Torino, capannone-discarica. Sequestro di 200 tonnellate di rifiuti

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Torino, capannone-discarica. Sequestro di 200 tonnellate di rifiuti
I carabinieri del Noe basiti davanti all’incredibile quantità di rifiuti. Una discarica al “chiuso”

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Torino, nell’ambito di una serie di verifiche in materia ambientale presso aziende attive nel trattamento dei rifiuti per il successivo smaltimento – coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino – hanno proceduto, nel quartiere Vallette di Torino, al sequestro di un capannone di 1700 mq contenente oltre 200 tonnellate di rifiuti di diversa provenienza.

I militari al loro ingresso nella struttura si sono trovati di fronte ad una enorme quantità di rifiuti, stipati all’inverosimile nel capannone fino a raggiungerne il tetto e le grate di contenimento. Un esame più analitico di questa strabordante massa, svolta con l’ausilio di personale tecnico dell’Arpa Piemonte, ha permesso di appurare la presenza di macerie, plastica, raee, stracci, parti di autovetture, mobilio, filtri olio, lane minerali e altri materiali isolanti oltre a numerosi big-bag contenenti rifiuti classificati come pericolosi.

L’attività di indagine immediatamente svolta e l’esame della lacunosa documentazione fornita, ha permesso ai Carabinieri del NOE di ricostruire l’origine di questa vera e propria discarica abusiva: in sostanza la ditta torinese, proprietaria del capannone, ha ricevuto nel tempo diverse tipologie di rifiuti anche pericolosi, con l’impegno di trattarli per poi smaltirli in discariche autorizzate, ma di fatto si è limitata semplicemente ad ammassarli all’interno dell’edificio e nell’area circostante senza effettuare alcuna operazione se non quella di comprimerli all’inverosimile con grave rischio per l’ambiente.

Per questi motivi il titolare della ditta di trattamento dei rifiuti, un 60enne torinese, è stato denunciato per i reati di “gestione illecita di rifiuti” e “attività di gestione dei rifiuti in violazione delle prescrizioni in autorizzazione” e l’area è stata sequestrata al fine di imporre allo stesso le operazioni per un regolare smaltimento.

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