Ercolano, tentano di rapire orafo ma lui reagisce e li uccide. Indagato per eccesso di legittima difesa

Il piazzale dove sono stati uccisi i banditi Bruno Petrone e Luigi Tedeschi, in via Alveo a Ercolano (Ansa/Fusco)
Il piazzale dove sono stati uccisi i banditi in via Alveo a Ercolano (Ansa/Fusco)

ERCOLANO (NAPOLI ) E’ indagato per omicidio colposo per eccesso di legittima difesa, il gioielliere di 68 anni di Ercolano che ieri ha ucciso due persone che tentavano di rapirlo.  L’uomo ha detto di aver sparato per difesa, sentendo che la sua vita era in pericolo. Sul fatto di sangue indaga la procura di Napoli con il sostituto procuratore Pierpaolo Filippelli.

I FATTI – Nel tentativo di rapinare un gioielliere, due uomini, Bruno Petrone, di 53 anni, e di Luigi Tedeschi, di 51 anni, entrambi napoletani, sono stati uccisi dal commerciante di 68 anni con una pistola regolarmente detenuta.

Il fatto di sangue è avvenuto a mezzogiorno circa a Ercolano, all’angolo tra via Alveo e corso Resina, a poca distanza dagli scavi archeologici. Il gioelliere, da quanto appreso, era andato a fare un prelievo in banca quando le due vittime all’uscita gli avrebbero fatto il cosiddetto “filo di banca”, una tecnica usata dai malviventi per rapinare le vittime designate.

Dopo un breve pedinamento, i due banditi lo avrebbero bloccato e intimato di consegnargli il malloppo, ma evidentemente il commerciante di preziosi si era già accorto dell’imminente aggressione e non si è fatto trovare impreparato.

L’uomo, 68 anni, a quel punto ha reagito istintivamente, per quella che si ritiene essere “legittima difesa”. Ha estratto la pistola e li ha freddati uno dopo l’altro nel piazzale di un deposito di bibite. Secondo una prima e parziale ricostruzione sarebbe stato uno di loro ad avvicinare il commerciante per rapinarlo.

Le vittime, da quanto è stato riferito, avrebbero agito a volto scoperto ed erano su uno scooter. Erano entrambi già noti alle forze dell’Ordine. I corpi sono stati trovati a distanza di una ventina di metri uno dall’altro, uno a terra, l’altro riverso sulla moto.

Allertato il 112, sul posto si sono recati i carabinieri e i soccorritori del 118, ma per Petrone e Tedeschi non c’era più nulla da fare.

Sul fatto di sangue, indagano i militari di Ercolano, nella cui caserma il sostituto della Dia di Napoli, Pierpaolo Filippelli, sta interrogando il commerciante per cercare di ricostruire la dinamica della tentata rapina sfociata nel duplice omicidio. Al momento pare non risulti indagato, ma non si escludono provvedimenti della magistratura a carico del gioielliere come “atto dovuto”. Sul posto si è recato anche il legale dell’orafo, Maurizio Capozzo.

Da quanto riferito dai presenti sul luogo del duplice omicidio, il commerciante di oggetti preziosi, si trova letteralmente sotto choc. Non è la prima volta che ha subìto rapine in passato, ma non avrebbe mai immaginato che quell’arma, regolarmente detenuta e comprata a scopo “preventivo”, l’avrebbe dovuta usare per difendersi dai rapinatori.

La moglie di una delle vittime, sul posto dove sono stati uccisi i due rapinatori, si è lanciata in invettive: “Ha sbagliato anche lui e deve pagare”, ha urlato nella disperazione più cupa.

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