30 Giugno 2022

Mafia Capitale e 'Ndrangheta. Il legame di Buzzi coi Mancuso

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Vincenzo Evolo, della cosca Mancuso di Limbadi, intercettato
Vincenzo Evolo, presunto appartenente della cosca Mancuso di Limbadi, intercettato dai Ros per “Mafia Capitale”

Si scoprono i legami tra i boss di Mafia Capitale e la ‘ndrangheta. E scattano altri due arresti da parte del Ros dei carabinieri nell’ambito dell’operazione «Mondo di mezzo». Come nella trama del libro Romanzo Criminale emergono – a dieci giorni dalla prima ondata di 37 arresti nell’operazione che indaga un centinaio tra malavitosi,uomini d’affari e politici romani – i segni di un patto tra organizzazioni criminali.

Le indagini hanno documentato come «gli indagati, organici all’organizzazione denominata Mafia Capitale, abbiano assicurato il collegamento tra alcune cooperative gestite da Salvatore Buzzi, sotto il controllo di Massimo Carminati, e la cosca Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia), consorteria di matrice `ndranghetista egemone nel vibonese».

Al centro del patto, i migranti. La cosca sarebbe comandata dal presunto boss Sabatino Di Grillo e dal suo braccio destro Vincenzo Evolo, entrambi finiti anche nell’inchiesta su ‘ndrangheta e imprenditori in Lombardia. In carcere sono finiti Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero, entrambi indagati per associazione di tipo mafioso. Al centro dell’accordo mafia-’ndrangheta ci sarebbe stato l’appalto per la pulizia del mercato Esquilino, a Roma, in cambio della protezione in Calabria alle cooperative della «cupola» che si occupano dell’assistenza ai migranti.

Quanto emerge dal nuovo filone di indagine dell’inchiesta getta nuova luce sulle trame dell’organizzazione che a Roma aveva lucrato milioni di euro sull’affare dell’assistenza a immigrati, rifugiati e nomadi. Le pulizie alla Cooperativa Santo StefanoContestualmente ai due arresti una terza persona, indagata a piede libero e destinataria di informazione di garanzia, «è stata sottoposta a perquisizione locale e personale». Gli interventi sono stati eseguiti nelle province di Roma, Latina e Vibo Valentia.

Secondo gli inquirenti, gli interessi comuni dei due sodalizi mafiosi emergono dal luglio 2014, quando il titolare della cooperativa «29 giugno» Salvatore Buzzi – con l’assenso del boss Carminati – affida la gestione dell’appalto per la pulizia del mercato Esquilino di Roma a Giovanni Campennì, imprenditore di riferimento della cosca, mediante la creazione di una Onlus denominata Cooperativa Santo Stefano.


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