Violenta bomba d’acqua a Palermo, forse vittime

Si cercano possibili dispersi. Molte persone si sono salvate a nuoto, altre sono salite sui tetti delle auto sommerse dall'acqua. E' polemica sulla mancata allerta


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Una bomba d’acqua si è abbattuta mercoledì pomeriggio su Palermo e in altre aree della Sicilia. Potrebbero esserci vittime e dispersi. La situazione più critica nel capoluogo di regione. L’acqua alta, oltre un metro, in alcuni punti ha completamente sommerso le auto in strada. Alcuni automobilisti bloccati in alcuni sottopassi allagati, per mettersi in salvo si sono messi sui tetti, in altri casi hanno nuotato fino a raggiungere approdi sicuri.

Secondo le prime informazioni, il bilancio provvisorio sarebbe di almeno due morti. Si tratterebbe di due persone rimaste intrappolate in auto in un sottopasso di viale Regione Siciliana. I sommozzatori stanno cercando i corpi, ma non c’è certezza che siano morti.

Due bambini, tra cui uno di nemmeno un anno, sono stati tratti in salvo ma sono ricoverati per ipotermia. Erano in auto con i loro genitori. I pompieri sono al lavoro senza soste per prosciugare l’acqua e ricercare possibili dispersi. Oltre trecento gli interventi.

E’ andato avanti per tutta la notte il lavoro delle squadre dei vigili del fuoco che stanno prosciugando dall’acqua il sottopasso della circonvallazione di Palermo, all’altezza dell’ex Motel Agip, alla ricerca di eventuali dispersi dopo la bomba d’acqua che ieri pomeriggio si è abbattuta sulla città.

Secondo quanti ha riferito un testimone due persone sarebbero rimaste intrappolate all’interno di un’auto completamente sommersa dall’acqua, anche se fino ad ora agli organi di polizia non è stata presentata alcuna denuncia di scomparsa. Il “giallo” potrà essere risolto solo in seguito al dragaggio completo dell’acqua e all’ispezione delle auto.

Un intervento che, nonostante il lavoro delle idrovore ad alta portata trasportate sul posto, richiederà “almeno altre tre quattro ore” come ha dichiarato all’Ansa il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Palermo Agatino Carrolo, che sta coordinando le operazioni nella zona dell’allagamento in viale Regione Siciliana.

Il Comune di Palermo lamenta il mancato allarme da parte delle autorità preposte
In alcuni sottopassi gli automobilisti sono rimasti intrappolati e hanno lasciato le auto salvandosi a nuoto. “Oltre un metro di pioggia è caduta a Palermo in meno di 2 ore. La pioggia più violenta nella storia della città almeno dal 1790, pari a quella che cade in un anno. Una pioggia che nessuno, nemmeno i meteorologi che curano le previsioni nazionali, avevano previsto, tanto che nessuna allerta di Protezione civile era stato emanata per la nostra città”, dice il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. “Se l’allerta fosse stata diramata, sarebbero state attivate le procedure ordinarie – aggiunge – che, pur nella straordinarietà degli eventi di oggi, avrebbero potuto mitigare i rischi. Ma non è il momento della polemica che lascio ad altri, anche perché so bene che la protezione Civile opera con grande professionalità basandosi su delle previsioni meteorologiche fatte da altri e che oggi evidentemente nessuno poteva fare con accuratezza”.

Il prefetto di Palermo, Giuseppe Forlani, ha convocato l’unità di crisi alla caserma Lungaro della Polizia di Stato, per stabilire le azioni da intraprendere dopo il nubifragio che si è abbattuto su Palermo nel pomeriggio e che ha provocato la morte di due persone. Una delle vittime, un uomo, è stata estratta dall’auto rimasta sommersa nel sottopasso di viale Regione siciliana, all’altezza di via Leonardo da Vinci. I vigili del fuoco e le forze dell’ordine sono sul luogo della tragedia, dove l’acqua ha raggiunto un livello di parecchi metri e stanno proseguendo le operazioni di ricerca e soccorso. Intanto, alcune zone della città sono al buio da ore e non si sa quando potrà essere ripristinata l’erogazione dell’energia.

Un testimone, sono piombato all’inferno
“Tornavo da due giorni di vacanza e sono improvvisamente piombato nell’inferno di viale Regione Siciliana”. Alessandro Di Gregorio era in macchina con la moglie quando su Palermo si è abbattuta una bomba d’acqua che ha provocato due morti. “Ho visto la Circonvallazione allagata, genitori con bimbi in braccio che piangevano mentre cercavano riparo ovunque – aggiunge Di Gregorio -. C’erano automobilisti sui tetti delle auto, passanti che cercavano di fuggire a piedi nudi dal fiume di acqua e fango. Qualcuno si accasciava a terra. Con il pavimento dell’auto allagato, ho provato a studiare un percorso alternativo per andare a casa evitando le strade più a rischio. Per fortuna mi è andata bene”.

 

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