19 Maggio 2024

16enne tenta di rapinare un carabiniere e viene ucciso

E' successo sabato sera. Il militare, fuori servizio, ha reagito sparando con la pistola d'ordinanza. All'alba il Pronto soccorso è stato devastato dalla rabbia dei parenti del ragazzo.

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Via Generale Orsini a Napoli dov’è successo il fatto

Un ragazzo di 16 anni è morto la notte scorsa a Napoli dopo un tentativo di rapina a un carabiniere in abiti civili, che ha reagito sparando. Il militare, di 23 anni, era a bordo della propria auto con una ragazza quando è stato minacciato dal ragazzo, che aveva una pistola e il volto coperto con scaldacollo e casco. Il fatto è avvenuto nella tarda serata di ieri nella zona di Santa Lucia, in Via Generale Orsini.

Il sedicenne, Ugo Russo arrivato con uno scooter insieme con un complice, ha tentato di rapinare l’orologio al militare. Il carabiniere, in servizio in provincia di Bologna, con la minaccia dell’arma puntatagli alla tempia, dopo essersi qualificato, sottolinea il Comando provinciale, ha sparato tre colpi con la pistola d’ordinanza, ferendo il ragazzo, deceduto poco dopo in ospedale. Le indagini sono in corso, coordinate dalla Procura, con il pm intervenuto sul posto, e affidate ai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale.

All’alba il Pronto soccorso è stato devastato, fa sapere la Asl, dalla rabbia dei parenti del quindicenne. Il servizio è stato sospeso e i pazienti sono stati trasferiti nei reparti e in altri ospedali.

“La notte scorsa, dopo il decesso di un minorenne arrivato in pronto soccorso con ferita da arma da fuoco, il Pronto soccorso del presidio ospedaliero dei Pellegrini è stato devastato dai familiari e amici del ragazzo. Un fatto gravissimo per il quale esprimo solidarietà a tutti i nostri dipendenti che ancora una volta sono stati vittime di insulti e minacce, e ancora una volta hanno continuato, nonostante tutto, a prestare assistenza ai pazienti”. Così il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro, Ciro Verdoliva, il quale durante il sopralluogo nell’ospedale del centro antico ha constatato “gli ingenti danni ad arredi e attrezzature” e “l’assenza di condizioni igienico-sanitarie” determinata da quanto accaduto.

“Sono stato costretto – dice Verdoliva – a chiudere il Pronto Soccorso. Quanto è accaduto ha di fatto creato condizioni che impediscono lo svolgimento delle attività assistenziali di emergenza in condizioni di sicurezza, sia per i pazienti che per gli operatori”. Sono cominciate le attività necessarie a ripristinare quanto prima possibile l’attività di PS tenuto conto dell’importanza che il presidio ospedaliero riveste nell’ambito della rete cittadina.


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