Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ha annunciato lunedì mattina lo scioglimento delle Cortes e la convocazione di elezioni politiche anticipate per domenica 29 novembre, dopo aver informato Re Felipe VI e riunito un Consiglio dei ministri straordinario. La decisione arriva al termine di proteste di massa per la crisi abitativa che affligge gli spagnoli e dopo un fine settimana di consultazioni, chiudendo così una legislatura sempre più fragile sul piano parlamentare. “Abbiamo bisogno di una maggioranza progressista molto più ampia”, ha detto Sánchez dal palazzo della Moncloa, presentando il voto come una scelta tra la prosecuzione dell’agenda sociale del suo governo e l’avanzata della destra.
Rispondere alla crisi abitativa
L’innesco immediato è stata la sconfitta subita venerdì al Congresso sui due decreti con cui l’esecutivo cercava di rispondere alla crisi abitativa, diventata una delle questioni politiche e sociali più esplosive del Paese. I provvedimenti prevedevano maggiori tutele contro gli sfratti per le persone vulnerabili, nuove regole per gli affitti temporanei e delle stanze, interventi fiscali e garanzie più stabili per alcuni contratti di locazione. Sono stati respinti con i voti contrari di Partito popolare, Vox e Junts. Proprio il no della formazione indipendentista catalana, decisiva per la tenuta della maggioranza che aveva consentito a Sánchez di restare alla Moncloa dopo le elezioni del 2023, ha mostrato fino a che punto si fosse assottigliato lo spazio politico del governo.
Una crisi più lunga
La casa, dunque, è stata il detonatore ma non l’unica ragione dell’anticipo elettorale. Da mesi l’esecutivo PSOE-Sumar procede senza una maggioranza stabile, costretto a negoziare provvedimento per provvedimento con i partiti regionali e indipendentisti. Sul governo pesano inoltre l’incapacità di approvare nuovi bilanci statali dal 2023, le polemiche che hanno investito il Partito socialista e, nelle ultime settimane, la gestione della questione migratoria a Ceuta. La bocciatura dei decreti sull’abitare ha trasformato questo logoramento in una crisi politica aperta, anche perché è arrivata mentre migliaia di persone manifestavano in diverse città contro l’aumento degli affitti e la difficoltà di accesso alla casa. Il caso dello sfratto a Madrid di una donna di 87 anni, Maricarmen, era diventato il simbolo della protesta.
In attesa del 29 novembre
Sánchez ha scelto così di anticipare la sfida elettorale. Nel suo intervento ha rivendicato le misure adottate contro la speculazione e ha chiesto agli elettori una maggioranza “progressista più ampia” per portare avanti le riforme. L’ultimo sondaggio Sigma Dos pubblicato dal quotidiano “El Mundo” assegna al PSOE il 25,6 per cento, oltre sei punti in meno rispetto al voto del 2023. Partito popolare e Vox insieme supererebbero il 50 per cento e raggiungerebbero 203 seggi. La maggioranza assoluta è di 176 seggi.
