11 Febbraio 2026

Traffico e smaltimento illecito di rifiuti, 11 arresti a Messina

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I Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale e del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione stamane ad unโ€™ordinanza di 16 provvedimenti cautelari (2 arresti in carcere, 9 arresti domiciliari, 4 obblighi di firma, una interdizione dai pubblici uffici), nonchรฉ 2 sequestri di aziende, disposti dal giudice presso il Tribunale di Messina, su richiesta della Procura della Repubblica โ€“ Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, nei confronti di 14 persone tra imprenditori e dipendenti operanti nel settore dello smaltimento dei rifiuti e di 2 funzionari pubblici della Cittร  Metropolitana di Messina.

Contestati i reati di associazione per delinquere, attivitร  organizzata per il traffico illecito di rifiuti, combustione illecita di rifiuti, โ€œinvasione di terreniโ€ e โ€œdeviazione di acqueโ€, abuso dโ€™ufficio, falsitร  ideologica commessa da pubblico ufficiale e corruzione.

Lโ€™indagine, denominata โ€œEco Beachโ€, dal nome della societร  attorno alla quale – secondo l’accusa – ruota tutta lโ€™illecita attivitร , รจ stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania e della Sezione di Polizia Giudiziaria Carabinieri della Procura della Repubblica di Messina, ed ha avuto inizio, il 16 dicembre 2016, a seguito del controllo eseguito dai militari del NOE e della Compagnia Carabinieri di Taormina presso un impianto di trattamento rifiuti di Giardini Naxos (Messina) che, nella circostanza, risultรฒ essere stato realizzato, in maniera abusiva, in unโ€™area sottoposta a vincoli di varia natura (tra cui quello di carattere idrogeologico), con lโ€™illecita trasformazione di un lungo tratto dellโ€™alveo di un torrente che lo fiancheggia, attraverso riporti di terreno, in una strada carrabile utilizzata per far giungere al sito i mezzi pesanti trasportanti i rifiuti.

Tale situazione di fatto ha comportato (e potrebbe tuttora comportare) seri e reali rischi di possibili inondazioni anche del centro abitato posto a vale dellโ€™impianto, poichรฉ la trasformazione dellโ€™alveo del torrente (torrente โ€œSan Giovanniโ€ in localitร  Cantaro del comune di Taormina) nella suddetta strada a fondo battuto ha notevolmente ristretto la larghezza naturale del corso dโ€™acqua, determinando il difficoltoso deflusso naturale delle acque in caso di precipitazioni particolarmente avverse, fatto peraltro giร  verificatosi in almeno due occasioni negli ultimi tre anni.

Lo sviluppo dellโ€™attivitร  ha poi fatto emergere il coinvolgimento, in ipotesi di traffico illecito di rifiuti, di piรน soggetti e piรน societร  direttamente collegate alla prima ed al suo titolare di fatto, tanto che, nel maggio del 2018, la direzione delle indagini fu assunta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina.

Nel dicembre 2018, lโ€™impianto della societร  ECO BEACH s.r.l. di Giardini โ€“ Naxos รจ stato sottoposto a stringente ispezione da parte del NOE di Catania e, per le gravi violazioni contestate,
sequestrato. Tale provvedimento รจ stato convalidato da G.I.P. ed ulteriormente confermato dal Tribunale del Riesame, cui gli interessati avevano avanzato ricorso.

Nellโ€™ambito delle indagini sono emerse reiterate condotte illecite da parte dei numerosi indagati, in ordine alla compilazione e ricezione di formulari di identificazione contenenti dichiarazioni non veritiere, allโ€™occultamento, distruzione e lโ€™incenerimento illecito di rilevanti quantitร  di rifiuti, fino al rilascio di autorizzazioni illecite lungo una lunga filiera che va dal livello della Pubblica Amministrazione locale fino ai vertici provinciali del settore ambientale.

Lโ€™illecita attivitร  – secondo gli investigatori – si รจ sviluppata attraverso le condotte dei reati di gestione illecita, discarica abusiva, occultamento ed incenerimento di rifiuti, anche di natura pericolosa, tra cui spiccano Percolato di discarica; Residui della lavorazione meccanica di plastiche, carte e cartone; Sfalci di potatura e scarti della lavorazione del legno; Rifiuti elettronici contenenti sostanze pericolose – cd. RAEE โ€“ (frigoriferi); Fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane; Rifiuti biodegradabili da cucine e mense; Rifiuti provenienti dal trattamento meccanico di altre tipologie di rifiuti e Rifiuti ingombranti (materassi), per un quantitativo stimato di svariate decine di migliaia di tonnellate, che ha procurato agli indagati un illecito profitto di qualche milione di euro.

Sul fronte dei reati contro la pubblica amministrazione, rilevanti prove sono state raccolte in ordine ai reati di abuso ed omissione di atti dโ€™ufficio, falso materiale, falso ideologico, finalizzati al rilascio di autorizzazioni illegittime, necessarie a โ€œcoprireโ€ le illecite operazioni di smaltimento, nonchรฉ anche in ordine ad un โ€œdimostratoโ€ episodio di corruzione di un pubblico funzionario della Citta Metropolitana di Messina, addetto al controllo, attraverso la cessione di somme di denaro e ricezione di altre regalie (cene e altre utilitร ), che compensassero un documentato atteggiamento โ€œcompiacenteโ€ nel corso dei controlli.

Nel provvedimento cautelare viene contestato il reato di associazione per delinquere a 8 indagati, ritenuti partecipi di unโ€™organizzazione strutturale, un gruppo criminale volto alla commissione di una serie indeterminata di reati contro la pubblica amministrazione e in materia ambientale, quali il traffico illecito e lo smaltimento illecito dei rifiuti speciali, anche pericolosi, con il fine di consentire a taluni imprenditori operanti nel settore ambientale di massimizzare i profitti, attraverso una considerevole riduzione dei costi che avrebbero dovuto sostenere, qualora avessero proceduto a smaltire i rifiuti in modo lecito.

Complessivamente sono 21 gli indagati tra cui 16 persone direttamente riconducibili alla gestione illecita di diverse societร  operanti nel settore della gestione dei rifiuti di varie province della Sicilia; 5 persone appartenenti a pubbliche amministrazioni e enti di controllo locali e provinciali della P.A., coinvolti nel rilascio di attestazioni non veritiere, autorizzazioni illegittime ed altro.

Nello stesso contesto il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto anche il sequestro dei 2 piรน importanti impianti di trattamento rifiuti coinvolti nellโ€™indagine, riconducibili alle societร  ECO BEACH s.r.l. di Giardini Naxos e OFELIA s.r.l. di Catania, per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro.

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