Nuova grana per Raggi, indagata per abuso insieme a Romeo

Salvatore Romeo
Salvatore Romeo (Ansa)

Il sindaco di Roma Virginia Raggi firmò la delibera che il 9 agosto 2016 determinò la promozione di Salvatore Romeo. Per questo ora è indagata in concorso con il suo ex capo della segreteria politica al quale fu triplicato lo stipendio. E’ il secondo avviso in pochi giorni.

Romeo è indagato per concorso in abuso d’ufficio nell’inchiesta sulle nomine fatte da Virginia Raggi. Il fedelissmo del sindaco di Roma ha ricevuto un invito a comparire per essere interrogato in settimana.

Alla giunta, presieduta dalla sindaca Virginia Raggi, presero parte gli assessori Baldassarre, Berdini, Marzano, Meleo, Minenna e Muraro. Oltre alla nomina di Romeo fu decisa, tra le altre, anche quella di Andrea Mazzillo, assessore al bilancio.

Nella deliberazione di fatto si indicava la mansione di Romeo, “attività di supporto nell’ambito dell’Ufficio di diretta collaborazione della sindaca”, e anche lo stipendio che non veniva indicato però in maniera diretta, ovvero con una cifra, ma riferendosi al “trattamento economico lordo, parametrato a quello dirigenziale terza fascia di retribuzione” legato al Contratto integrativo dei dirigenti di Roma Capitale. Una dicitura poco comprensibile ma che di fatto triplicava l’emolumento di Romeo.

Nella delibera del 9 agosto relativa alla nomina di Salvatore Romeo a capo della segreteria di Virginia Raggi lo stipendio non viene indicato esplicitamente, ma attraverso riferimenti legislativi, non rendendo immediatamente deducibile la somma. Inoltre l’atto non venne passato al vaglio del Gabinetto per verificarne la legittimità. Questo sostanzierebbe il presunto l’abuso contestato a Raggi e Romeo.

Nei giorni scorsi Raggi era stata ascoltata dai pm di Roma sia sulla nomina di Renato Marra che sulla polizza vita che lo stesso Romeo le intestò in gennaio a sua insaputa. In agosto Romeo era stato chiamato dal sindaco a ricoprire il ruolo di capo segreteria, nomina che saltò dopo le pressioni seguite all’arresto di Raffaele Marra e alle polemiche sul cosiddetto “Raggio magico”.