Sbarco di migranti a Reggio, arrestati tre scafisti ucraini

I 36 migranti iracheni sbarcati a Reggio lo scorso 6 aprile avevano pagato ben 5.000 euro a testa per arrivare dalla Grecia alla Calabria.

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La Polizia di Stato, dopo indagini coordinate dalla Dda di Reggio Calabria, ha sottoposto a fermo tre cittadini ucraini, gravemente sospettati di essere stati al comando del veliero sul quale hanno viaggiato i 36 migranti di origine irachena sbarcati al porto di Reggio Calabria lo scorso 6 aprile. Si tratta di Bohdan Dudka (classe 1994), Serhii Sydorenko (1995) e Mykyta Ukolov (1996). Il fermo è stato già convalidato dal gip e si trovano ora in carcere.

L’attività investigativa ha avuto origine da un’allerta pervenuta la mattina del 6 aprile, dal dispositivo Frontex impegnato nelle attività di perlustrazione che aveva segnalato la presenza, in acque internazionali, di un natante a vela di circa 9 metri, battente bandiera statunitense, con presunti migranti a bordo.

Dopo aver veicolato il dato alle sale operative delle forze di polizia competenti, il natante è stato agganciato e bloccato, non appena ha fatto ingresso nelle acque territoriali italiane, della Nave “Oreste Corsi” della Guardia Costiera e da una motovedetta delle della Guardia di Finanza.

Nel corso delle prime verifiche, è stata riscontrata la presenza di 36 migranti iracheni (di cui 33 uomini, 2 donne e 1 minore) e di 3 soggetti, ucraini (gli arrestati), al comando dell’imbarcazione a vela.

Terminate le operazioni di recupero, il natante è stato condotto presso il porto di Reggio Calabria dove, giunto in serata, ad attenderlo vi erano i poliziotti della Squadra mobile  specializzati anche nel contrasto dei delitti inerenti la criminalità di matrice straniera.

Il team interforze ha immediatamente avviato una serrata attività di indagine che ha consentito, in breve, di stabilire che i migranti si erano imbarcati dalla Grecia tre giorni prima, a bordo di una barca a vela col nome“Life”, battente bandiera degli Stati Uniti d’America, per essere condotti, da tre scafisti di origine ucraina, sulle coste del sud Italia.

Avviate le procedure di identificazione, sentiti testimoni, il personale operante ha inoltre fatto luce sia sulle modalità del viaggio via mare – avvenuto a bordo di un’imbarcazione sovraccarica a tal punto da comprometterne la sicurezza della navigazione, senza viveri e strumenti di salvataggio, senza la possibilità di poter addirittura espletare i più normali bisogni fisiologici – sia sulle modalità cha hanno consentito ai migranti iracheni di imbarcarsi, pagando la somma di circa 5.000 euro ed affidandosi a trafficanti che gestiscono tutte le varie fasi degli spostamenti, dalla Turchia alla Grecia e poi dalla Grecia alla volta dell’Italia.

Presso gli uffici della Questura di Reggio Calabria sono stati quindi completati gli accertamenti da cui sono emersi gravi indizi di reato a carico dei tre cittadini ucraini in ordine all’appartenenza ad un’associazione per delinquere di matrice transnazionale operante in diversi Stati e finalizzata a commettere una serie indeterminata di delitti volti a procurare l’ingresso illegale di migranti nel territorio dello Stato Italiano, dalle coste della Grecia, con l’utilizzo di imbarcazioni in massima parte di fortuna.

Nei confronti dei tre uomini sono emersi, altresì, gravi indizi anche in ordine al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravato dalla circostanza di aver esposto i migranti, durante il tragitto, a pericolo di vita, di averli sottoposti a trattamento inumano e degradante e di aver commesso i fatti allo scopo di trarre profitto.

Il natante utilizzato per la commissione del reato è stato posto sotto sequestro dalla Guardia di Finanza e dalla Guardia Costiera.