Coppia inglese vuol investire in Italia, ma la Puglia dice no

Alison Deighton, voleva investire 70 milioni in un resort. Un sogno sfumato
BLOCCATA DALLA BUROCRAZIA. Alison Deighton voleva investire 70 milioni in un resort. No dalla Puglia

Almeno da trent’anni a questa parte vi sono proclami, corsi universitari, convegni a iosa dotte lezioni e interventi sui giornali su come attrarre investimenti in Italia. Renzi stesso ha capito l’importanza degli investimenti stranieri: in Africa. Ma chi viene in Italia con gruzzoloni di quattrini si trova spesso a dover fare i conti con politica e burocrazia che sempre, da trentanni in qua, frenano la crescita dell’economia locale e nazionale. Come? A colpi di carta bollata, certificati, permessi e contro permessi.

Ne sa qualcosa la signora Alison Deighton, una donna nata negli Usa che vive tra Londra e Italia, paese di cui si era innamorata fin dal primo incontro. Fulminata dalle bellezze della penisola. Circa 20 anni fa Alison comprò dei terreni in Umbria e nel Salento, in Puglia, pensando che un giorno potesse investire dei soldi per dedicarsi alla sua passione: fare l’imprenditrice turistica investendo 70 milioni di euro per costruire un villaggio turistico. Ma col tempo si è resa presto conto che in questo paese non è possibile investire. Ha conosciuto da vicino la politica e si è smarrita tra i meandri della terribile e asfissiante burocrazia italiota (questa volta pugliese).

Lord Paul Deighton, sottosegretario del governo inglese è marito di Alison
Lord Paul Deighton, sottosegretario del governo inglese è marito di Alison

Alison Deighton non è una donna del tutto ignota. E moglie di Lord Paul Deighton, sottosegretario al Tesoro britannico, ex dirigente della Bank of America e della banca d’affari Goldman Sachs, l’uomo per intenderci che ha organizzato e costruito le Olimpiadi di Londra. Un pezzo da novanta, insomma. Non per questo bisognava concedere tutto alla gentile signora. Ci mancherebbe. Ma gli investitori in genere hanno soldi. Molti soldi. E a che serve invitare a investire se poi si cerca sempre il pelo nell’uovo (oppure, per esempio in altri casi, le mazzette di denaro nelle 24 ore?). Ma tant’è! La regione Puglia le ha negato il permesso di costruire il resort. Sei anni di attesa per nulla.

In Calabria c’era un investitore ebreo, David Appel, che voleva costruire “Europaradiso”, un megavillaggio turistico a Crotone (la città più povera d’Europa) con la prospettiva di creare migliaia di posti di lavoro. Appel voleva investire centinaia di milioni di euro, mica noccioline. Sempre la Regione, in questo caso la Calabria, 7 anni fa lo ha fatto scappare a gambe levate tirando fuori le peggiori nefandezze sul progetto: “dal forte impatto ambietale, pericoloso, catastrofico…” e sull’uomo “corruttore, imbroglione, impostore ecc.”. Salvo poi disseminare la regione di migliaia di Pale eoliche per sfruttare il vento di eolo (e seguire quello dei soldi…). L’allora sindaco di Crotone, per protesta andò sotto la sede della giunta regionale portandosi dietro un gregge di pecore: “Ecco! – strillò – voi meritate la pastorizia”. Come dargli torto!

Gli unici che investono nel nostro paese sono mafia e cinesi riciclando denaro illecito. La mafia con i sistemi che conosciamo, i cinesi (e altri) non sempre in modo legale e trasparente, attraverso l’acquisizione di debiti pubblici, grosse proprietà terriere, interi immobili. Senza creare cose mastodontiche che possono dare all’occhio. Senza posti di lavoro per gli italiani. Nessun indotto perché è tutto made in China. I soldi ricavati sfuggono spessissimo al fisco e vanno direttamente in Asia. Parte dei grossi capitali viene impiegato per comprare pezzettino per pezzettino il mondo. L’Italia, che intanto attrae immigrati disperati, sarà destinata a morire con gli occhi a mandorla.

GOVERNATORE Nichi Vendola ha preparato addirittura un dossier contro la coppia Deighton
GOVERNATORE Vendola ha preparato addirittura un dossier contro la coppia Deighton

Tornando alla Deighton, lei voleva realizzare solo un resort in mezzo a ulivi secolari a Nardò, bella località in provincia di Lecce, stando attenta ai paletti sull’impatto ambientale e tutte quelle normicine sulle volumetrie del cemento, gli indici e stronzate varie. Un’azienda agricola, circa 250 villette  (per i turisti) su 17 ettari di terreno. Posti di lavoro e un indotto consistente per la comunità locale.

Accanto al suo terreno, racconta al Corriere della Sera, “hanno costruito un albergo. Anche lì c’erano gli ulivi. Adesso non ce ne sono più. Ci sono le ruspe, andate a vedere! Io invece gli ulivi secolari non li tocco”. Un progetto ambizioso fermo però “da sei anni per colpa della Regione”. Sempre col Corriere si sfoga: “Quando ho cominciato in Umbria ero così gasata. Ora capisco che l’Italia può essere molto difficile. Mio marito era contrario. Il suo lavoro è attirare investitori in Gran Bretagna. In questi giorni mi ha detto: “Non vogliono fare niente”. Adesso lo so. Investire in Italia mette paura”.

Da parte sua il governatore pugliese Nichi Vendola, non spiega nulla ma invita a intervenire la procura di Lecce, a cui consegnerà un dossier. “E’ una vicenda opaca sulla cui storia è bene che la magistratura dia uno sguardo”, ha detto. Invece di snellire le procedure, guidare la signora nella giungla burocratica, ringraziarla per l’attenzione riposta in Puglia, la risposta sua e dei burocrati è stata farla ricorrere al Tar. Dove ha pure vinto. Come dice Vendola, hanno addirittura realizzato un dossier contro l’investitrice. Chissà cosa ne verrà fuori dalla parola dei magistrati. Una cosa è certa. L’Italia, mette davvero paura.

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