23 Aprile 2024

Latitanza Matteo Messina Denaro, arrestati tre insospettabili

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Nuovo colpo alla rete che ha protetto Matteo Messina Denaro durante la latitanza. I carabinieri del Ros hanno arrestato per associazione mafiosa l’architetto Massimo Gentile e il tecnico radiologo dell’ospedale di Mazara del Vallo Cosimo Leone e per concorso esterno in associazione mafiosa Leonardo Salvatore Gulotta.

L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia, dall’aggiunto Paolo Guido e dai pm Gianluca De Leo e Piero Padova. Dalla cattura del boss, avvenuta il 16 gennaio del 2023, sono finite in manette 14 persone accusate di aver aiutato il capomafia ricercato. Quattro sono già state condannate.

Il provvedimento è stato eseguito dai reparti speciali dei carabinieri e dai colleghi dei comandi provinciali di Trapani, Milano e Monza Brianza.

L’attività – spiega una nota dell’Arma -, condotta nell’alveo delle investigazioni finalizzate a disvelare il contesto mafioso che ha permesso a Matteo Messina Denaro di sottrarsi alla cattura e ad esercitare il ruolo di capo mafia per circa 30 anni, hanno consentito di raccogliere elementi investigativi che hanno consentito di accertare come – secondo l’accusa -, Massimo Gentile avrebbe ceduto al capo defunto della provincia mafiosa trapanese la propria identità al fine di fargli acquistare un’autovettura e un motociclo, sottoscrivere le relative polizze assicurative, compiere operazioni bancarie ed eludere i controlli delle forze dell’ordine, assicurandogli in tal modo la possibilità di muoversi in stato di latitanza sul territorio e di continuare a dirigere il sodalizio.

Cosimo Leone avrebbe assicurato al sodalizio le proprie competenze tecnico mediche, relazioni personali e possibilità di movimento all’interno di strutture sanitarie, nella qualità di tecnico sanitario di radiologia medica presso l’ospedale di Mazara del Vallo, dove tra l’altro Matteo Messina Denaro è stato ricoverato, da latitante, dopo l’insorgenza della malattia oncologica. Secondo la Dda Leone avrebbe consegnato a messina denaro, durante la degenza post-operatoria e dopo averlo ricevuto da Andrea Bonafede, classe ‘69, un telefono cellulare con una scheda telefonica riservata. Il tecnico radiologo sarebbe stato anche per il tramite di Bonafede, un punto di riferimento per il latitante in ordine al percorso terapeutico, iniziato presso l’ospedale di Mazara e proseguito poi con la visita oncologica presso l’ospedale di Trapani.

Secondo l’accusa Leonardo Salvatore Gulotta avrebbe concorso, senza prendervi parte, nell’associazione mafiosa assicurando a Matteo Messina Denaro dal 2007 al 2017 la disponibilità di un’utenza telefonica necessaria per la gestione dei mezzi di trasporto in uso all’ex latitante.

L’operazione costituisce la prosecuzione dell’indagine che il 16 gennaio 2023 ha permesso al Ros di catturare a Palermo l’allora latitante Matteo Messina Denaro e di trarre in arresto il suo accompagnatore Giovanni Salvatore Luppino per procurata inosservanza di pena e favoreggiamento aggravati dalle modalità mafiose;

Ad essere arrestato il 23 gennaio 2023 Andrea Bonafede, classe ‘63, con l’accusa di partecipazione ad associazione mafiosa;

Il 7 febbraio 2023 viene arrestato il medico Alfonso Tumbarello e Andrea Bonafede classe ‘69, ritenuti responsabili il primo di concorso esterno in associazione mafiosa e falso ideologico aggravato e il secondo di procurata inosservanza di pena e favoreggiamento aggravati dalle modalità mafiose;

Il 3 marzo 2023 era finita in manette Rosalia Messina Denaro, sorella di Matteo, per partecipazione ad associazione mafiosa;

Il 16 marzo 2023 i coniugi Emanuele Bonafede e Lorena Ninfa Lanceri per procurata inosservanza di pena e favoreggiamento aggravati dalle modalità mafiose;

Il 13 aprile 2023 Laura Bonafede per procurata inosservanza di pena e favoreggiamento aggravati dalle modalità mafiose;

il 5 dicembre 2023 Martina Gentile, figlia di Laura Bonafede, per favoreggiamento e procurata inosservanza di pena aggravati dalle modalità mafiose;

Il 13 febbraio 2024 dei fratelli Antonino e Vincenzo Luppino, figli di Giovanni Salvatore Luppino, per favoreggiamento e procurata inosservanza di pena aggravati dalle modalità mafiose.

Sono attualmente in corso delle perquisizioni nella provincia di Trapani e in Lombardia.


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