Arretrati pensioni, via libera del governo al decreto. "Renzi, riparo danni degli altri"

Renzi, Padoan e Poletti alla conferenza stampa su dl arretrati pensioni
Renzi, Padoan e Poletti alla conferenza stampa su dl arretrati pensioni

Con il decreto varato oggi dal Consiglio dei ministri può dirsi risolto il nodo arretrati pensioni che, in virtù della sentenza della Corte Costituzionale, rischiava di trasformarsi in una vera e propria matassa impossibile da sbrogliare.

Il presidente del consiglio Matteo Renzi, al termine di un’ora e mezza di discussione in consiglio dei ministri, si è detto soddisfatto per una risposta arrivata velocemente. In conferenza stampa, assieme ai ministri Pier Carlo Padoan e Giuliano Poletti, ha spiegato i punti qualificanti del decreto: si attinge a un “tesoretto” di 2 miliardi e 180 milioni con cui pagare la mancata indicizzazione delle pensioni a 3,7 milioni di persone:

“Tre virgola sette milioni di persone riceveranno 500 euro il primo agosto. 650 mila persone, quelle che sono sopra i tremila euro di pensioni, non riceveranno alcunché”, hanno puntualizzato.  Se prendi 1.700 euro lordi di pensioni avrai il primo agosto il bonus Poletti di 750 mila euro, se prendi 2700 euro lordi avrai 278 euro di bonus Poletti”, ha sottolineato il premier.

“E’ una questione di stock e di flusso”, ha sottolineato il ministro dell’Economia Piercarlo Padoan ai giornalisti che gli chiedevano delle coperture del decreto sulle pensioni varato oggi: “Lo stock sono gli arretrati che saranno pagati con la differenza tra tendenziale e programmatico; il flusso sarà gestito attraverso la programmazione”. Inoltre, ha chiarito il ministro Padoan: “Una restituzione totale avrebbe portato il deficit al 3,6% del Pil, comportando l’apertura di una procedura europea contro l’Italia”.

Al premier, tuttavia, ha risposto l’opposizione con il capogruppo Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta: “Renzi in conferenza stampa cerca di cambiare carte in tavola”, ha spiegato: Il premier “smetta di chiamarlo bonus: è semplicemente una restituzione parziale e imbrogliona. Altro che bonus!”, ha affermato l’esponente azzurro.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, guarda invece a Strasburgo per fare giustizia degli esodati: “Sul tema delle pensioni abbiamo dato incarico a un legale di presentare un ricorso contro la normativa Fornero alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, accompagnato dalle firme degli esodati che ancora aspettano”, ha spiegato il leader del Carroccio.

Per i sindacati, la risposta del governo non è “nè adeguata nè sufficiente”, per dirla con il segretario confederale Cisl, Maurizio Petriccioli. “Le risposte del governo non corrispondono alle indicazioni della consulta”, sottolinea invece la Uil con Romano Bellissima.

“Da Renzi una prima risposta, non la soluzione al problema” è stato invece il commento del segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone. Ma Renzi ha sottolineato: “Quando questo provvedimento è stato votato, io tappavo le buche nella città di Firenze. Dire “restituite tutto è ridicolo”, soprattutto ha precisato, “da parte di chi quella norma l’ha votata, è proprio il colmo”.

E, sulla restituzione parziale delle indicizzazioni, il premier ha aggiunto: “Il nostro governo potrebbe stare qui a discutere mesi, perchè si pone un grande problema, ogni denaro che diamo a questi nostri concittadini lo togliamo a qualcun altro. Dovremo dare 18 miliardi di euro, che sarebbero tolti agli asili, alle infrastrutture, ai dipendenti. Una cifra molto grande”.

L’Inps le pagherà il primo giorno del mese. In materia pensionistica il Decreto legge, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, prevede anche un intervento che consente all’INPS di anticipare al primo giorno del mese il pagamento delle pensioni e un ulteriore intervento che protegge il montante contributivo, per il calcolo delle future pensioni, dalla caduta del PIL che si è verificata negli anni passati.

In materia di ammortizzatori sociali sono poi previsti il rifinanziamento per 1 miliardo di euro degli ammortizzatori in deroga per il 2015 (mobilità e cassa integrazione) e il rifinanziamento dei contratti di solidarietà per 70 milioni di euro.

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