30 ottobre (Reuters) – Funzionari del Pentagono hanno chiesto nelle ultime settimane a diversi paesi della NATO di moderare la retorica riguardo alla minaccia rappresentata dalla Russia, sostenendo che alcune dichiarazioni di leader e funzionari europei hanno minato la sicurezza continentale, secondo quanto riferito da quattro persone a conoscenza della questione.
Tra le nazioni che hanno ricevuto messaggi che le esortavano a moderare le dichiarazioni pubbliche figurano Lituania, Lettonia ed Estonia, secondo quanto riferito da fonti che hanno parlato a condizione di anonimato. Non è chiaro se i messaggi, recapitati durante incontri bilaterali, siano stati trasmessi anche ad altri governi europei.
Le richieste statunitensi giungono mentre l’amministrazione Trump rilancia gli sforzi per spingere verso una soluzione negoziata della guerra su vasta scala in Ucraina, giunta ormai al quinto anno. L’ultima iniziativa ha combinato incentivi per la Russia, tra cui l’allentamento delle sanzioni, con pressioni sull’Ucraina affinché cessi gli attacchi alle infrastrutture energetiche russe.
Interpellato in merito, un funzionario del Pentagono ha dichiarato: “Le conversazioni private tra alleati rimangono tali, pertanto non commenteremo queste accuse”.
Tra i commenti che hanno attirato l’attenzione dei funzionari statunitensi ci sono le affermazioni dei leader europei secondo cui la Russia è messa alle strette e sta ricorrendo a misure sempre più disperate, mentre la sua invasione dell’Ucraina procede a rilento, ha detto una delle fonti.
Secondo quanto riferito da alcune fonti, Elbridge Colby, responsabile delle politiche del Pentagono e figura chiave nella revisione in corso del numero di truppe statunitensi in Europa, sarebbe stato uno dei funzionari americani a recapitare il messaggio. Reuters non è stata in grado di stabilire quali altri funzionari fossero coinvolti.
Nessuna delle persone coinvolte, tra cui tre funzionari europei e un funzionario statunitense, ha suggerito che il consiglio sia stato comunicato in modo conflittuale.

L’EUROPA DOVREBBE EVITARE DI “PROVOCARE” LA RUSSIA
I messaggi statunitensi riflettono un dibattito in corso all’interno della NATO su come affrontare pubblicamente la minaccia di una Russia sempre più assertiva. Alcuni funzionari occidentali hanno sostenuto che enfatizzare la minaccia rappresentata da Mosca potrebbe favorire il Cremlino, il quale, a loro dire, cerca di seminare paura e minare il sostegno all’Ucraina.
Altri sostengono che i governi europei debbano essere trasparenti per dimostrare ai propri elettori che sono necessari sacrifici e risorse per tenere a bada Mosca. Ciò è particolarmente vero ora che la Russia sembra intensificare una campagna occulta di sabotaggio in tutto il continente.
La Russia ha negato di star conducendo una simile campagna.
Una delle persone a conoscenza dei fatti ha riferito a Reuters che Colby avrebbe detto di recente a un funzionario baltico che non si dovrebbero fare “provocazioni” nei confronti dei russi.
La persona ha affermato che Colby ha indicato come esempio di retorica controproducente il fatto che alcuni europei avessero pubblicamente affermato che la Russia era “messa alle strette come un topo”.
Non era chiaro a quale dichiarazione specifica si riferisse Colby. Tuttavia, a fine settembre, la prima ministra estone Kristen Michal si era riferita a Putin come a un “topo in un angolo”, suggerendo che il leader russo stesse ricorrendo ad azioni di sabotaggio in Europa poiché la Russia si trovava sempre più impantanata in Ucraina.
“Vi stiamo aiutando. Gli americani sono lì”, ha detto un altro funzionario europeo, descrivendo i recenti messaggi privati ​​del Pentagono. “Basta che non facciate rumore. Non alzate la voce.”
In un altro incontro recente, il Pentagono ha esortato una delegazione estone a essere “moderata” nelle sue comunicazioni, secondo una persona informata sull’incontro, sebbene la fonte non abbia affermato che i funzionari del Pentagono si siano lamentati di alcuna dichiarazione specifica.
I ministeri della difesa di Lituania, Lettonia ed Estonia non hanno risposto alle richieste di commento, mentre la NATO ha rifiutato di commentare.
MOSCA METTE ALLA PROVA LA DETERMINAZIONE DELL’EUROPA
Uno dei funzionari europei ha affermato che il consiglio del Pentagono, sebbene cordiale, era sconcertante, dato che i servizi segreti degli Stati baltici negli ultimi mesi hanno costantemente minimizzato la probabilità che la Russia mettesse alla prova le disposizioni di difesa reciproca della NATO.
Al contrario, altri servizi di intelligence della NATO hanno pubblicamente avvertito che la Russia potrebbe intensificare drasticamente la sua campagna di sabotaggio nel prossimo futuro.
I messaggi del Pentagono ai funzionari della NATO giungono in un momento delicato per la sicurezza europea.
Secondo quanto riferito da funzionari dell’intelligence occidentale, Mosca ha recentemente intensificato la sua campagna di attacchi non attribuibili contro i paesi della NATO.
Mercoledì, la procura tedesca ha annunciato l’arresto di due bielorussi con l’accusa di aver pianificato di incendiare un edificio o un’infrastruttura critica nella zona di Norimberga. A settembre, il governo tedesco aveva accusato la Russia di un tentato attacco con droni all’aeroporto di Lipsia/Halle, accuse che Mosca ha respinto.
Allo stesso tempo, i funzionari statunitensi hanno discusso di potenziali accordi commerciali con la Russia nell’ambito dell’iniziativa di pace dell’amministrazione Trump in Ucraina. Tali sforzi hanno suscitato reazioni contrastanti tra i funzionari europei, molti dei quali premono per il mantenimento dell’isolamento economico del Cremlino.
Nel frattempo, i pianificatori del Pentagono stanno rivedendo la presenza militare di Washington in Europa, un processo che potrebbe portare a una drastica riduzione del contingente statunitense nel continente.
Funzionari statunitensi hanno affermato che i membri europei della NATO devono assumersi maggiori responsabilità per la propria difesa, soprattutto ora che gli Stati Uniti si concentrano sulle minacce in Medio Oriente, America Latina e Asia orientale.
