E’ stato posto agli arresti domiciliari Carlo Sacco, di 28 anni, arrestato ieri dalla Polizia perché accusato di essere l’autore dell’aggressione al primario facente funzioni del Pronto soccorso dell’Ospedale di Lamezia Terme Rosarino Procopio. Lo ha deciso il Tribunale di Lamezia in composizione monocratica.
Il giudice non ha invece convalidato l’arresto eseguito in flagranza differita in base alle nuove norme contro il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, non ritenendo sussistenti gli elementi. L’udienza di convalida si è tenuta stamani.
Il procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Salvatore Curcio aveva chiesto la convalida dell’arresto e la detenzione in carcere. Il difensore di Sacco, l’avvocato Salvatore Costabile, di contro, aveva chiesto la non convalida e nessuna misura cautelare.
Sacco è indagato per lesioni aggravate e porto di oggetti atti ad offendere. Due giorni fa avrebbe aggredito nel nosocomio lametino, con un manganello, il primario perché aveva deciso di dimettere una sua congiunta.
Donald Trump ha annunciato di aver nominato “il grande Elon Musk, in collaborazione con il patriota americano Vivek Ramaswamy” alla guida del nuovo Dipartimento per l’efficienza governativa (Doge).
“Insieme, questi due meravigliosi americani spianeranno la strada alla mia amministrazione per smantellare la burocrazia governativa, tagliare le normative eccessive, tagliare le spese inutili e ristrutturare le agenzie federali, essenziali per il movimento ‘Save America’. Diventerà, potenzialmente, ‘il progetto Manhattan’ dei nostri tempi”.
Trump ha annunciato anche di aver nominato come capo del Pentagono il 44enne Pete Hegseth, un veterano di guerra pluridecorato ma soprattutto conduttore di Fox News per otto anni. Una nomina a sorpresa. Trump ha confermato di aver nominato come segretaria alla Sicurezza interna (Homeland Security) la governatrice del South Dakota, Kristi Noem.
Un falco anti-Cina sanzionato a Pechino alla guida della diplomazia, un ex colonnello delle forze speciali alla sicurezza nazionale (anche lui duro su Pechino), una governatrice ‘killer di cani’ alla sicurezza interna. E in serata l’annuncio della nomina dell’ex direttore della National Intelligence John Ratcliff, un altro falco, come capo della Cia, e del magnate dell’immobiliare Steven C. Witkoff come inviato speciale per il Medio Oriente.
Donald Trump e i media americani continuano a svelare il casting della sua futura amministrazione alla vigilia del suo sbarco a Washington, dove incontrerà Joe Biden nello Studio Ovale ma anche lo speaker della Camera Mike Johnson e il neo leader della maggioranza repubblicana al Senato.
Per i network Usa il tycoon è pronto a nominare agli Esteri il 53enne senatore della Florida Marco Rubio, che diventerebbe così il primo segretario di Stato latino.
Un premio anche per il ruolo decisivo che ha giocato in campagna elettorale (e che potrà continuare a giocare) con l’elettorato ispanico, dove Trump ha aumentato sensibilmente i suoi consensi. Mentre per la Homeland Security la scelta sarebbe caduta su Kristi Noem, la fedelissima governatrice del South Dakota che voleva far scolpire il volto di The Donald tra quelli di George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln nel celebre monumento nazionale del Monte Rushmore nel suo Stato.
Nel frattempo Trump ha confermato su Truth il nome del deputato Michael Waltz come consigliere per la sicurezza nazionale: è stato il primo Green Beret a servire in Congresso, pluripremiato in 27 anni di missioni di combattimento all’estero, e ha servito come consigliere della Casa Bianca nonché dei segretari alla Difesa Robert Gates e Donald Rumsfeld. “Mike è un leader rinomato nella sicurezza nazionale e un esperto delle minacce poste da Cina, Russia, Iran e dal terrorismo globale”, ha scritto il tycoon su Truth sottolineando che Waltz è “un forte sostenitore dell’agenda della mia politica estera e sarà un sostenitore della pace attraverso la forza”.
Nelle primarie del 2016 Rubio e Trump se n’erano dette di tutti i colori (il primo aveva fatto allusioni sessuali evocando le mani piccole del tycoon) ma poi il senatore, vicepresidente della commissione Intelligence ed ex di quella Esteri, si è progressivamente allineato alle posizioni del tycoon, anche sulla guerra in Ucraina: prima diventando uno dei 15 senatori repubblicani che non votarono i 95 miliardi di aiuti a Kiev in aprile, poi definendo inevitabile una “soluzione negoziata”. Ma non è un isolazionista, è per il mantenimento della Nato (nella prima presidenza Trump co-promosse un emendamento per rendergli più difficile ritirarsi dall’Alleanza) e si è battuto per il blocco di Huawei e anche di TikTok, che il tycoon invece ora vorrebbe salvare per non alienarsi milioni di utenti-elettori. Ma Rubio è considerato un falco sulla Cina – da cui è stato sanzionato nel 2020 per le dure critiche alla stretta di Pechino su Hong Kong – sull’Iran, sul Venezuela di Maduro e su Cuba, l’isola di cui è originario: è nipote di un uomo entrato illegalmente negli Stati Uniti nel 1956, espulso e poi ammesso.
Noem, come Rubio, era tra i candidati a vice di Trump ma era stata travolta dalle polemiche quando si era vantata nella sua autobiografia di aver ucciso brutalmente il suo cane da caccia di soli 14 mesi, Cricket, perché “inaddestrabile”: una macchia che avrebbe pesato sugli elettori, dato il posto che occupano i cani nella vita di numerose famiglie americane, ma che ora può essere ripulita al governo. Finora il tycoon ha annunciato solo alcuni nomi della sua futura squadra: la sua campaign manager Susie Wiles come chief of staff, l’ex capo della Immigration and Customs Enforcement Tom Homan come zar del confine, la capogruppo alla Camera Elise Stefanik come ambasciatrice all’Onu e l’ex deputato Lee Zeldin alla guida dell’agenzia per la protezione dell’ambiente (Epa). Ultimo l’ex governatore dell’Arkansas Mike Huckabee, designato come nuovo ambasciatore in Israele.
Si attende anche la nomina come vice chief of staff del nazionalista bianco Stephen Miller, artefice delle sue politiche sull’immigrazione. Per la giustizia salgono le quotazioni dell’ex presidente della Sec Jay Clayton, dopo che il senatore del Missouri Eric Schmitt si è chiamato fuori. In pole per il Tesoro l’hedge fund manager Scott Bessent, top fundraiser di Trump e suo ex consigliere economico (favorevole ai dazi), dopo che si è sfilato dalla corsa il suo collega John Paulson. Il senatore repubblicano del Tennessee ed ex ambasciatore in Giappone Bill Hagerty, che ha chiesto il taglio immediato degli aiuti all’Ucraina, è in lizza per diversi incarichi. L’insediamento è previsto, salvo altri attentati alla vita del tycoon, per il 20 Gennaio 2025.
La Guardia di Finanza sta effettuando una serie di perquisizioni, anche in Campidoglio, nell’ambito di una indagine della Procura di Roma per corruzione, turbativa d’asta e frode in pubbliche forniture nell’ambito di appalti per il rifacimento del manto stradale e che riguarderebbe anche fondi per il Giubileo. Tra gli indagati anche funzionari del Comune della Capitale.
Tra le persone finite nel registro degli indagati anche due agenti della Polizia Stradale. Al centro dell’indagine un giro di tangenti che un imprenditore pagava ai pubblici ufficiali per “pilotare” una serie di appalti per lavori di manutenzione delle strade.
Acquisiti atti in uffici Lavori Pubblici del Comune
L’attività della Guardia di Finanza, nell’ambito di una indagine della Procura di Roma in cui si ipotizza anche la corruzione nell’affidamento di appalti per la manutenzione stradale, ha riguardato gli uffici del Dipartimento dei Lavori Pubblici del Comune di Roma in via Petroselli. In base a quanto si apprende sono quattro i funzionari indagati e la Gdf ha acquisito una serie di documenti.
Agenti della Polizia di Stato della Sezione Omicidi della Squadra Mobile di Reggio Calabria nei giorni scorsi hanno eseguito il fermo disposto dalla Procura della Repubblica nei confronti di un diciannovenne reggino gravemente indiziato di ricettazione, detenzione e porto di due fucili a canne mozze.
Le indagini scaturiscono da un episodio che ha visto protagonista il giovane indagato il quale, armato di fucile a canne mozze, era andato a cercare un uomo presso il suo luogo di lavoro con il chiaro intento di sparargli per un presunto sgarbo subito nei giorni precedenti.
Attesa la gravità della situazione, ed il pericolo che il ragazzo potesse far perdere le proprie tracce, la Procura ha rapidamente valutato il quadro indiziario delineato dagli investigatori della Squadra Mobile determinandosi per il provvedimento di fermo al fine di intervenire immediatamente sulla grave situazione di pericolo.
Contestualmente, i magistrati hanno disposto la perquisizione dell’abitazione di un altro soggetto individuato dai poliziotti quale possibile fornitore di altre armi al giovane fermato. La perquisizione si è conclusa con il rinvenimento di due pistole, una 9×21 e una calibro 22 con matricola alterata, e diverse munizioni ed il quarantanovenne, per tali motivi, è stato sottoposto anche lui a fermo di polizia giudiziaria.
Entrambi i provvedimenti precautelari sono stati convalidati dal giudice che ha disposto per i due indagati la custodia in carcere come da richiesta del pubblico ministero che ha coordinato le indagini.
La Germania è pronta ad elezioni politiche anticipate il 23 febbraio 2025, secondo quanto riportato dai media. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il vero sconfitto dell’era post Merkel, aveva precedentemente ipotizzato che nuove elezioni avrebbero potuto tenersi a marzo, dopo lo scioglimento della sua coalizione di governo.
La Germania era considerata il paese “locomotiva” dell’Ue che è entrata in piena recessione e le proteste di piazza contro Scholz e le sue politiche di governo si contano a decine ogni giorno, con le maggiori industrie in grave crisi, su tutte la Volkswagen (gioiello di casa), che ha chiuso battenti in molte aree del paese e lasciando per strada migliaia di lavoratori. Commentatori tedeschi sui media discutono sulla necessità di lasciare l’Ue e abbandonare l’Euro, considerato il “male assoluto” oggi in Germania ma non solo.
Non è più la Germania di Angela Merkel che aveva ereditato un paese trascinato dall’entusiasmo per l’euro e prima ancora dalla unificazione post guerra fredda. La Germania oggi da vettore traino è diventata tra i paesi fanalino di coda.
Chi spinge per uscire dall’eurozona è soprattutto Alternative fur Deutschland (Afd), partito di destra che ad ogni tornata elettorale fa il pieno di voti di tedeschi scontenti e sfiduciati.
Secondo quanto riportato dai media nazionali, i tedeschi si recheranno alle urne il 23 febbraio, dopo che la scorsa settimana il conflitto interno ha causato la rottura della coalizione di governo del Paese.
Scholz insieme al il leader del più grande partito di opposizione del Paese, l’Unione Cristiano-Democratica (CDU), Friederich Merz, hanno concordato di fissare un voto di sfiducia per il 16 dicembre, mentre le elezioni si terranno a febbraio dell’anno prossimo.
In precedenza Scholz aveva proposto che il voto di sfiducia si tenesse il 15 gennaio, mentre le elezioni avrebbero dovuto svolgersi verso marzo.
Questa tesi è stata respinta da Merz, il quale ha sostenuto che il governo Scholz non era più in grado di rivendicare una maggioranza parlamentare per governare efficacemente il Paese.
Secondo quanto riportato dai media locali, i leader della CDU e dei socialdemocratici di Scholz (SPD) hanno raggiunto un accordo martedì e in serata è prevista una sessione speciale per discutere le ulteriori azioni da intraprendere.
I Verdi e il Partito Liberale Democratico (FDP), i due partiti che formavano la precedente coalizione di governo con la SPD, hanno dichiarato di sostenere la decisione.
“Penso che con questa data ci sia chiarezza per i cittadini”, ha affermato la leader del gruppo parlamentare dei Verdi Britta Hasselmann, riferendosi al caos politico che ha circondato il governo dopo il crollo della sua coalizione.
I carabinieri hanno sequestrato la discarica per rifiuti speciali non pericolosi, compreso l’invaso di 15.000 metri quadrati, a Scala Coeli, nel cosentino. Il valore complessivo dell’impianto è di oltre 10 milioni di euro.
Nell’inchiesta, nata dopo lo sversamento, avvenuto il 22 giugno 2023, di 15.000 metri cubi di percolato, giunto nel mare Ionio attraverso i Torrenti Patia – Capoferro e il Fiume Nicà, sono indagati, per disastro ambientale, gli amministratori della società proprietaria della discarica, della società esecutrice dei lavori, della società che ha realizzato l’impermeabilizzazione dell’invaso, il direttore dei lavori.
La discarica è stata affidata ad un amministratore giudiziario. L’operazione è scattata in esecuzione di un provvedimento del gip chiesto dalla Procura della Repubblica di Castrovillari ed è stata condotta dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Catanzaro, supportati in fase esecutiva da militari del Noe di Napoli e del Comando provinciale di Cosenza.
L’indagine, coordinata dalla Procura e condotta dai carabinieri del Noe di Catanzaro con accertamenti tecnico-investigativi, sopralluoghi e l’esame di documentazione e di registrazioni video, avrebbe consentito di accertare la causa dello sversamento. La fuoriuscita ha interessato i territori e le popolazioni dei comuni di Scala Coeli, Cariati e Crucoli (Crotone), tanto che i rispettivi sindaci sono stati costretti, al fine di tutelare l’incolumità dei cittadini, ad adottare immediatamente ordinanze di divieto di balneazione nonché di divieto di approvvigionamento idrico dai corsi d’acqua per gli animali domestici, da allevamento e per uso agricolo.
Secondo l’accusa, l’amministratore della società titolare della discarica avrebbe concorso, con gli altri soggetti, nel reato di disastro ambientale realizzando e gestendo la discarica nonostante una serie di gravi criticità sotto il profilo progettuale e gestionale, legati da un rapporto causale con l’evento. Tra l’altro, sarebbe stata realizzata un’illecita unificazione di due lotti in cui era originariamente suddiviso l’invaso della discarica oltre la realizzazione e “coltivazione” contemporanea degli stessi; vi sarebbe stata una sottostima, con conseguente inadeguatezza del sistema di drenaggio di fondo del percolato e la sottostima e conseguente inadeguatezza dell’impianto di trattamento e di stoccaggio in loco del percolato.
Dai rilievi sarebbe emersa anche la presenza di una tubazione con diametro di 60 cm e lunghezza superiore a 60 m, non prevista nel progetto né autorizzata dalla Regione Calabria, posta nella parte inferiore dell’invaso e che ha consentito al percolato di fluire all’esterno dell’argine artificiale, l’inidoneità’ dell’installazione del telo impermeabile sul letto dell’invaso che ha alterato l’efficienza del sistema barriera della discarica ed il mancato rispetto di diverse prescrizioni contenute nel titolo autorizzativo, tra le quali l’indicazione che condizionava l’esercizio della discarica al completamento dei lavori di adeguamento della viabilità comunale e provinciale di accesso.
Sin dai mesi successivi all’avvio delle attività della discarica, risalente all’ottobre 2022, numerosi, ricordano gli investigatori, sono stati gli esposti-segnalazioni inoltrati da Legambiente ai vari Enti preposti al controllo in merito alle criticità sulla gestione del sito.
Il primario del Pronto soccorso dell’ospedale di Lamezia Terme, Rosarino Procopio, è stato aggredito ieri sera dai parenti di una degente che doveva essere dimessa dal reparto di Osservazione breve intensiva.
Procopio, durante il colloquio con i familiari, stava spiegando che il periodo di osservazione clinica era terminato, l’iter diagnostico concluso e la signora poteva rientrare a casa con la terapia prescritta dai sanitari.
Uno dei tre parenti che erano presenti al colloquio, ha cominciato a inveire contro il medico opponendosi alla dimissione. Quando Procopio si è girato per rientrare nella sua stanza lo ha colpito alla schiena con un manganello che teneva nascosto sotto un giubbotto.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente gli uomini della sorveglianza aziendale, gli agenti del posto di polizia del pronto soccorso e agenti del Commissariato che stavano scortando un paziente. Accertamenti sull’episodio sono ancora in corso da parte della Polizia mentre l’Azienda sanitaria sta seguendo la vicenda garantendo la tutela legale al sanitario, in attesa di costituirsi parte civile contro l’autore dell’aggressione.
“L’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro – è scritto in una nota – esprime profonda solidarietà al dottor Rosarino Procopio. Condannare un’aggressione premeditata è tristemente scontato, ci aspettiamo una risposta forte da parte delle Autorità competenti, perché questi fenomeni danneggiano, oltre al personale sanitario, anche tutta l’utenza”.
“In questo caso – conclude l’Asp – non sono neanche invocabili possibili giustificazioni come la tensione emotiva. Non è tollerabile che si entri in un ospedale con un manganello per imporre con la forza e la violenza un abuso. L’Azienda farà come sempre la sua parte”.
Arrestato il presunto autore dell’aggressione al primario
In seguito a brevi indagini è stato arrestato il presunto autore dell’aggressione. Si tratta di un 28enne lametino, Carlo Sacco, già noto alle forze dell’ordine per vari reati, riporta l’agenzia Ansa. L’arresto è stato compiuto da personale del Commissariato della Polizia di Lamezia Terme con le accuse di lesioni aggravate e porto di oggetti atti ad offendere. Dopo il provvedimento è stato posto nella camera di sicurezza del Commissariato in attesa della convalida da parte dell’autorità giudiziaria.
Nonostante il dolore per le forti contusioni subite e l’inevitabile choc, il medico stamani si è presentato regolarmente in reparto. “Siamo arrivati ad un punto estremo – il suo atto d’accusa – dove il medico non ha più la libertà, serenamente, di decidere sulla terapia, sull’assistenza di un paziente. Praticamente siamo vessati tutti i giorni sia dai pazienti ma anche dai familiari su cosa dobbiamo fare, su quale indagini richiedere, quando dimettere e se dimettere. Non è più possibile accettare una situazione di questo tipo perché non si lavora serenamente e poi si rischia, se poco poco si è contrari alle loro richieste, di subire fisicamente”. “Mi sento deluso perché finora al di là di diverbi o di scontri verbali, qui a Lamezia, non era mai successo niente” ha concluso amareggiato Procopio auspicando la presenza del posto fisso di Polizia per 24 ore al giorno.
I finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno sottoposto a sequestro quasi 400 mila euro che erano abilmente nascosti nelle intercapedini di un’auto. Il denaro è stato scoperto durante controlli nei giorni scorsi in prossimità del raccordo autostradale di Rosarno, nel reggino.
In particolare, nell’autovettura, condotta da un soggetto di nazionalità albanese con precedenti specifici per traffico di stupefacenti, erano stati ricavati un doppio fondo nel tettuccio e uno sotto il sedile dell’auto.
Più nel dettaglio, i finanzieri del Gruppo di Gioia Tauro, impegnati in un’attività di controllo economico del territorio, avvalendosi del prezioso ausilio dell’unità cinofila “cash dog”, hanno notato che la moquette superiore in prossimità del cofano posteriore dell’autovettura era stata manomessa e vi erano nascosti quasi 40 mila euro.
Un più approfondito controllo, sempre con l’intervento del cane, ha poi permesso di individuare un doppio fondo ricavato nel pianale sotto il sedile di guida con stipati ulteriori 350 mila euro di vario taglio. Il conducente del veicolo è stato segnalato alla competente Procura della Repubblica di Palmi. Sono state avviate indagini per risalire alle origini dell’ingente mole di contante.
Un ventenne di Reggio Calabria, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Catona, a Reggio Calabria, dopo che sono state scoperte alcune armi nel garage della sua abitazione, nel quartiere Arghillà.
Durante la perquisizione, i militari hanno sequestrato due fucili a canne mozze con matricola abrasa, una pistola a salve e oltre 50 munizioni.
Il giovane, accusato di detenzione abusiva di armi, è stato arrestato e sottoposto ai domiciliari cosi come disposto dall’Autorità giudiziaria reggina.
L’operazione si inserisce in un quadro più ampio di interventi che l’Arma sta mettendo in atto in tutta la provincia di Reggio Calabria, per contrastare la criminalità e ripristinare la legalità nelle zone più a rischio. In particolare, l’attenzione dei Carabinieri si è concentrata sul quartiere Arghillà.
Una persona è morta stamattina dopo essere precipitata con un parapendio a motore. La tragedia è avvenuta in località Petrosa, nel comune di Castrovillari (Cosenza).
L’uomo, un 57enne calabrese ma residente in Svizzera, era alla guida del parapendio quando per cause in corso di accertamento ha perso il controllo andando ad impattare dapprima su un costone roccioso per poi schiantarsi al suolo. Il 57enne era partito dalle cime nel Pollino calabrese, dove anche altri appassionati si lanciano nel vuoto per provare emozioni da brivido.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Castrovillari. Giunti sul posto i soccorsi, è stato constatato il decesso dell’uomo.
Per il recupero della salma si attente l’autorizzazione del magistrato di turno. Considerando la zona scoscesa il recupero del corpo viene effettuato con un elicottero. Sul posto anche le forze dell’ordine per accertare la dinamica dell’incidente.
I Carabinieri della Stazione di Paola hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della locale Procura della Repubblica, coordinata dal procuratore facente funzione, Ernesto Sassano, nei confronti di un pregiudicato 41 enne di origine campana per i reati di circonvenzione di incapace ed estorsione aggravata.
Le articolate attività di indagine condotte dai militari, anche a seguito di numerosi interventi per lite, hanno permesso di acclarare che l’uomo presentandosi come un parente, nel mese di maggio 2023 aveva indotto un 64 enne paolano, abusando della sua vulnerabilità e fragilità, a donare tutti i suoi beni alla moglie 45enne, tra cui la proprietà di metà di un’abitazione.
Secondo quanto emerso si sarebbe fatto accogliere dalla donna presso l’abitazione dove viveva anche il citato marito e il loro figlio disabile, ricevendo anche il sostentamento delle spese di vitto e alloggio.
Alla notizia che questa non era più disposta ad ospitarlo, l’uomo nel mese di luglio 2024 minacciava lei ed il figlio, picchiando ripetutamente ed in più occasioni il marito.
L’arrestato è stato condotto presso il carcere di Paola.
Un ragazzo di 12 anni, allievo di una scuola calcio, è morto in serata a Taverna, nel catanzarese, per un improvviso malore che non gli ha lasciato scampo. Il dramma si è consumato sotto gli occhi del padre del ragazzo che era sugli spalti del campo sportivo.
Il dodicenne, da quanto si è potuto apprendere, stava partecipando assieme ai compagni ad una seduta di allenamento quando, improvvisamente, si sarebbe accasciato al suolo. Sul posto, immediatamente allertati, sono giunti i sanitari del Suem 118 che hanno praticato le manovre di soccorso tentando di rianimare il ragazzo che però è deceduto.
Intervenuti anche i carabinieri che hanno avviato tutti gli accertamenti. La notizia ha lasciato attonita e incredula un’intera comunità. Sulle cause del decesso si attende l’esito dell’autopsia che verrà disposta nelle prossime ore dal magistrato di turno.
Guidando in stato di ebbrezza ha avuto un incidente stradale autonomo, quindi ha insultato gli agenti di polizia intervenuti e poi ha dato in escandescenza nel Pronto soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia. Per tale motivo un uomo è stato arrestato dalla Squadra volante della Questura di Vibo Valentia per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e lesione aggravata.
La notte scorsa, su segnalazione del 112, agenti delle volanti sono intervenuti per un incidente stradale autonomo verificatosi nei pressi della Scuola allievi agenti della Polizia di Stato con un veicolo andato ad impattare contro un edificio pubblico.
Individuato e fermato il conducente, che in un primo momento si era allontanato a piedi, la persona è stata sottoposta a controllo di polizia.
Riscontrato un evidente stato di ebbrezza alcolica, i poliziotti hanno proceduto ai consueti accertamenti con l’etilometro senza giungere a compimento vista la necessità di portare in ospedale il soggetto a causa dell’incidente.
Una volta al Pronto soccorso del nosocomio, l’uomo si è spogliato facendo i propri bisogni in locali dove erano presenti altri pazienti in attesa di visita, ha offeso gli agenti che cercavano di contenerlo. Inoltre, sottratta una siringa con ago agli operatori sanitari, ha iniziato a brandirla come un’arma impropria contro i poliziotti, danneggiando gli interni del nosocomio e scagliandosi contro gli agenti che sono stati costretti a fare uso del taser, riportando la situazione alla tranquillità mettendo in sicurezza il personale sanitario in servizio.
Il direttore dell’U.O. di Pronto soccorso e medicina d’urgenza dell’ospedale di Vibo Valentia ha ringraziato il questore Rodolfo Ruperti ed il personale intervenuto per “la pronta risoluzione delle criticità occorse e l’immediato ripristino dell’ordine e della tranquillità all’interno della struttura ospedaliera.
Nel territorio del circondario di Lamezia Terme e in altri centri del territorio nazionale, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro, con il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, stamattina hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare emesso dal giudice presso il Tribunale di Catanzaro, nei confronti di 59 indagati (50 in carcere, 9 agli arresti domiciliari), sulla base della ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine ai delitti, a vario titolo ipotizzati, nei loro confronti, tra cui, rispettivamente, associazione di tipo ‘ndranghetistico, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, anche aggravata dalle modalità e finalità mafiose, nonché in ordine ad altri numerosi delitti, anche aggravati dalle modalità e finalità mafiose, quali estorsione, concorrenza illecita, “corruzione”, “favoreggiamento personale”, “falsa testimonianza”, “incendio”, “ricettazione”, “falso ideologico”, nonché in materia di armi e numerosi reati in materia di coltivazione, detenzione, e commercializzazione di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata chiamata in codice “Artemis”.
Il provvedimento, emesso su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, scaturisce dall’ampia attività di indagine coordinata dalla DDA di Catanzaro e delegata ai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Lamezia Terme, che si è sviluppata attraverso un’importante attività di indagine di tipo tradizionale, consistente in attività tecniche, servizi sul territorio, riscontri “sul campo”, con l’acquisizione di plurime emergenze.
Gli esiti investigativi, attraverso gli articolati e complessi approfondimenti di indagine, hanno permesso di delineare la gravità indiziaria circa l’esistenza e operatività di un sodalizio di stampo ‘ndranghetista, operante nei territori di Maida e Cortale, particolarmente attivo nel commercio di sostanze stupefacenti e nello sfruttamento del settore boschivo, facente capo ad esponenti della famiglia Cracolici, inserita nel più ampio sistema ‘ndranghetistico geograficamente collocato tra la provincia di Vibo Valentia e il territorio del circondario di Lamezia Terme.
Gli esiti investigativi hanno permesso di acquisire presunti indizi in ordine a reati commessi con le modalità tipiche dell’associazione mafiosa, avvalendosi anche dei rapporti con due esponenti delle forze dell’ordine, destinatari del provvedimento cautelare, con un capillare controllo del territorio, riconosciuto, non solo dalle comunità locali, ma anche delle altre consorterie mafiose delle aree contigue, unitamente ad un particolare attivismo nel redditizio traffico di sostanze stupefacenti.
La gravità indiziaria acquisita a livello cautelare ha riguardato, altresì, il parallelo sodalizio, operante sotto l’egida e nel contesto della medesima consorteria ‘ndranghetista, dedito alla produzione e al traffico di sostanze stupefacenti di vario genere, delineandone la struttura e le linee d’azione.
In particolare, a seguito del monitoraggio, avviato nel novembre 2021, di alcune piazze di spaccio situate tra il parco “Peppino Impastato” e via del Progresso in Lamezia Terme, grazie alle diverse attività captative, corroborate da importanti riscontri e sequestri a carico dei soggetti coinvolti in qualità di pusher o assuntori, è emersa, progressivamente, una sempre più intricata rete di collegamenti, con la individuazione dei canali di approvvigionamento dello stupefacente, riconducibile alla più articolata organizzazione criminale, gestita da esponenti della famiglia Cracolici, egemone sui territori di Maida e Cortale, in grado di movimentare grossi quantitativi di narcotico del tipo marijuana e cocaina.
Nello specifico – viene affermato in una nota – l’associazione, grazie alle influenze criminali vantate e ai rapporti intrattenuti con altri soggetti del reggino e del crotonese, era in grado di garantire la fornitura di stupefacenti a molti spacciatori del Lametino, alcuni dei quali già in precedenza destinatari di misura cautelari, in procedimenti della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro (c.d. “WAREHOUSE”, del febbraio del 2022, e c.d. “SVEVIA”, del febbraio del 2023).
L’associazione era riuscita a mettere in atto, anche con la compiacenza di un esponente delle forze dell’ordine destinatario della misura, un collaudato sistema di produzione della marijuana, diversificando le piantagioni in più siti ritenuti sicuri, localizzati in terreni situati a Lamezia Terme, Maida e Mesoraca.
In totale, sono state monitorate e sequestrate 5 piantagioni, per un totale di 4.600 piante di cannabis indica.
Nel corso dell’attività investigativa sono stati tratti in arresto in flagranza per detenzione di stupefacenti 16 indagati e deferiti in stato di libertà altri 10 soggetti, nonché sequestrarti circa 150 chilogrammi di marijuana e diverse dosi di cocaina.
È emersa anche la disponibilità di armi da fuoco da parte di diversi soggetti monitorati, con il sequestro di 3 pistole clandestine e del relativo munizionamento.
In tale quadro, spiega la Dda – oltre alla capacità di garantire il sostentamento delle spese legali dei sodali progressivamente arrestati, veniva riscontrata anche la capacità del sodalizio di interferire nello svolgimento di un processo a carico di uno dei sodali, mediante false testimonianze con il solo fine di indurre in inganno il collegio giudicate ed ottenere sentenze di assoluzione.
La gravità indiziaria acquisita a livello cautelare ha riguardato, altresì, la struttura e il modus operandi di una ulteriore associazioni a delinquere finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti di varia tipologia, in particolare marijuana e cocaina, operante nel territorio del comune di Lamezia Terme, e organizzata mediante una struttura di spacciatori, in una intensa attività di commercializzazione della sostanza stupefacente, con spaccio diffuso dalla base logistica operativa – in via R. Il Guiscardo di Lamezia Terme – individuata, dal sodalizio, per la detenzione, l’occultamento, e lo smercio della sostanza stupefacente.
Una maxi-operazione antidroga coordinata dalla Dda di Firenze ha smantellato un’organizzazione che importava droga in Italia da Ecuador e Colombia.
La guardia di finanza di Pisa ha eseguito un’ordinanza del gip di Firenze che portato all’arresto in carcere 23 persone sul territorio italiano (Toscana, Calabria, Lazio, Puglia, Campania, Lombardia, Veneto, Liguria) ed all’estero (Albania, Francia, Spagna e Romania), altre sei ai domiciliari e un’altra all’obbligo di firma. In totale sono 30 misure cautelari personali.
L’accusa è di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. La richiesta è del pm antimafia distrettuale Luca Tescaroli (ora procuratore capo a Prato). La droga dal Sudamerica arrivava al porto di Livorno.
Gli arrestati hanno nazionalità italiana, albanese, rumena ed ucraina e sono già coinvolti in fatti di criminalità organizzata, sia italiana sia albanese. Impegnati 200 finanzieri per eseguire l’ordinanza. La Dda fiorentina ha operato in collaborazione con la Struttura speciale contro la corruzione e la criminalità organizzata albanese (Spak) e con la Fiscalia General de estado ecuadoregna (Fge) mettendo insieme una squadra investigativa comune.
Il candidato repubblicano Donald Trump ha vinto le elezioni presidenziali americane 2024. E’ il 47esimo presidente degli Stati Uniti. Dopo una lunga maratona notturna il tycoon ha ampiamente superato quota 270, che gli consente di conquistare la Casa Bianca contro Kamala Harris, candidata democratica, subentrata in corsa al posto dell’uscente Joe Biden.
Trump ha vinto a valanga, con margini maggiori rispetto al 2016 quando aveva di fronte Hillary Clinton. Trump ha vinto negli stati chiave, ma non solo, e si è aggiudicato – in questo particolarissimo momento – le elezioni più importanti del pianeta, lasciando di stucco il mondo democratico che sperava fino all’ultimo che la Harris riuscisse a strappare la vittoria all’ex presidente, oggi riconfermato. Ad annunciare la vittoria di Trump l’emittente Fox News che evidentemente aveva dati di prima mano sulla situazione elettorale negli stati.
Trump, non inizierò guerre, le fermerò
“Non inizierò guerre ma le fermerò”, ha detto Donald Trump nel suo discorso della vittoria al Convention center di Palm Beach, dopo che Fox l’ha proiettato vincitore. L’annuncio di questa notizia ha fatto il giro del mondo rassicurando soprattutto la Russia, da quasi tre anni impegnata nel conflitto in Ucraina.
“Qualcuno – ha aggiunto Trump – mi ha detto che Dio mi ha risparmiato per un motivo. E ora completeremo la mission: manterrò le promesse. Voglio ringraziarvi”, ha detto Trump riferendosi ai due tentati assassini di cui è stato vittima. “Questa campagna è stata storica. Noi siamo il partito del buon senso, vogliamo la sicurezza del confine”, ha detto riferendosi alla battaglia politica contro l’immigrazione clandestina, tema molto sentito in America.
“Una magnifica vittoria, un movimento mai visto prima”. “Questa è una magnifica vittoria che ci consentirà di rendere l’America di nuovo grande. Questo è un movimento mai visto prima, questo è il più grande movimento della storia”, ha detto Donald Trump nel suo discorso della vittoria al Convention center di Palm Beach, dopo che Fox l’ha proiettato vincitore. “Sistemeremo tutto”, ha aggiunto, citando come prima cosa il confine.
Trump, bello vincere il voto popolare, scritta la storia
“Vincere il voto popolare è bello. Abbiamo vinto il Senato”. Lo ha detto Donald Trump. “Abbiamo scritto la storia”, ha aggiunto Trump. “Ringrazio la mia bella moglie Melania, lavora duramente per aiutare le persone”, ha messo in evidenza. “Faremo l’America di nuovo grande. Sarà l’età dell’oro”, ha detto fra le tante altre cose. Come da costituzione, il nuovo presidente con il vice, si insedierà – con il giuramento -, il 20 Gennaio 2025. Da quel momento Trump avrà pieni poteri.
Sette persone arrestate e 18 perquisite nelle province di Firenze, Lecce, Cosenza, Torino, Prato e Vibo Valentia in un’operazione dei carabinieri che hanno eseguito misure disposte dal gip su richiesta della Dda del capoluogo toscano.
L’accusa è a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, in particolare cocaina diretta al Nord.
Il provvedimento cautelare è stato adottato sulla base di indagini del Nucleo Investigativo di Firenze, sviluppate tra gennaio 2021 e la fine del 2022, che ha consentito di far luce sui rapporti criminali tra calabresi residenti in Toscana e loro corregionali, delle province di Vibo Valentia e Reggio Calabria.
Le indagini, coordinate dal pm della Dda di Firenze Leopoldo De Gregorio, hanno addirittura consentito di sventare, nell’agosto 2021, un attentato ai danni di una persona di Stefanaconi (Vibo Valentia). Attentato ordito, secondo quanto ricostruito, per dissidi maturati tra gli indagati sul traffico di stupefacente.
Il killer è stato arrestato mentre era in procinto di compiere l’omicidio e la pistola, un’arma clandestina, è stata trovata e sequestrata. In generale, l’inchiesta ha appurato che per l’approvvigionamento di ingenti quantitativi di cocaina destinata al Nord Italia, c’era un broker di base a Vibo Valentia che riceveva le richieste di partite di droga e riportava gli ordini al fornitore, gravitante nella provincia di Reggio Calabria. Lo stupefacente veniva poi trasferito a bordo di auto opportunamente modificate con doppifondi, nelle principali piazze di smercio di questa organizzazione, Roma, Firenze e Torino.
Nelle indagini sono stati arrestati in flagranza di reato sei corrieri di droga e sequestrati circa 7,6 chili di cocaina, 650 grammi di marijuana, 20.000 euro oltre a orologi di valore.
Inoltre è stata sequestrata una casa in provincia di Firenze che era nella disponibilità di uno degli indagati. La Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze ha svolto le indagini in collegamento con altre procure distrettuali antimafia italiane e col supporto della Direzione Nazionale Antimafia.
La Procura di Crotone ha chiesto il rinvio a giudizio per i sei militari — quattro della Guardia di finanza e due della Capitaneria di porto — accusati di aver contribuito a provocare il naufragio del caicco “Summer Love”, affondato il 26 febbraio 2023 davanti alle coste di Steccato di Cutro provocando la morte di 94 migranti e una decina di dispersi. Lo scrive la Gazzetta del Sud.
La richiesta avanzata dal pm Pasquale Festa, riporta l’articolo, è stata depositata nella cancelleria del gup del Tribunale di Crotone davanti al quale gli accusati dovranno comparire per l’udienza preliminare.
A rischiare il processo, con l’accusa di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo, sono Giuseppe Grillo, capo turno della sala operativa della Guardia di finanza di Crotone e del Reparto operativo aeronavale di Vibo Valentia; Alberto Lippolis, comandante del Roan di Vibo Valentia; Antonino Lopresti, ufficiale di comando e controllo tattico del Roan; Nicolino Vardaro, comandante del Gruppo aeronavale di Taranto; Nicola Nania, ufficiale di ispezione in servizio al Centro nazionale di coordinamento di soccorso marittimo della Guardia costiera di Roma e Francesca Perfido, ufficiale di ispezione della Capitaneria di porto di Reggio Calabria.
L’inchiesta, condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo, avrebbe fatto luce sulle presunte “inerzie” e “omissioni” compiute nella notte fra il 25 e il 26 febbraio 2023 che avrebbero causato la strage in mare.
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu ha silurato il ministro della Difesa Yoav Gallant. Al suo posto Israel Katz, finora ministro degli Esteri, che sarà a sua volta occupato da Gideon Saar.
“Purtroppo, anche se nei primi mesi della guerra c’era fiducia e un lavoro molto fruttuoso, negli ultimi tempi questa fiducia si è incrinata tra me e il ministro della Difesa”, ha spiegato il premier. “Ho fatto molti tentativi per colmare queste lacune, ma continuavano ad ampliarsi. I nostri nemici ne hanno tratto piacere e un sacco di benefici”, ha dichiarato. Gallant ha detto la sua su X: “La sicurezza dello Stato di Israele è stata e rimarrà sempre la missione della mia vita”, ha scritto.
In realtà la mossa del premier israeliano è arrivata subito dopo i primi risultati delle elezioni presidenziali Usa che davano per scontata la nuova elezione di Donald Trump. Segno che con la nuova leadership americana si può in qualche modo incidere sui cruenti conflitti in Medio Oriente.
Un uomo di 47 anni, Pasquale Bruno, è morto in un incidente stradale accaduto nel pomeriggio in contrada “Torricella” di Corigliano-Rossano.
Bruno, che risiedeva a Corigliano-Rossano, era alla guida di una moto che, per cause in corso d’accertamento, si è scontrata con un’automobile a bordo della quale viaggiavano due persone, rimaste entrambe ferite, una delle quali in modo grave e che è stata trasportata in elisoccorso nell’ospedale di Cosenza.
La moto, dopo l’impatto, ha preso fuoco. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco del distaccamento di Corigliano-Rossano, è intervenuta, per i rilievi, la polizia locale.
Un ingente furto di cavi in rame è stato compiuto all'interno delle infrastrutture elettriche del campus dell'Università della Calabria. Si tratta, riferisce l'Ateneo, "di...
I rigori condannano gli Azzurri. A Zenica segna subito Kean, poi Bastoni lascia l’Italia in dieci e nel finale, dopo due occasioni per il raddoppio, pareggia Tabakovic. Non bastano i miracoli di Donnarumma, ai penalty la spuntano i padroni di casa. Gattuso: “Così fa male, ma sono orgoglioso dei ragazzi. Chiedo scusa perché non ce l’ho fatta, oggi non è importante parlare del mio futuro”. Gravina: “Ho chiesto a Gattuso di restare, per la parte politica faremo le valutazioni al nostro interno”
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