Caso Minetti, l’adozione mancata di una coppia prima di Nicole: “Aveva precedenti”

Marito e moglie uruguaiani anni fa hanno perfino avuto il bambino per un periodo. L'Istituto per l'infanzia uruguaiana poi lo affidò nel 2021 alla Minetti motivando che la coppia "non era idonea" per via dei precedenti. Elemento curioso perché l'ex consigliere regionale nel 2019 era stata già condannata a due anni e dieci mesi per favoreggiamento della prostituzione. Uno dei requisiti dell'Inau per l'adozione è non avere pendenze. Due pesi e due misure?

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Il bambino adottato da Nicole Minetti e dal suo compagno Giuseppe Cipriani sarebbe stato adottato da un’altra famiglia cinque anni fa, ma poi l’Istituto nazionale per l’infanzia e l’adolescenza uruguaiano (Inau), ha respinto la richiesta perché la coppia aveva precedenti penali e poi l’ha affidato all’ex consigliere regionale di Forza Italia e al compagno oggi al centro di forti polemiche in Italia per la grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella su proposta del ministro della Giustizia Carlo Nordio, col parere favorevole della procura generale di Milano. Lo riporta Montevideo Portal, testata giornalistica dell’Uruguay.

Il bambino, si legge nell’articolo, ha passato un periodo con questa famiglia, originaria di Pan de Azúcar, poco a nord di Maldonado. In un’intervista a Telenoche, la famiglia di Maldonado ha puntato il dito contro l’Inau, affermando di aver avviato la procedura di adozione prima che Cipriani e Minetti adottassero il bambino, figlio di una coppia disagiata. La madre biologica, María de los Ángeles González Colinet, 29 anni, è scomparsa da qualche giorno. Il ministero dell’Interno sudamericano ha diffuso un avviso di ricerca in tutto il paese, mentre gli inquirenti sudamericani, stanno indagando sulla morte di una coppia di avvocati trovati carbonizzati: Mercedes Nieto e Mario Cabrera, legali della madre del bambino. Nonostante la morte sarebbe stata causata da un incendio in casa, rubricato inizialmente come “accidentale”, i parenti delle vittime e l’opinione pubblica parlano di un duplice omicidio. Un mistero.

L’uomo, di nome Julio (citato dal portale), ha raccontato di aver lavorato presso l’Istituto quando ha incontrato il minore (classe 2017) e ha chiesto se poteva adottarlo. Secondo il suo racconto, gli è stato risposto di sì, ma a condizione che si dimettesse dal suo incarico. Lui ha acconsentito e ha avviato le pratiche necessarie affinché il bambino – proveniente da un nucleo in cui il padre era in carcere e la madre era tossicodipendente ed era senza fissa dimora – potesse entrare a far parte della sua famiglia.

Durante questo periodo, il bambino ha fatto visita alla famiglia della coppia dove ha trascorso del tempo con la moglie e i figli. La famiglia avrebbe dei video che li ritraggono con il minore alle feste e durante le gite. “Lo amavamo con tutto il cuore “, ha detto l’uomo tra le lacrime.

La coppia ha raccontato di essersi recata da Maldonado a Montevideo per proseguire con la procedura di adozione del bambino. “Non mi hanno mai chiamato per avere sue notizie”, si è lamentato l’uomo, aggiungendo di essere stato informato che il bambino era stato dato in adozione a una “famiglia straniera”, la coppia Minetti-Cipriani appunto.

Nell’articolo di Telenoche viene ribadito che “l’adozione in Uruguay da parte della cittadina italiana (Nicole Minetti) si inserisce in un procedimento legale in Italia che ha analizzato la sua situazione personale. Il caso riguarda un bambino nato nel dicembre 2017, entrato nell’Istituto nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, con il padre detenuto e la madre senza fissa dimora e con problemi di tossicodipendenza”.

Nel marzo 2020, Minetti e il suo compagno hanno avviato la procedura di adozione dopo essersi conosciuti tramite attività legate all’istituto. Nel dicembre dello stesso anno, a seguito di un ricorso legale, il tribunale ha autorizzato l’affidamento temporaneo del minore alla coppia per tre mesi, periodo poi prorogato da successive sentenze.

L’Inau, nonostante la richiesta della coppia precedente (ritenuta “non idonea”), ha selezionato la coppia Minetti-Cipriani come genitori adottivi nell’aprile del 2021 e l’adozione è stata confermata da una sentenza del tribunale nel febbraio del 2023. In tale sentenza, che Telenoche ha visionato, si rileva che il bambino “ha trascorso quasi tre anni senza una famiglia” e si menziona una patologia che colpisce il midollo spinale. Malattia che è stata centrale nel procedimento di grazia del Quirinale. Minore con “gravi problemi di salute che richiedono assistenza e cure in ospedali altamente specializzati”.

L’Italia ha richiesto informazioni all’Uruguay tramite l’Interpol in merito all’adozione 

Il governo italiano, dopo che il Quirinale ha parlato di “supposte falsità” sul caso della grazia a Minetti, sollevate da inchieste del Fatto Quotidiano, ha richiesto tramite l’Interpol informazioni all’Uruguay per indagare sulle circostanze relative all’adozione da parte di Minetti e di suo marito, Giuseppe Cipriani, imprenditore italiano con attività turistiche-commerciali a Punta del Este, nell’estremo sud dell’Uruguay.

Il caso di Minetti, il processo di adozione e la grazia   

La vicenda risale al 2010, quando Minetti fu coinvolta nel caso Ruby, legato alle feste organizzate dall’allora presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi con una ragazza marocchina di 17 anni. Nel 2019, fu condannata a due anni e dieci mesi di reclusione per favoreggiamento della prostituzione, pena successivamente commutata in lavori socialmente utili. Nel 2021, ricevette un’ulteriore condanna per peculato nell’ambito dell’inchiesta sulla Rimborsopoli in Consiglio regionale della Lombardia, ove la donna ha fatto il consigliere regionale di Forza Italia con Formigoni presidente.

Nel 2025, Minetti chiese la grazia in Italia, adducendo le condizioni di salute del figlio adottivo. Nel febbraio del 2026, il presidente italiano Sergio Mattarella concesse la grazia ma la notizia venne fuori dopo. In seguito a questa decisione, il Fatto Quotidiano si è messo a spulciare tra le carte per esaminare la procedura di adozione avvenuta in Uruguay.

Per adottare in Uruguay, tra gli altri requisiti, è necessario presentare una dichiarazione giurata relativa ai precedenti penali, inclusi casi di violenza domestica o violazioni dei diritti. Fonti dell’Inau citati dai media spagnoli e sudamericani hanno indicato che i precedenti di Minetti sono stati presi in considerazione durante la procedura, ma alla fine si è deciso di accettare l’adozione.

La sentenza del tribunale che ha concesso l’adozione ha stabilito che non vi erano famiglie interessate al bambino. L’Istituto per l’infanzia ha riconosciuto che in passato la domanda di adozione della famiglia citata, di Pan de Azúcar (in foto sui quei media), era stata respinta a causa di precedenti che la rendevano non idonea. La Minetti si è detta sconcertata della campagna di stampa che ritiene diffamatoria nei suoi confronti e di suo figlio. Cosa sia successo in realtà è poco chiaro, poiché la Minetti durante il processo di adozione aveva precedenti penali. La grazie è arrivata solo nel Febbraio 2026.

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