaj lavorava tutte le notti dice: "Era molto tranquillo, bravo, preciso e instancabile. Era tutto lavoro e famiglia". Il figlioletto trovato sotto choc dietro il divano

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Taulant Malaj, il panettiere albanese di 45 anni che nella notte tra sabato e domenica a Torremaggiore (Foggia) ha ucciso a coltellate la figlia 16enne Gessica Malaj e il suo vicino Massimo De Santis ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee ammettendo il duplice omicidio. Lo riporta l’Ansa. Quando i militari lo hanno bloccato aveva ancora gli abiti insanguinati e aveva abbandonato l’arma del delitto, un coltello da cucina, all’interno della propria autovettura.

“Mia moglie aveva ammesso il tradimento. Mia moglie ha ammesso che aveva una relazione con Massimo”. Il riferimento è a Massimo De Santis, ucciso con dei fendenti sul pianerottolo nello stesso stabile dove abitava.

Al pm titolare delle indagini Taulant Malaj, ha raccontato che la moglie Tefta gli “aveva chiesto scusa per questa relazione, ma io volevo separarmi”. Lo riferiscono all’Ansa i due legali dell’albanese arrestato, Michele Maiellaro e Giacomo Lattanzio.

Stando al racconto del panettiere, nei giorni scorsi c’era stata una discussione in famiglia, sempre per il presunto tradimento, al termine della quale l’uomo aveva detto di volersi separare. La moglie, però, lo avrebbe convinto a restare a casa. Pare che Malaj – stando sempre al suo racconto – avesse scoperto più volte nel corso del tempo la moglie al terzo piano dell’edificio, dove abitava il presunto amante. 

Nella notte tra sabato e domenica scorsa, però, sarebbe successo dell’altro – stando sempre al racconto che il presunto assassino ha fatto al pubblico ministero-. Mentre marito e moglie erano a letto, la donna avrebbe cominciato a chattare con qualcuno. L’uomo, insospettitosi, avrebbe visto il telefono della donna scoprendo che stava chattando con il vicino di casa, Massimo De Santis. Da quì la reazione violenta del panettiere. 

Dopo un po’ è uscito di casa ed ha aspettato che Massimo rincasasse dal bar. Appena l’uomo è entrato nel portone lo ha accoltellato a morte. Malaj ha infatti detto al pm – riferiscono gli avvocati – di aver “ucciso prima Massimo”, poi di essere salito in casa dove ha cominciato ad accoltellare la moglie (rimasta ferita) e, poi, la figlia, che cercava di fare da scudo alla madre. “In quel momento, accecato dall’ira – riferiscono i difensori – non si è reso conto che aveva di fronte la figlia ed ha iniziato a colpirla”. I due avvocati parlano di “un forte legame tra il reo confesso e i suoi stessi figli”, la 16enne e il bimbo di 5 anni.

Successivamente Malaj, che avrebbe ammesso le sue responsabilità sul duplice omicidio, forse in preda allo stato confusionale in cui si trovava, ha chiesto ripetutamente della figlia: “Come sta Gessica, sta bene?”. Questa circostanza è riferita all’Ansa dai due legali dell’albanese, citati in precedenza.

Bimbo salvo perché si è nascosto dietro il divano
Si è salvato nascondendosi dietro il divano del soggiorno di casa, il figlio di 5 anni di Taulant Malaj, l’albanese di 45 anni reo confesso del duplice omicidio della figlia Gessica, di 16 anni, e del presunto amante della moglie, Massimo De Santis, di 51. A quanto si apprende il panettiere era molto legato al figlioletto: lo testimoniano le numerose foto pubblicate con il bambino sul suo profilo Facebook.

Dopo i due delitti Taulant Malaj ha girato un video, poi diventato virale nelle chat, in cui ha mostrato i cadaveri e ha insultato la moglie, apostrofandola in albanese come una “putt…”.

Sabato notte, dopo la strage, i primi ad arrivare in casa – a quanto si apprende – sarebbero stati il fratello del presunto assassino reo confesso e la cognata. Sarebbero stati loro due a trovare il bambino nascosto dietro al divano. Quest’ultimo, quando sono arrivati i carabinieri, era in braccio agli zii in evidente stato di choc. Il piccolo è stato affidato alla coppia. Inoltre, per accertare l’esistenza della presunta relazione extraconiugale e dello scambio di messaggi su una chat tra la moglie dell’assassino e la vittima, gli investigatori dell’Arma hanno sequestrato i telefoni cellulari della donna, del marito e della figlia.

Titolare panificio di Torremaggiore: “Malaj era molto tranquillo, bravo e preciso. Era tutto lavoro e famiglia”
“Arrivava tutte le sere alle 23 e andava via alle sette del mattino. Era precisissimo. Non si stancava mai”. Così il titolare del panificio ‘Latartara’ di Torremaggiore (Foggia) descrive il suo dipendente Taulant Malaj, il 45enne albanese che ha confessato gli omicidi della figlia 16enne, Gessica, e del vicino di casa, Massimo De Santis, 51enne. “Anche quando finiva il turno continua a lavorare fino a quando non aveva terminato tutto”, racconta.
Malaj era in Italia da 20 anni. La coppia era sposata da 17 anni. L’uomo ha sempre fatto il panettiere. I colleghi raccontano che era anche molto bravo. Per dieci anni ha lavorato in un altro forno di Torremaggiore (Foggia); nel dicembre scorso era stato assunto nel panificio ‘Latartara’. “Aveva un carattere molto tranquillo. Non ha mai dato alcun problema. Così come non ci ha mai raccontato di litigi in casa”, ammettono dal panificio. “Ho visto la moglie di Taulant una sola volta quando lui è venuto qui da noi a fare il colloquio”, ricorda il datore di lavoro del presunto assassino. “Era tutto lavoro e famiglia”, ha detto il datore di lavoro citato dall’Ansa.


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