“Oggi il Comitato per il Nobel si è coperto di vergogna in modo irreparabile e ha sminuito il Premio Nobel per la Pace, un tempo così prestigioso, assegnandolo a Navi Pillay delle Nazioni Unite”. È il messaggio pubblicato su Truth Social dall’account Schoenlaw e ricondiviso da Donald Trump, nel primo commento, seppure indiretto, del presidente americano dopo l’assegnazione del premio all’ex Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani.
“Pillay è una nemica dichiarata degli Stati Uniti e di Israele. Nel corso del suo mandato ha esaltato i terroristi e premiato Hamas. Ha condotto una finta ‘indagine’ sostenendo di aver scoperto che Israele aveva commesso un genocidio e sollecitando un procedimento penale – si legge nel post – Non gode di alcuna credibilità in nessun ambito normale e non ha mai fatto nulla per promuovere la pace. Anzi, proprio il contrario. Ma cosa ci si poteva aspettare da un comitato che in passato aveva assegnato quello che un tempo era l’ambito Premio Nobel per la Pace a Yasser Arafat?”.
Amministrazione Trump impone sanzioni contro Cpi
L’amministrazione di Donald Trump ha imposto sanzioni contro la Corte penale internazionale (Cpi), poche ore dopo l’assegnazione del Nobel per la Pace a Pillay, ex giudice della Corte. I media statunitensi hanno citato una dichiarazione del segretario di Stato americano Marco Rubio visionata da Reuters. Le nuove misure vanno oltre le precedenti sanzioni imposte contro singoli giudici e procuratori e potrebbero colpire anche le società che forniscono servizi alla Cpi.
“Il presidente Trump non permetterà mai alla Corte penale internazionale di perseguire cittadini americani. Per questo oggi gli Stati Uniti sanzionano la Corte penale internazionale – ha dichiarato Rubio – Vieteremo le transazioni con questa Corte canaglia, tagliandole le risorse e paralizzando la sua capacità di operare”.
“O la Corte penale internazionale (Cpi) mette fine alle sue minacce, oppure saremo noi a porre fine alla Cpi”, ha affermato il segretario di Stato americano nel video pubblicato su X in cui annuncia le sanzioni Usa alla Corte. “Ci aspettiamo che i nostri alleati, molti dei quali fanno parte della Cpi e che per la propria difesa fanno affidamento sui militari americani, mettano un freno a questo tribunale canaglia – ha proseguito – Se non lo faranno, gli Stati Uniti proseguiranno la loro campagna per smantellare la Cpi, pezzo per pezzo, finché gli americani non saranno più minacciati”.
Washington contesta da tempo i mandati d’arresto emessi dalla Cpi contro esponenti israeliani, tra cui il premier Benjamin Netanyahu, nonché la precedente indagine sulle azioni dei militari americani in Afghanistan, poi archiviata.
Cpi: “Usa attaccano stato di diritto”
La Corte penale internazionale (Cpi) ha respinto “con fermezza” le sanzioni imposte contro l’istituzione dagli Stati Uniti dopo l’assegnazione del premio Nobel per la Pace a Pillay, definendole “un attacco allo stato di diritto e alle fondamenta stesse dell’ordine giuridico internazionale”.
Il provvedimento, ha affermato la Cpi, mira a “ostacolare il corso della giustizia” e a “intimidire coloro che lavorano per la Corte o collaborano con essa”. Le sanzioni, si ricorda, colpiscono un’istituzione indipendente creata da un trattato e incaricata da 125 Stati parte di indagare e perseguire i responsabili di genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e crimine di aggressione. La misura, sottolinea la Corte, mette in discussione il principio secondo cui “nessuno è al di sopra della legge”.
“La Corte continuerà a svolgere pienamente il proprio mandato, con indipendenza e imparzialità, agendo esclusivamente sulla base della legge e delle prove, nell’interesse delle innumerevoli vittime di gravi crimini”, ha dichiarato la presidente della Cpi, Tomoko Akane.
La Corte ha quindi invitato gli Stati membri ad adottare “misure concrete” per garantirne la continuità operativa e assicurare le risorse necessarie. “Lo Statuto di Roma è una promessa collettiva: i crimini più gravi che riguardano la comunità internazionale nel suo insieme non devono restare impuniti”, si legge nella dichiarazione.
“Non si tratta soltanto di difendere una singola istituzione, ma di salvaguardare l’ordine internazionale fondato sullo Stato di diritto – ha concluso la Cpi – Nessuno dovrebbe essere punito per aver servito la causa della giustizia”. La Corte ha avvertito infine che “la storia giudicherà questo momento” e che “le generazioni future, soprattutto le vittime delle atrocità di massa, chiederanno conto della risposta della comunità internazionale all’attacco contro un’istituzione creata per proteggerle”.
Ue: “Sanzioni Usa deplorevoli, pronti a tutte le misure necessarie”
Immediate le reazioni all’annuncio americano. “È profondamente deplorevole che gli Stati Uniti abbiano annunciato l’intenzione di imporre sanzioni” alla Corte penale internazionale: l’Ue intende lavorare “a stretto contatto” con l’ente “per garantirne la continua operatività” ed è “pronta ad adottare tutte le misure necessarie” per consentirle di svolgere il proprio lavoro, dichiara la Commissione europea in un comunicato.
L’Ue intende operare per consentire alla Corte “di svolgere il suo lavoro, sia nell’indagare e perseguire crimini di guerra e crimini contro l’umanità, sia per proteggere gli interessi degli operatori dell’Ue all’interno del mercato unico”, puntualizza l’esecutivo europeo. “Restiamo impegnati a lavorare con tutti i 125 Stati parte dello Statuto di Roma per preservare e rispettare la sua indipendenza, affinché possa proseguire la sua missione vitale”. Tuttavia, “poiché è previsto un ritardo di sei mesi prima che le misure siano applicabili, c’è spazio per il dialogo”, aggiunge il comunicato.
Netanyahu attacca Pillay e ringrazia Trump
Netanyahu ha attaccato l’assegnazione del premio Nobel per la Pace a Pillay, accusando l’ex giudice della Corte penale internazionale di aver alimentato “la demonizzazione degli ebrei” e di aver diffuso accuse infondate contro Israele. “Il Comitato Nobel ha perso la sua bussola morale”, si legge sull’account X del primo ministro di Israele, secondo cui il riconoscimento è stato assegnato “a una fanatica che ha costruito la propria carriera inventando e diffondendo calunnie sanguinose contro l’unico e solo Stato ebraico”.
Il primo ministro israeliano si è inoltre congratulato “con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e con il segretario di Stato Marco Rubio per aver preso questa decisione cruciale di sanzionare la Corte penale internazionale. La Cpi non è un tribunale. E’ un organismo politico che rappresenta una minaccia mortale per le democrazie che rispettano la legge in tutto il mondo e per l’idea stessa di sovranità nazionale”.
