
Le piazze si infiammano a Milano e a Torino. A Milano lancio di sassi, bombe carta e fumogeni con le cariche della polizia. Bilancio feriti e fermati. A Torino parapiglia tra i manifestanti. Tensione anche a Roma e Bologna
Corteo a Milano, lancio di sassi contro la polizia
Molti momenti di tensione, in centro a Milano, tra via San Prospero e piazza Cordusio, dove per una decina di minuti la Polizia è stata bersagliata da gruppi di giovani vestiti di nero e con il volto coperto. Non si tratta di black bloc, ma di ragazzini delle periferie, che hanno sventolano anche la bandiera albanese per inneggiare alla rivolta in corso a Tirana. La tensione si è poi spostata in piazza Duomo, con la Polizia in tenuta antisommossa al centro e alcuni gruppetti che la bersagliano. Ovunque vetri rotti, cantieri edili ribaltati, tavolini a terra, scarpe. Giovani, passanti e turisti assistono sotto i portici esterrefatti con gli occhi arrossati per i lacrimogeni.
Una fitta sassaiola è partita in direzione della Polizia in via Broletto, in centro a Milanoi. La polizia in tenuta antisommossa ha messo in atto una carica di alleggerimento. Danneggiate pensiline atm e le vetrate ai primi piani di alcuni palazzi storici. Sono state lanciate alcune bombe carta e fuochi pirotecnici. Alcuni ragazzi sono stati fermati e identificati.

Corteo a Torino, parapiglia tra i manifestanti stessi
Parapiglia fra manifestanti si sono creati in due occasioni a Torino nel corteo contro il caro vita. Gli organizzatori della manifestazione hanno intimato ad alcuni giovanissimi di togliersi i cappucci e di sfilare con il volto scoperto. Un piccolo gruppo che tentava di superare la testa del corteo percorrendo di corsa i portici di via Po è stato inoltre bloccato dagli stessi dimostranti.
Giunti in piazza Vittorio Veneto, una bottiglia è stata lanciata contro i reparti di poliziotti sul posto.
Scontri davanti alla stazione di Bologna tra giovani manifestanti e forze dell’ordine
Scontri davanti alla stazione di Bologna tra giovani manifestanti e forze dell’ordine. In Piazza Medaglie d’Oro sono stati usati idranti e lacrimogeni e si è registrato un fitto lancio di sassi e oggetti da parte di ragazzini incappucciati. Buttate a terra decine di Mobike, le biciclette utilizzabili a noleggio. L’aria è acre e la protesta, dalla piazza antistante la stazione, si sta spostando verso i viali circostanti con l’utilizzo di idranti e lacrimogeni verso la centrale Via Indipendenza.
Sciopero generale della Cgil a Roma
“Il 20 novembre la Cgil proclamerà lo sciopero generale”: lo annuncia il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal palco della manifestazione della Via maestra in piazza del Popolo a Roma, chiedendo risposte al governo in vista della manovra di Bilancio e ricordando che il 20 novembre c’è lo sciopero europeo degli studenti.
‘Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione’: sotto questo slogan la Cgil torna in piazza a Roma nella manifestazione sostenuta anche da oltre cento associazioni laiche e cattoliche. In Calabria e Sicilia va avanti la protesta dei tir contro il caro carburanti. L’Anav Sicilia, l’associazione di categoria che raggruppa le aziende di trasporto viaggiatori, avverte che senza gasolio già da lunedì è a rischio il trasporto privato.
“Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione” lo slogan.
La manifestazione rilancia diverse proposte e rivendicazioni: da più salari e meno precarietà ad un fisco “davvero giusto”; dalla sanità e istruzione pubbliche per tutte e tutti all’accesso alla casa; dal lavoro e l’ambiente insieme, alla pace, dicendo no al riarmo e all’aumento della spesa militare; dalla libertà di dissenso alla difesa e attuazione della Costituzione.
Sul lavoro, la Via maestra chiede di aumentare stipendi e pensioni, cancellare i contratti precari, contrastare il lavoro povero e ridurre il divario retributivo tra donne e uomini. Sul fisco la richiesta è di combattere l’evasione, ridurre il carico fiscale su salari e pensioni, tassare extra profitti, rendite e grandi ricchezze e garantire la progressività fiscale: chi ha di più deve contribuire di più, insistono i promotori della manifestazione. C’è anche la richiesta di portare il finanziamento della sanità pubblica al 7,5% del Pil e quello per l’istruzione al 5%, di assumere personale, di ridurre le liste d’attesa e garantire servizi pubblici di qualità in ogni parte del Paese.
