Piemonte, Elena Chiorino si dimette anche da assessore. Era socia di Delmastro

La scorsa settimana aveva lasciato l'incarico come vicepresidente, ma aveva mantenuto le sue deleghe: ora abbandona la giunta Cirio. Troppi imbarazzi la società con l'ex sottosegretario alla Giustizia e con i Caroccia del locale Bisteccherie d'Italia

Correlati

L’ex vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino, coinvolta nell’affaire Delmastro, si è dimessa anche da assessore della giunta regionale di Alberto Cirio.
“Ho comunicato al presidente – spiega – la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili.

È una scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte, della maggioranza di centrodestra e del mio partito, Fratelli d’Italia”. “Sono una persona perbene – aggiunge – e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un’indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta”.

Fedelissima dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro e socia della Bisteccheria d’Italia, Elena Chiorino si è dimessa anche da assessore piemontese. La scorsa settimana aveva lasciato l’incarico come vicepresidente, ma aveva mantenuto le sue deleghe a Lavoro, Formazione, Istruzione e società partecipate. Una dimissione “finta”, in sostanza.

Che oggi, mentre emerge che la procura di Roma ipotizza che i Caroccia abbiano riciclato nella società i soldi del clan Senese, viene completata, spiega il Fatto Quotidiano. “Ho comunicato al presidente – ha spiegato Elena Chiorino – la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili. È una scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte, della maggioranza di centrodestra e del mio partito, Fratelli d’Italia”.

Chiorino era in società con Delmastro e altri esponenti locali di FdI nella società “Le 5 forchette”, che aveva come socia al 50% la figlia 18enne di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva con l’accusa di essere un prestanome del potente clan Senese. Oggi, sia Caroccia senior che la figlia Miriam, ora ventenne, sono indagati con l’accusa di intestazione fittizia di beni e riciclaggio proprio nella società partecipata da Delmastro, Chiorino e gli altri.

Come tutti gli altri esponenti politici, l’ormai ex assessora aveva poi ceduto le sue quote dopo la condanna definitiva di Caroccia, la cui storia giudiziaria tuttavia era già di dominio pubblico nel momento in cui era stata costituita la società che gestiva la Bisteccheria d’Italia a Roma. “Sono una persona perbene – ha aggiunto Chiorino – e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un’indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta”.

Potrebbero interessarti


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE

Questo sito, per scelta, non intende monetizzare mostrando fastidiosi e invasivi banner pubblicitari che irritano l'utenza. Si sostiene grazie alle donazioni dei lettori.

Altre news

Caso Ranucci, legale: “Sostituzione è paradosso”. Conduttore lavora a nuovo ciclo di Report

Il Pd denuncia il caso alla Commissione Ue. Intanto il legale di Lavitola ipotizza che l'indagato potrebbe essere risentito

DALLA CALABRIA

Cede il cric in officina, meccanico muore schiacciato da un auto

Un meccanico di 31 anni è morto in un incidente sul lavoro avvenuto all'interno di un'officina di Cinquefrondi, in...