Terremoto di magnitudo 5.7 al largo delle coste siciliane e calabresi

Il terremoto nel Tirreno  meridionale
In arancione l’epicentro del terremoto 5.7 nel Tirreno meridionale (in giallo il Vulvano Marsili)

Una scossa di terremoto di magnitudo 5.7 è stata registrata, alle 22.02 di venerdì, dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma, al largo delle coste del basso Tirreno.

Il sisma ha avuto come epicentro l’area meridionale del mar Tirreno, a Nord di Ustica, a una profondità di 474 chilometri. Nonostante la profondità e la lontananza dalle coste sicule-calabresi la scossa è stata lievemente avvertita in Calabria, in particolare nel Vibonese, ma anche nelle province di Cosenza, Catanzaro nonché al largo delle coste siciliane.

Allo stato attuale non si segnalano comunque danni a persone o a cose. L’evento sismico si è verificato in mare aperto ma data la grande profondità, non ha causato onde anomale, seppure si sia trattato di un movimento tellurico di potenza medio alta simile al terremoto tra Marche e Umbria del 26 ottobre.

In un primo momento si era diffusa la notizia che il sisma fosse correlato all’attività del vulcano Marsili, ma come mostra la cartina dell’USGS (l’omologo americano del nostro INGV) il sisma di magnitudo 5.7 del 28 ottobre 2016 si è verificato abbastanza lontano dalle potenziali “bocche di fuoco”: circa 100 chilometri.

Il Marsili è il vulcano sottomarino più esteso d’Europa, con i suoi 70 km di lunghezza e i circa 30 di larghezza. La massa di montagna è alta circa 3.000 metri. Si trova a meno di 450 metri di profondità dalla superficie marina e a 140 km dalle coste della Sicilia. Da quelle calabresi dista all’incirca 150 km.

Ancora attivo, il vulcano è costantemente monitorato da sismologi, vulcanologi e Cnr. Una sua forte eruzione potrebbe essere disastrosa nel Tirreno meridionale: produrrebbe uno tsunami di gran lunga superiore a quello di Sumatra con onde alte decine di metri che si abbatterebbero su Sicilia e Calabria.