Guerra all’Iran, Sanchez si sfila dal coro unico: “No ai conflitti di Usa e Israele”

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Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez si distingue nella schiera occidentale che sostiene le politiche di aggressione di Stati Uniti e Israele che a fine febbraio hanno lanciato attacchi militari unilaterali all’Iran, uccidendo la Guida Suprema Ali Khamenei, la sua famiglia e provocando la morte di circa 800 civili tra cui oltre 150 bambine di una scuola.

Il premier spagnolo ha fatto sapere che non concederà le basi Nato per fare una guerra mossa da altri interessi e non quelli sbandierati ufficialmente da Washington e Tel Aviv: il nucleare iraniano o il cambio di regime.

“La posizione del governo spagnolo spiega – su questa situazione è chiara e coerente. È la stessa posizione che abbiamo mantenuto in Ucraina e a Gaza.
No alla violazione del diritto internazionale che ci protegge tutti, soprattutto la popolazione civile. No a dare per scontato che il mondo possa risolvere i suoi problemi solo con le bombe”, quindi “No alla guerra”.

“Non ripetiamo gli errori del passato”, sottolinea Sanchez ricordando gli attacchi fatti 23 anni fa in Iraq, quando con il pretesto delle armi di distruzione di massa di Saddam venne sventrato il paese, con circa 1,5 milioni di morti, per poi farci sapere che era tutto falso.

“Il mondo, l’Europa e la Spagna hanno già affrontato questo momento critico in passato. Nel 2003, alcuni leader irresponsabili ci hanno trascinato in una guerra illegale in Medio Oriente che non ha portato altro che insicurezza e dolore. La nostra risposta di allora deve essere la nostra risposta di oggi: NO alle violazioni del diritto internazionale. NO all’illusione di poter risolvere i problemi del mondo con le bombe. NO al ripetere gli errori del passato. NO ALLA GUERRA”.

“Di fronte alla crisi in Medio Oriente, la Spagna sarà all’altezza della situazione”, ha scritto il premier spagnolo su X. “Proteggeremo i nostri cittadini, predisporremo misure per mitigare l’impatto economico e collaboreremo con l’Europa per una risposta coordinata che dia priorità alla pace e alla diplomazia”.

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