Monsignor Viganò contro la congiura dei ‘sacerdoti’ del Covid e dei vaccini

L'alto prelato: "Costoro si sono costituiti come casta di intoccabili, esenti da ogni critica, anche quando le loro affermazioni vengono smentite dall'evidenza dei fatti"

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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Monsignor Carlo Maria Viganò

Nuovo affondo di Monsignor Carlo Maria Viganò, già Nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America, contro papa Bergoglio (“è il liquidatore della Chiesa cattolica”) e l’èlite globalista che ha programmato sin dagli anni ’50 la presunta pandemia col fine ultimo di instaurare la dittatura del Nuovo ordine mondiale attraverso il Great Reset: “Una congiura dei seguaci di Lucifero che vogliono cancellare il Cristianesimo dalla faccia della Terra”, ha detto.

In un lungo video l’alto prelato, esordisce parlando dei “sieri genici sperimentali” e della loro “inefficacia e insicurezza” bollando le autorità civili, i virologi e i media come “corrotti” e al soldo di Big Pharma. Viganò attacca i “sacerdoti del Covid e dei vaccini”, ma punta anche l’indice contro i “Magistrati codardi che non muovono un dito per perseguire e condannare questi congiurati per crimini contro l’umanità”.
Pubblichiamo il testo della prima parte del lunghissimo video di Viganò e pubblicato da Visione Tv.

di Monsignor Carlo Maria Viganò

Da un anno e mezzo assistiamo impotenti al susseguirsi di eventi incongruenti ai quali la maggior parte di noi non è in grado di dare una giustificazione plausibile. L’emergenza pandemica ha reso particolarmente evidenti le contraddizioni e le illogicità di misure nominalmente intese a limitare i contagi, coi lockdown, coprifuoco, chiusure di attività commerciali, limitazioni dei servizi pubblici e delle lezioni (a scuola), sospensioni dei diritti dei diritti dei cittadini; ma che quotidianamente vengono sconfessate da voci discordanti, da prove evidenti di inefficacia, da contraddizioni da parte delle stesse autorità sanitarie. Inutile elencare i provvedimenti che quasi tutti i governi del mondo hanno adottato senza ottenere i risultati promessi.

Se ci limitiamo ai presunti vantaggi che il siero genico sperimentale avrebbe dovuto portare alla comunità, anzitutto l’immunità al virus, e la ritrovata libertà di movimento, scopriamo che uno studio dell’Università di Oxford, pubblicato su “The Lancet”, ha dichiarato che la carica virale dei vaccinati con doppia dose è 251 volte maggiore rispetto ai primi ceppi del virus, a dispetto dei proclami dei leader mondiali, a iniziare dal primo ministro italiano Mario Draghi, secondo il quale ‘chi si vaccina vive, chi non si vaccina muore’.

Gli effetti collaterali del siero genico abilmente dissimulati, deliberatamente non registrati dalle autorità sanitarie nazionali, sembrano confermare il pericolo della somministrazione e le inquitanti incognite per la salute dei cittadini con cui dovremmo presto confrontarci.

Dalla scienza allo scientisimo 

L’arte medica, che non è scienza ma applicazione di principi scientifici, a casi ogni volta diversi su base esperienziale e sperimentale, sembra aver rinunciato alla propria prudenza in nome di una emergenza che l’ha fatta assurgere a sacerdozio di una religione, la scienza appunto, che per essere tale si è ammantata di un dogmatismo al limite della superstizione.

I ministri di questo culto si sono costituiti come casta di intoccabili, esenti da ogni critica, anche quando le loro affermazioni vengono smentite dall’evidenza dei fatti. I principii della medicina ritenuti universalmente validi fino a Febbraio 2020, hanno ceduto improvvisamente al punto da sentirci raccomandare la vaccinazione in piena pandemia, l’obbligo di mascherine, dichiarate però inutili, il ricorso a distanziamenti cervellotici, l’esclusione e la proibizione di cure con farmaci efficaci e l’imposizione di terapie geniche sperimentali in deroga ai normali protocolli di sicurezza.

E come vi sono nuovi sacerdoti del Covid, così vi sono anche nuovi eretici, ossia coloro che rifiutano la nuova religione pandemica e vogliono rimanere fedeli al giuramento di Ippocrate (i medici, ndr). Non di rado l’aura di infallibilità che circonda virologi ed altri scienziati più o meno titolati non pare messa in discussione dai loro conflitti di interesse né dalle cospicue prebende delle case farmaceutiche, la qual cosa sarebbe scandalosa e criminale.

Ciò che molti non riescono a comprendere è la incongruenza tra gli scopi dichiarati e i mezzi che di volta in volta vengono adottati per ottenerli. Se in Svezia l’assenza di lockdown e mascherine non ha comportato contagi superiori a quella dei paesi in cui si sono confinate le persone a casa, o dove si sono fatte mettere le mascherine anche nelle scuole primarie, questo elemento non viene considerato come prova dell’inefficacia dei provvedimenti.

Se in Israele o in Gran Bretagna la vaccinazione di massa ha incrementato i contagi e li ha resi più virulenti, il loro esempio non induce i governanti di altri paesi ad essere prudenti nela campagna vaccinale, ma anzi li spinge a valutare l’obbligatorietà della somministrazione.

Se l’Ivermectina o il Plasma iperimmune si dimostrano cure valide, ciò non basta per autorizzarle, e men che meno a raccomandarle. E chi si domanda di tale sconcertante irrazionalità finisce per astenersi dal giudizio, riponendo una sorte di adesione fideistica nei pronunciamenti dei sacerdoti del Covid, o viceversa, considerando i medici come degli inaffidabili stregoni […]”.

1/Continua

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