19 Gennaio 2026

Elezioni in Venezuela, Maduro riconfermato presidente

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Nicolas Maduro รจ stato riconfermato presidente del Venezuela. Il Consiglio elettorale nazionale ha annunciato che, con l’80% delle schede scrutinate, il presidente uscente “ha ottenuto 5.150.092 voti, ovvero il 51,2%, mentre il suo diretto avversario, Edmundo Gonzalez Urrutia 4.445.978, ovvero il 44,02%”, con un’affluenza alle urne del 59%, ma anche “ritardi” dovuti – riportano le agenzie occidentali – a “un’aggressione al sistema”.

L’opposizione denuncia presunte irregolaritร  e afferma di avere vinto con il 70%’, mentre il segretario di Stato Usa, Antony Blinken -cosรฌ come molti esponenti occidentali -, ha espresso dubbi sull’andamento della consultazione elettorale. Ed anche il ministro degli Esteri italiano Tajani ha detto di avere “molte perplessitร  sul regolare svolgimento delle elezioni in Venezuela” chiedendo “risultati verificabili e accesso agli atti”.

“Non ci sono riusciti con le sanzioni, con l’aggressione, con la minaccia. Non ce l’hanno fatta ora e non ce la faranno mai con la dignitร  del popolo del Venezuela. Il fascismo in Venezuela, la terra di Bolivar e Chavez, non passerร ”, sono state le prime parole di Maduro, che ha festeggiato con migliaia di supporter che si sono concentrati davanti al Palazzo Miraflores.”Chavez vive. Chavez questo trionfo รจ tuo”, ha poi aggiunto ricordando che ieri, nel giorno delle elezioni, era il suo settantesimo compleanno.

“Abbiamo subito un attacco massivo hacker al centro del Consiglio elettorale. Sappiamo chi lo ha fatto. Lo hanno fatto perchรฉ volevano impedire che il popolo del Venezuela avesse il suo risultato ufficiale. Per poter gridare quello che avevano preparato, ‘gridare alla frode’. Gente brutta, brutti, la gente bella รจ qui con me”, ha aggiunto il presidente sottolineando che “questo film lo abbiamo giร  visto” con Capriles, ci furono morti per colpa loro – ha evidenziato -. Non permetteremo che scatenino la violenza. Ha prevalso la voce della pace. Non lasciatevi attrarre dalla violenza”.

In precedenza il ministro degli Esteri venezuelano Yvan Gil aveva denunciato “un intervento” contro il voto presidenziale da parte di un gruppo di nove Paesi latinoamericani “e di potenze straniere”. “Il Venezuela denuncia e avverte il mondo di un intervento contro il processo elettorale, il nostro diritto alla libera autodeterminazione e la sovranitร  della nostra patria, da parte di un gruppo di governi e potenze straniere”, aveva scritto. “Questo gruppo, una versione del famigerato, defunto e sconfitto Gruppo di Lima, che comprende funzionari governativi di Argentina, Costa Rica, Ecuador, Guatemala, Panama, Perรน, Uruguay e Repubblica Dominicana, insieme a un gruppo di sicari politici di ultradestra specializzati nella destabilizzazione dei governi della regione, รจ un gruppo che sta cercando di destabilizzare il processo elettorale”.

Tra questi, ha aggiunto il ministro, ci sono “Ivรกn Duque, Mauricio Macri, Andres Pastrana, Oscar Arias, Marco Rubio e Rick Scott”, che – secondo il governo venezuelano – “cercano di minare ciรฒ che oggi รจ stato espresso in pace e spirito civico nel nostro Paese, che non รจ altro che l’esercizio del diritto di elezione del popolo”.

Reazioni furenti della forza anti-chavista – con in testa la leader dell’opposizione, Maria Corina Machado -, di conseguenza anti-Maduro che non accettano il risultato e parlano di brogli elettorali.

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