16 Luglio 2024

Flop in Svizzera al vertice di pace sull’Ucraina. I grandi non firmano accordo pro-Kiev

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Dopo il raduno dei leader occidentali al G7 in Puglia – dove in tre giorni di passerelle è emersa chiara l’inconsistenza degli Usa e dei suoi satelliti in Ue e Giappone -, gli stessi si sono incontrati in Svizzera in un meeting più allargato per parlare di “pace in Ucraina”, senza il principale protagonista dello scontro: la Russia, paese non invitato. La Svizzera aveva invitato 160 paesi ma solo poco meno della metà ha accettato (92).

E l’incontro è finito in un flop, con un comunicato sottoscritto sì dalla maggioranza dei Paesi partecipanti, ma con defezioni pesanti, inclusi giganti come l’India, l’Indonesia, il Brasile e il Messico e altri paesi. Nel documento si sostiene “l’integrità territoriale dell’Ucraina”, affermando in sostanza che la vittoria militare russa nel paese di Zelensky è un “nulla di fatto” e che tutto deve tornare come era prima del 24 febbraio 2022. Dichiarazione a cui la più grande potenza nucleare del mondo non dà alcun peso e che continua ad avanzare non solo sul piano militare, ma anche su quello economico, allargando partnership e cooperazioni con altri grandi paesi a oriente e nel sud del mondo.

“Il raggiungimento della pace richiede il coinvolgimento e il dialogo tra tutte le parti”, si leggeva in una prima bozza di comunicato rilasciata al termine della prima giornata del Vertice per la pace in Ucraina in Svizzera e citato dai media internazionali. Una dichiarazione di buon senso che tradotta significava che senza la Russia non si possono avviare seri negoziati di pace. Ma poi Kiev si è “ribellata” e il vertice è finito in una bolla di sapone.

Il consenso al comunicato finale non è pervenuto da grandi paesi che erano d’accordo sulla prima bozza ma si sono rifiutati di firmare la seconda dichiarazione voluta da Zelensky e dai suoi protettori occidentali. Intanto, il Cremlino insiste sulla sua soluzione diplomatica: mantenere le regioni filorusse del Donbass conquistate sul campo con la forza con l’esplicita richiesta che l’Ucraina non entri a far parte della Nato. Mosca non vuole che l’alleanza atlantica piazzi basi e missili nel cortile di casa sua.

Cremlino: “Occidente deve capire che non esiste alternativa al nostro piano di pace”
“L’Occidente e Kiev devono capire che non esiste un’alternativa ragionevole al piano di pace del presidente russo Vladimir Putin. Lo ha affermato la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, commentando il vertice sull’Ucraina conclusosi a Burgenstock, in Svizzera.

Secondo Zakharova, prima ciò accadrà, prima inizierà il processo di risoluzione reale e la fine delle ostilità. Altrimenti le condizioni per avviare i negoziati saranno molto peggiori”, ha aggiunto.


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