Lutto nel mondo della musica, è morto Franco Battiato

Carlomagno Lancia Ypsilon ibrida Giugno 2021
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E’ morto Franco Battiato, noto cantautore che ha regalato a diverse generazioni vere perle di musica nel suo inconfondibile stile. Battiato aveva 76 anni ed è morto all’alba del 18 maggio nella sua residenza di Milo (Catania). I funerali avverranno in forma privata. Il cantautore era nato a Ionia il 23 marzo del 1945.

Battiato ha spaziato tra una grande quantità di generi, dalla musica pop a quella colta, toccando momenti di avanguardia e raggiungendo una grande popolarità. Non sono note le cause del decesso, ma il cantante, secondo molti media, sarebbe stato malato da tempo.

I funerali saranno celebrati mercoledì mattina in forma strettamente privata e riservata, nella sua villa di Milo. Sarà un sacerdote amico dell’artista e della famiglia a presiedere la cerimonia. Secondo quanto si è appreso, la salma sarà cremata e le ceneri saranno poi conservate nella cappella di famiglia.

Per Franco Battiato sono passati oltre 50 anni dalle sue prime esperienze musicali a Milano, dal suo primo contratto discografico ottenuto grazie al suo grande amico Giorgio Gaber che tra l’altro, insieme a Caterina Caselli, (i due conducevano il programma “Diamoci del tu”) ha ospitato, nel 1967, la sua prima apparizione televisiva. Lungo questi decenni Franco Battiato ha costruito un percorso davvero unico nel panorama italiano. Un ironico libero pensatore che ha praticato l’arte della provocazione e che ha avuto pure una breve esperienza (non retribuita) come assessore alla Regione Sicilia con la giunta Crocetta, durata da novembre 2013 a marzo 2014 e finita in modo a dir poco burrascoso.

Il Comune di Catania ricorda Franco Battiato con un video, listato a ‘lutto’, realizzato dall’Ente con immagini dell’artista accompagnate dalla canzone ‘La Cura’.

Il senso irrimediabile di smarrimento, il viaggio dell’io verso l’assoluto, l’esortazione a perdersi in mondi esoterici che si aprono lungo le nostre esistenze e perfino la suggestione della vita dopo la morte: i testi di Franco Battiato, il più filosofo dei cantautori, hanno la rara capacità di trasportare territori inesplorati fuori e dentro di noi.

Ecco alcuni passi delle sue liriche più celebri, che rimbalzano in queste ore anche sui social in omaggio al grande artista scomparso.

PROSPETTIVA NEVSKI (1980) E studiavamo chiusi in una stanza La luce fioca di candele e lampade a petrolio E quando si trattava di parlare Aspettavamo sempre con piacere E il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba Dentro l’imbrunire

CUCCURUCUCU (1981) “Avevo già la luna e urano nel leone “Il mare nel cassetto” “Le mille bolle blu” Da quando sei andata via non esisto più “Il mondo è grigio il mondo è blu” Cuccurucucu paloma Ahia-ia-ia-iai cantava”

BANDIERA BIANCA (1981) Siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare Quei programmi demenziali con tribune elettorali E avete voglia di mettervi profumi e deodoranti Siete come sabbie mobili tirate giù uh C’è chi si mette degli occhiali da sole Per avere più carisma e sintomatico mistero Uh com’è difficile restare padre quando i figli crescono e le mamme imbiancano Quante squallide figure che attraversano il paese Com’è misera la vita negli abusi di potere Sul ponte sventola bandiera bianca

CENTRO DI GRAVITA’ PERMANENTE (1982) Cerco un centro di gravità permanente Che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente Avrei bisogno di Cerco un centro di gravità permanente Che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente Over and over again

LA TORRE (1982) Giù dalla torre butterei tutti quanti gli artisti perché le trombe del giudizio suoneranno per tutti quelli che credono in quello che fanno

E TI VENGO A CERCARE (1988) E ti vengo a cercare Anche solo per vederti o parlare Perché ho bisogno della tua presenza Per capire meglio la mia essenza Questo sentimento popolare Nasce da meccaniche divine Un rapimento mistico e sensuale Mi imprigiona a te Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri Non accontentarmi di piccole gioie quotidiane Fare come un eremita Che rinuncia a sé E ti vengo a cercare Con la scusa di doverti parlare Perché mi piace ciò che pensi e che dici Perché in te vedo le mie radici

POVERA PATRIA (1991) Povera patria schiacciata dagli abusi del potere Di gente infame che non sa cos’è il pudore Si credono potenti e gli va bene quello che fanno E tutto gli appartiene Tra i governanti quanti perfetti e inutili buffoni Questo paese è devastato dal dolore Ma non vi danno un po’ di dispiacere Quei corpi in terra senza più calore? Non cambierà non cambierà Non cambierà forse cambierà”

LA CURA (1996) Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore Dalle ossessioni delle tue manie Supererò le correnti gravitazionali Lo spazio e la luce per non farti invecchiare E guarirai da tutte le malattie Perché sei un essere speciale Ed io avrò cura di te.

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