E’ di almeno otto morti il bilancio provvisorio dell’ennesimo raid aereo israeliano su un quartiere residenziale di Tiro, città costiera nel sud del Libano. Lo ha riferito al Jazeera citando la protezione civile del Libano meridionale. L’attacco israeliano è avvenuto dopo che era stato emesso un ordine di evacuazione per Tiro e le zone circostanti.
Questo attacco avviene nonostante gli annunci del presidente americano Trump che aveva riferito che Israele non avrebbe più attaccato il Libano, paese al centro dei negoziati tra Iran e Usa. Netanyahu non si ferma e prosegue impunemente dritto per occupare nuove terre, dopo l’occupazione quasi totale della Palestina, nel disprezzo totale di qualsiasi regola umanitaria e del cosiddetto diritto internazionale.
Da Trump ennesimo annuncio: “Presto accordo, poi Stretto riaprirà”, ma viene smentito
Usa e Iran sarebbero “alle fasi finali di quello che sarà veramente un buon accordo”, afferma il presidente americano Donald Trump, che ha aggiunto ancora una volta che l’intesa potrebbe arrivare in “due o tre giorni”.
Lo Stretto di Hormuz aprirà subito dopo la firma dell’accordo, ha assicurato il presidente ai giornalisti. “Lo Stretto si aprirà subito. Si aprirà immediatamente dopo la firma”, ha aggiunto Trump, che tuttavia viene smentito da Teheran il cui esercito annuncia una “cintura di sicurezza” tra Hormuz e lo Stretto di Bab el-Mandeb, quest’ultimo altro snodo cruciale di transito marittimo nel mar Rosso e il canale di Suez, controllato dallo Yemen alleato dell’Iran.
Quindi le parole sul premier israeliano Benjamin Netanyahu, con il quale ha detto di aver “avuto un ottimo colloquio” dopo l’ultima escalation tra Iran e Israele. “Lui è stato colpito e ha contrattaccato, non posso biasimarlo”, ha affermato il tycoon, aggiungendo che gli iraniani “si sono arresi in fretta, quindi si lasceranno in pace per un’altra settimana”. Per Teheran invece è l’opposto: “Siamo noi ad avere inferto una bruciante sconfitta a Usa e Israele”, si legge da tempo sui media arabi.
Iran e Israele, ha proseguito Trump, “entrambi hanno concordato di fermarsi e siamo nelle ultime fasi di quello che sarà un ottimo accordo che non permetterà in alcun modo, forma o maniera armi nucleari”.
“Se dico a Netanyahu di fare qualcosa, lui la fa”, ha poi continuato Trump parlando del suo rapporto con il primo ministro israeliano e negando che quest’ultimo lo abbia sfidato ordinando di attaccare l’Iran in risposta ai missili lanciati verso Israele.
“Tutto quello che ho detto a Netanyahu è che dobbiamo usare il buon senso, siamo vicini a firmare un accordo molto importante, un ottimo accordo”, ha spiegato ancora il presidente americano secondo quanto riporta la Bbc.
Teheran e Washington sono vicini a un accordo che “potrebbe non piacere a Israele”, ma è “nel migliore interesse degli Stati Uniti”, ha intanto dichiarato il vice presidente americano JD Vance intervistato da Fox News.
“Israele e Stati Uniti hanno molti interessi in comune, ma ci sono anche situazioni in cui i nostri interessi divergono”, ha spiegato Vance. “Credo che il presidente sia stato molto chiaro sul fatto che, sebbene Israele abbia ovviamente alcuni obiettivi, l’obiettivo principale degli Stati Uniti in Iran è garantire che l’Iran non si doti di armi nucleari”, ha precisato.
Vance ha aggiunto che “nell’ultimo anno e mezzo abbiamo creato lo spazio necessario affinché il presidente creda – e penso che abbia ragione – che possiamo raggiungere una soluzione a lungo termine sul nucleare iraniano”. Quindi, ha concluso, “a Israele potrebbe piacere o meno. Ma fondamentalmente, riteniamo che questo sia nel miglior interesse degli Stati Uniti d’America”.
