Il dj e “gestore di fatto” della discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo (Ancona), Marco Cecchini, è stato trasferito ieri sera nel carcere di Montacuto di Ancona dai carabinieri di Corinaldo.
I militari hanno dato esecuzione alla condanna della Cassazione a cinque anni e cinque mesi per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro colposo.
Nella discoteca, la notte tra il 7 e l’8 dicembre del 2018, morirono cinque minori e una madre in seguito alla calca provocata dal panico innescato dalla diffusione di uno spray urticante.
La calca mortale
Quella notte nel locale di Corinaldo doveva esibirsi il rapper Sfera Ebbasta, molto amato tra i più giovani, quando qualcuno spruzzò dello spray al peperoncino. Da lì ne è nato un fuggi fuggi generale culminato con il cedimento della balaustra del parapetto esterno e gli avventori sono scivolati giù schiacciandosi l’un l’altro. Nella calca morirono 5 giovani tra i 14 e i 16 anni e una mamma di 39 anni, Eleonora Girolimini, che aveva accompagnato la figlia 11enne a vedere il concerto del rapper Sfera Ebbasta.
L’ipotesi investigativa era che il numero dei presenti fosse superiore a quello consentito. “I biglietti venduti sono circa 1.400 a fronte di una capienza di 870 persone circa”, aveva confermato l’allora procuratore capo della Repubblica di Ancona.
A distanza di otto mesi c’è stata una prima svolta: i carabinieri di Ancona arrestarono 6 persone, per la strage poiché considerati appartenenti alla “banda delle rapine”. Si trattava di giovani di età compresa tra i 19 e 22 anni residenti nel modenese. Il gruppo con la scusa del caos avrebbero avuto intenzione di rubare collanine d’oro e bracciali indossate dai giovani.
