Roma, arrestati “gli intoccabili” della droga. C’è anche un avvocato

In manette diciannove dopo una inchiesta della Dda romana. L'organizzazione agiva armata e in modo militare tenendo in ostaggio il quartiere “Tufello”

Carlomagno campagna novembre 2018

polizia roma operazione intoccabiliAgenti della Squadra mobile di Roma e del commissariato di Polizia “Fidene – Serpentara”, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, hanno eseguito 20 provvedimenti restrittivi e altrettante perquisizioni, che hanno consentito di smantellare un importante sodalizio criminale romano, dedito al traffico e allo spaccio di droga (tra cocaina, hashish e marijuana) che non ha esitato ad avvalersi della collaborazione di un avvocato del foro di Roma per veicolare le comunicazioni tra gli arrestati ed i capi dell’organizzazione, con particolare riferimento ai luoghi di custodia della sostanza stupefacente.

Si tratta, spiega la Questura romana, di “una vera e propria associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e alla detenzione illegale di armi da fuoco, organizzata militarmente in modo da reperire cospicui quantitativi di droga destinata allo spaccio con l’aggravante di essere una consorteria criminale armata”.

Secondo quanto ricostruito, l’organizzazione operava presso il quartiere “Tufello” dove i promotori e gli organizzatori gestivano una piazza di spaccio occupando illegalmente interi spazi pubblici del quartiere, prediligendo i cortili e le zone condominiali degli edifici per gli scambi di droga, rendendolo ostaggio di pusher e assuntori di sostanza stupefacente.

La piazza di spaccio era operativa tra i caseggiati di via Tonale, via Monte Petrella, via Monte Crocco e via Monte Epomeo. L’impiego delle “vedette”, posizionate nei punti nevralgici del quadrilatero, consentiva loro di scorgere l’improvviso arrivo delle forze dell’ordine e quindi di allertare i pusher di turno, consentendogli di disfarsi dello stupefacente e trovare riparo nella fuga all’interno dei cortili condominiali.

Il gruppo effettuava, altresì, un vero e proprio pattugliamento dinamico nelle strade limitrofe alla piazza di spaccio, volto all’individuazione preventiva delle forze di polizia ed esercitava turnazioni anche in orari notturni, garantendo così la continuità dello smercio di droga durante l’intera giornata sino alle ore del mattino inoltrato.

La piazza produceva un guadagno economico pari a 4 mila euro giornalieri. Secondo quanto spiega una nota della Polizia, al vertice dell’organizzazione ci sarebbero  Christian Primavera, di 25 anni, Fabio Guida (34) e  Andrea Giuliani (24) “i quali erano in grado di sovrintendere ogni fase dell’attività criminosa, dal reperimento di diverse tipologie di sostanza stupefacente, alla distribuzione tra i “soci” per il successivo smercio, garantendo costantemente la funzionalità dell’intera organizzazione”.

Christian  Primavera è il figlio minore di Guerino e fratello di Daniele e Fabrizio Primavera, tutti membri dell’omonima famiglia costituente una pericolosa consorteria criminale operante nel quartiere San Basilio. I predetti, dopo un breve periodo di latitanza, furono arrestati nel 2015 da questa Squadra Mobile per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti in esecuzione di un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere, nel cui ambito Christian Primavera risultava indagato in stato di libertà.

Tra i destinatari risulta anche un avvocato del Foro di Roma, sottoposto agli arresti domiciliari,  ritenuto responsabile di concorso in un reato connesso agli stupefacenti. Il legale, secondo l’accusa, “sprezzante delle norme penali e deontologiche, su esplicita richiesta del “capo” Christian Primavera, forniva indicazioni all’organizzazione sul luogo in cui era occultata la droga non rinvenuta dalla polizia giudiziaria in occasione dell’arresto di Stefano Antonini, suo assistito.

“Il lungo e complesso lavoro investigativo (attività censorie, servizi di osservazione controllo e pedinamento, arresti, perquisizioni e sequestri) ha consentito di delineare all’interno del gruppo criminale i vari ruoli assegnati e svolti dagli indagati. Le fonti di prova raccolte con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, venivano oltremodo avvalorate dai numerosi sequestri di droga e armi”.

Nel corso delle indagini sono stati arrestati diversi spacciatori, venivano contestate violazioni amministrative agli assuntori con contestuale ritiro della patente di guida; venivano altresì sequestrati in diverse operazioni 15 kg circa di sostanza stupefacente (prevalentemente cocaina),  5 pistole,  1 fucile e numerose  munizioni.

L’organizzazione criminale prevedeva una suddivisione di ruoli e funzioni ed era così costituita nel suo organigramma:

Destinatari di custodia cautelare in carcere

Christian Primavera e  Fabio Guida, ritenuti capi, organizzatore e finanziatore dell’associazione, con precedenti per  associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, gestivano la piazza di spaccio del “Tufello” curando l’approvvigionamento della sostanza stupefacente da cedere, occultandola in luoghi nella disponibilità di altri sodali ed assicurando il costante rifornimento dei pusher, infine provvedevano alla riscossione del ricavato della vendita dello stupefacente. Christian Primavera si adoperava anche al fine di valutare la qualità dello stupefacente, ovvero disporre che la stessa fosse “tagliata” allo scopo di ricavarne il numero più elevato possibile di dosi.

Andrea Giuliani, ritenuto organizzatore dell’associazione, con funzioni di controllo e gestione della piazza di spaccio e contestuale raccolta dei proventi illeciti.

Giorgio Cocciatelli, quale partecipe dell’associazione, già noto per stupefacenti,  “cassiere” dell’associazione veniva incaricato di custodire i proventi dello spaccio e mantenere i contatti con i fornitori di cocaina.

Stefano Antonini, Tiziano  Brunetti Giancarlo De Sisto, con precedenti legati agli stupefacenti,  sarebbero partecipi all’associazione con il compito di custodire e confezionare lo stupefacente.

Riccardo GuidaRoberto GoniniEmiliano Vitanostra,  Luca Antonelli Mario Peretti, Aurelio Graziani, Mourad Atef Abdel Rahim,  Giancarlo Pizzi, ritenuti partecipi dell’associazione come addetti alla vendita dello stupefacente o alla mansione di sentinelle.

Marco Canali, estraneo all’associazione ma gravemente indiziato di spaccio di sostanze stupefacenti.

Destinatari della custodia cautelare degli arresti domiciliari

Claudia Stagliano e  Alessandro Frisina, perché ritenuti partecipi dell’associazione, addetti alla vendita dello stupefacente o alla mansione di sentinelle.

Michele Corropoli, secondo l’accusa sarebbe il difensore di fiducia dell’organizzazione, gravemente indiziato per aver favorito l’attività illecita del gruppo al fine di assicurarsi la difesa degli arrestati.

Obbligo di firma con divieto di dimora nel comune di Roma

Christian Lupetti, estraneo all’associazione ma gravemente indiziato di spaccio di sostanze stupefacenti

“La pericolosità sociale e lo spessore criminale dei predetti indagati, – spiegano gli investigatori – refrattari al rispetto delle leggi e alle conseguenze sanzionatorie legate alle loro condotte, erano apparse sin dall’inizio allarmanti come dimostra il comportamento assunto nel corso di un processo con rito direttissimo scaturito dall’arresto di  Roberto Gonini, Emiliano Vitanostra e  Riccardo Guidaal termine del quale gli stessi inveivano contro gli operanti proferendo le seguenti frasi : “questa la pagate”  “ al tufello da oggi in poi potete entra’ solo con i carri armati…siete tutte guardie infami…

La spregiudicatezza con cui affrontavano le Forze dell’Ordine anche durante le indagini palesava la loro convinzione di essere personaggi intoccabili: da ciò scaturiva la denominazione dell’operazione di polizia”.

Tutti i destinatari delle misure restrittive sono stati oggetto di perquisizioni personali e domiciliari. Nell’operazione sono stati impiegati complessivamente oltre 100 agenti della Polizia di Stato, coadiuvati nell’esecuzione dalle unità cinofile e dal personale del Reparto Volanti.