Realizzata per la prima volta una modellazione 3D della struttura geologica dellโEtna che fornisce una nuova ipotesi sul quadro evolutivo del vulcano. A divulgare i risultati uno studio condotto da INGV e Universitร di Catania, pubblicato su Tectonics dellโAmerican Geophysical Union
Una modellazione 3D della struttura geologica dellโEtna ha permesso di calcolare, con piรน precisione, il volume dellโedificio vulcanico e ricostruire la variazione nel tempo del tasso eruttivo. A metterla a punto un team di ricercatori dellโIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo (INGV-OE) e dellโUniversitร di Catania-Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali (DSBGA).
Lo studio, “Three-dimensional modeling of Mount Etna volcano: volume assessment, trend of eruption rates and geodynamic significance”, pubblicato su Tectonics dellโ “American Geophysical Union” fornisce anche una nuova ipotesi sul quadro evolutivo del vulcano, strettamente connesso ai drastici cambiamenti geodinamici che hanno interessato la Sicilia orientale, durante la formazione e crescita del Monte Etna. Una prima ricostruzione dellโassetto morfologico e strutturale del basamento sedimentario del Monte Etna era stata sviluppata giร in un precedente lavoro.
โPartendo proprio dai dati del basamento sedimentario e da quelli della recente cartografia geologica del vulcanoโ, spiega Stefano Branca, vulcanologo dellโINGV-OE, โsono state ricostruite in 3D le strutture vulcaniche che si sono formate e sovrapposte a partire dagli ultimi 220.000 anni e che nel complesso hanno portato alla formazione del grande strato-vulcano del Monte Etna, il cui volume รจ pari a circa 535 km3″.
La modellazione 3D ha permesso di ricostruire lโevoluzione morfologica del vulcano, durante le principali fasi di crescita dellโedificio etneo, mostrando i centri eruttivi della Valle del Bove, attivi fra circa 110.000 e 65.000 anni fa. E ha, inoltre, illustrato la struttura che si รจ sviluppata durante gli ultimi 60.000 anni, con la formazione del principale centro eruttivo, conosciuto come vulcano Ellittico, che circa 20.000 anni fa aveva raggiunto unโaltezza di 3600 m. I volumi emessi nel periodo di tempo analizzato hanno consentito di determinare l’andamento del tasso eruttivo dellโEtna, evidenziando un drastico aumento negli ultimi 15.000 anni, periodo in cui si รจ formato lโedificio attuale denominato vulcano Mongibello.
“Il confronto dei tassi eruttivi medi delle singole fasi etnee con quelli di altri sistemi vulcanici, localizzati in diversi ambienti geodinamici in tutto il mondo, ha evidenziato come negli ultimi 60.000 anni, cioรจ con la formazione dei vulcani Ellittico e Mongibello, i tassi eruttivi hanno raggiunto un valore prossimo a quello dei vulcani di arco oceanico (come quelli della cintura di fuoco del Pacifico), sebbene lโEtna sia considerato un tipico vulcano intraplaccaโ, prosegue il vulcanologo.
Tale risultato รจ in accordo con alcuni recenti studi che hanno mostrato una possibile evoluzione della sorgente magmatica dellโEtna verso un vulcanismo di tipo arco insulare, come ad esempio quello delle Isole Eolie.
โInfatti, la porzione di crosta in subduzione, al di sotto del settore calabro-peloritano e del mar Tirreno, ha subito, durante il Pleistocene medio, una lacerazione che ha permesso al mantello dallโarea dellโarco eoliano di fluire verso sud nella regione del Monte Etnaโ, conclude Branca.
