10 Dicembre 2022

Pm smontano 2 anni di messinscena: Morti di altro non per “Covid”

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Dopo oltre due anni di farsa pandemica, durante i quali, presunti esperti onnipresenti nelle tv di regime, governo, autorità sanitarie e i circoli mediatici fedeli all’unica narrazione terroristica sul cosiddetto Covid, ci hanno raccontato di tutto, ossia che i decessi erano da attribuire solo al virus Sars-Cov 2 (comunemente chiamata di anno in anno e da decenni influenza stagionale), che i vaccini sperimentali erano l’unica via d’uscita per riconquistare diritti e libertà soppresse in nome, si badi bene, di un patogeno che in ventisette mesi avrebbe provocato un tasso di mortalità dello 0,2%, nel cui calderone sono stati inseriti anche i morti per incidenti stradali, ecco che la verità vera sta pian piano affiorando su quella che possiamo ben considerare la più grande truffa della storia.

La Procura di Torino ha finalmente preso posizione sui decessi della primavera del 2020, al tempo cioè dell’inizio calcolato della farsa, quando vedevamo gli ospedali al collasso (periodo in cui vennero negate le cure domiciliari…), le ambulanze a sirene spiegate per spaventare, e poi…e prima ancora la parata delle bare di Bergamo, ben organizzata dal generale Figliuolo, che venne poi promosso commissario alla presunta emergenza sanitaria.

“Un conto è una morte per Covid, ben altro una morte con Covid”, recita la procura di Torino citata dalle agenzie, “sulla causa effettiva dei decessi di pazienti che nella primavera del 2020, durante la prima ondata dell’epidemia, furono colpiti dal coronavirus”.

La considerazione è nelle richieste di archiviazione presentate dal procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo (alcune delle quali sono già state accolte) dei fascicoli aperti sulle Rsa del capoluogo piemontese. Secondo il magistrato accertare la presenza di un nesso causale tra la malattia e la morte è tecnicamente possibile anche se all’epoca dei fatti non venivano eseguite autopsie”. Appunto!

Gli esami autoptici vennero infatti “sconsigliati” (termine che venne tradotto in “vietati”), dal ministero guidato da Speranza, evidentemente perché effettuandole si poteva capire da subito che i pazienti deceduti – in stragrande maggioranza untraottantenni e con gravi patologie concomitanti – morivano per le malattie preesistenti e non per il presunto covid. Ovvero che i decessi erano causati da tromboembolie e non per polmoniti interstiziali, patologia per cui vennero utilizzati ventilatori che ‘sparando’ ossigeno puro bruciarono letteralmente i polmoni dei poveri degenti.

Quello dei pm torinesi, oltre ad altri crimini commessi su cui si sperano indagini da toghe libere, è un altro passo verso una verità a lungo taciuta da quasi tutti gli “attori” sul set per interessi molto ma molto cari ai circoli èlitari e finanziari che hanno ordito questa gravissima messinscena, come la definisce monsignor Viganò, che i squallidi personaggi che gravitano in questi circoli, dal Bilderberg a Davos, li ha conosciuti molto bene.


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