Iran, l’ayatollah annuncia vendetta a Usa e Israele. Trump: “Se mi uccidono distruggeteli”

La Guida Suprema iraniana: "La vendetta per Ali Khamenei deve essere compiuta", alludendo ai vertici israeliani e statunitensi Netanyahu e Trump che hanno ordinato i raid mortali nel paese islamico a fine febbraio. Servizi segreti in allerta

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La Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Sayyid Mojtaba Khamenei, ha promesso di vendicare l’uccisione del padre martire Ayatollah Sayyid Ali Khamenei, dopo aver ringraziato il popolo per la massiccia partecipazione al corteo funebre e alla cerimonia di sepoltura del leader martire la scorsa settimana, una due giorni presenziata da milioni di persone in piazza a Teheran e in altri paesi islamici.

La Guida Suprema ha rilasciato queste dichiarazioni in un messaggio diffuso dopo il corteo funebre e la sepoltura del leader, descrivendolo come una persona che ha vissuto e è morta nello spirito dell’Imam Hussain.

“Promettiamo – ha detto Mojtaba Khamenei citato dall’agenzia Tasnim – di vendicare il tuo sangue puro e il sangue di tutti i martiri di queste due guerre, vendicando i criminali, vergognosi assassini. Questa vendetta è ciò che la nostra nazione esige, e deve assolutamente essere compiuta. Questi criminali, i cui nomi sono documentati in ogni dettaglio, dai più alti ai più bassi ranghi, porteranno con sé nella tomba il sogno di una morte serena nel proprio letto. Devono sapere che quest’azione non dipende dalla mia presenza o da quella di qualsiasi altro funzionario. Che noi siamo qui o no, questo sarà fatto. Presto, persone dallo spirito libero in tutto il mondo porteranno a compimento una parte di questa missione divina.”

Trump: “Se Iran mi uccide ho lasciato istruzioni, colpirli con potenza mai vista”

Dopo l’avvertimento dell’ayatollah iraniano il presidente Usa Trump avrebbe detto “se mi succede qualcosa, se mi uccidono, distruggeteli con tutta la forza”, riportano molti media occidentali.

Secondo altre news rilanciate dall’Ansa l’Iran avrebbe già un piano per assassinare Donald Trump. Israele – si legge – ha messo in guardia gli Stati Uniti e condiviso informazioni di intelligence con gli 007 americani su un nuovo complotto. E se tra i servizi Usa serpeggia un certo scetticismo, il presidente americano sembra crederci: “Se dovesse accadere ho lasciato istruzioni: bombardarli con una potenza mai vista”, ha minacciato, affermando di essere nel mirino di Teheran da anni.

L’avvertimento israeliano piomba sulla fragile tregua fra Teheran e Washington, impegnate da giorni in un braccio di ferro fatto di attacchi incrociati e che sta mettendo a dura prova il memorandum of understanding siglato tra i due Paesi. Dopo giornate ad alta tensione, i raid sul Golfo e vicino allo Stretto di Hormuz sono rallentati e i mediatori del Qatar, in coordinamento con gli Stati Uniti, sono volati a Teheran per cercare di salvare l’accordo raggiunto, evitare una ripresa delle ostilità e spianare la strada alle trattative fra le parti. L’Iran “ci ha chiesto di proseguire i colloqui. Abbiamo accettato di farlo, ma gli Stati Uniti hanno chiarito, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è terminato”, ha tuonato Trump sul social Truth, di fatto lasciandosi le mani libere per ulteriori azioni militari contro Teheran. Secondo indiscrezioni, una ripresa a pieno regime dei raid americani contro l’Iran appare improbabile perché non è nell’interesse del presidente visto l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato. Ma Teheran bolla come “false” le notizie di un possibile nuovo round di colloqui la prossima settimana. Così la frustrazione del commander-in-chief monta con il passare dei giorni, accentuata dalla prova di forza iraniana a Hormuz con i missili lanciati contro tre navi domenica scorsa. E l’allarme di Israele sul nuovo piano iraniano per uccidere Trump, riportato dal Wall Street Journal, non fa che aumentare ulteriormente questo nervosismo, anche se non tutti gli 007 americani sono convinti della bontà delle informazioni ricevute.

Il timore è infatti che Israele, contrario al memorandum of understanding siglato tra Usa e Iran, voglia mettere pressione e influenzare le decisioni di Trump, al fine di spingere gli Stati Uniti a riprendere gli attacchi. I rapporti fra i due alleati di ferro si sono incrinati nelle ultime settimane in seguito all’opposizione israeliana all’accordo con Teheran, che ha rivelato una divergenza di obiettivi con Washington dopo l’avvio in piena sintonia della campagna contro l’Iran. Le tensioni con il premier Benjamin Netanyahu sarebbero dietro alla decisione della Casa Bianca di non coinvolgere Israele nei raid degli ultimi giorni temendo che una sua partecipazione possa portare il conflitto fuori controllo. “Sono il target numero uno” di Teheran “da anni”, ripete il commander-in-chief: “Sono il numero uno nella lista iraniana delle persone da eliminare da molto tempo”, ha detto al New York Post. Almeno dal 2020, quando Teheran lo ha messo nel mirino per l’uccisione di Qasem Soleimani, il potente capo della Forza Quds delle Guarde della Rivoluzione iraniane.

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