Svolta in indagini sulla morte di Lisa Gabriele, arrestato ex poliziotto

Ci sono voluti 17 anni per chiuder il cerchio attorno Maurizio Mirko Abate, l’ex agente della Polizia stradale, oggi arrestato per l’omicidio premeditato della 22enne Lisa Gabriele, originaria di Rose e trovata senza vita, soffocata con un cuscino, nelle campagne di Montalto Uffugo

Carlomagno

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Svolta nelle indagini sulla morte della giovane Lisa Gabriele, originaria di Rose, trovata senza vita nel 2005, 17 anni fa, nei pressi di un casolare situato nelle campagne tra Montalto Uffugo e Rende, alle porte di Cosenza. I carabinieri hanno arrestato a San Lucido un uomo di 50 anni, Maurizio Mirko Abate, ex agente della Polizia stradale, con l’accusa di avere ucciso la ragazza, allora ventiduenne, soffocandola con un cuscino. L’uomo aveva una relazione extraconiugale con la giovane, pur essendo sposato.

Le indagini sulla morte di Lisa furono frettolosamente archiviate nel 2009, ma vennero riaperte sulla base di un esposto anonimo inviato nel 2018 alla Procura della Repubblica di Cosenza da parte di un poliziotto della Polizia stradale rimasto anonimo, a quei tempi collega di Abate. Esposto che consentì la riapertura delle indagini che hanno portato adesso all’arresto dell’ex poliziotto. A uccidere Lisa Gabriele “è stato un delinquente che purtroppo indossa la mia stessa divisa”.

Abate è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice del tribunale di Cosenza su richiesta della locale Procura della Repubblica. L’ex poliziotto è accusato di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione.

La ricostruzione video di “Chi l’Ha visto?”

Dopo l’archiviazione delle indagini, decisa nel 2009, l’esposto anonimo pervenuto alla Procura della Repubblica di Cosenza da parte di un collega anonimo dell’arrestato ha consentito agli investigatori di riaprire il caso. Nello scritto, infatti, erano riferiti alcuni particolari della vicenda, veritieri e noti solo agli inquirenti. Sono state così effettuate ulteriori acquisizioni documentali, una lunga serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali, sentite numerose persone informate sui fatti ed acquisite nuove consulenze medico legali attraverso la riesumazione del cadavere di Lisa Gabriele.

Il possibile movente
Il caso era stato trattato nell’autunno 2019 anche dalla nota trasmissione “Chi l’ha visto”. La lettera anonima sarebbe stata inviata da un appartenente alla polizia stradale che chiama in causa il suo collega il quale intratteneva una relazione extraconiugale con la ragazza. La giovane era innamorata dell’uomo al punto che per non perderlo gli avrebbe comunicato una finta gravidanza. Da quì, probabilmente, la reazione violenta dell’assassino che l’ha soffocata con un cuscino e poi ha inscenato un falso suicidio. Un delitto (quasi) perfetto, non fosse per le tante incongruenze registrate nel caso.

L’ex poliziotto Maurizio Abate è finito sotto indagine negli anni scorsi con l’accusa di detenzione illegale di armi. La Squadra mobile di Cosenza, nel settembre del 2019, trovò nello scantinato che era nella disponibilità dell’uomo una pistola calibro 9×19 parabellum con la matricola abrasa, completa di caricatore con 15 cartucce ed altre 23, tutte 9×19. Abate venne arrestato e finì in carcere.

Le indagini avviate nel gennaio del 2005 per fare luce sulla morte di Lisa Gabriele subirono rallentamenti e depistaggi, accertarono i militari, a causa di discutibili condotte tenute da un sottufficiale dell’Arma con cui la ragazza aveva rapporti.

All’epoca del delitto Abate prestava servizio nella polizia stradale di Cosenza poi è stato trasferito in Prefettura. In seguito al suo arresto è stato espulso dalla Polizia. Nella indagine condotta dalla procura di Cosenza per l’omicidio di Lisa Gabriele è indagato pure per spaccio di droga.

Espulso dalla Polizia per il furto di una pistola ad un collega
E’ questo il motivo per il quale Maurizio Mirko Abate fu congedato nel 2019 dalla Polizia di Stato. Il particolare emerge dagli atti dell’indagine dei carabinieri che ha portato stamattina all’arresto di Abate, accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. L’ex agente, secondo quanto si è appreso, nega ogni addebito.

“Le risultanze di questa nuova fase investigativa, complessivamente valutate – è detto in una nota stampa dei carabinieri citata dai media – hanno consentito di verificare, in maniera più approfondita, quanto raccolto nella prima fase, colmando alcune lacune investigative e facendo emergere un quadro indiziario significativamente grave e tale da collegare il reato contestato all’indagato. Quanto globalmente acquisito sul piano investigativo ha consentito alla magistratura inquirente e giudicante di valutare gli elementi indiziari raccolti come convergenti, gravi, univoci e coerenti e non confutati da ricostruzioni alternative plausibili, idonei a fondare un giudizio di qualificata probabilità sulle responsabilità dell’indagato”.

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